JOHN UPDIKE.
...
.
...
RIPOSA CONIGLIO.
Parte 2.
...
.
...
Titolo originale: Rabbit at Rest. 1990.
Traduzione di: Mario Biondi.
2017. Giulio Einaudi Editore, TORINO.
...
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
2. Pennsylvania.
...
.
....
Sole e luna, ascesa e caduta: le consunte ruote della natura
che in Florida si sentono stridere l dove la spiaggia
incontra il mare in Pennsylvania appaiono invece smorzate,
ammorbidite, coperte di sedimenti, rivestite di ci che affonda
nella consuetudine. Nel quarto di acro di Penn Park
che Janice e Harry hanno comprato un decennio fa, dal
lato della casa confinante in mattoni di lava, c' un ciliegio
piangente e a lui piace essere di ritorno quando fiorisce,
verso il dieci di aprile. A quel punto anche il baseball
si  trasferito a Nord - Schmidt quest'anno ha realizzato
due home run nelle prime due partite, smentendo tutte le
chiacchiere che fosse finito - e nei prati spuntano ciuffi
d'aglio. Magnolie e cotogni sono in fiore, e anche la forsizia:
il suo lieto color giallo occhieggia da ogni cortile come
il repentino manifestarsi della linfa segreta che scorre
attraverso la vita di ognuno. Un rosso velo di boccioli
riempie gli aceri che fiancheggiano i marciapiedi e appare
in ci che rimane dei boschi, qua e l, sempre pi radi, ai
margini delle urbanizzazioni vecchie e nuove.
Il giorno in cui rientra, a Coniglio piace fare un giro in
auto per rinfrescarsi la memoria e ferirsi con le schegge
del suo vecchio io di cui  disseminato praticamente ogni
angolo dell'area di Brewer. Anche se i tram non le percorrono
pi, le strade dove  stato ragazzo sono sempre l.
I ponti di ferro e gli scali ferroviari arrugginiscono nel laccio
di tangenziali che ormai accerchia la citt. Le targhe
hanno ancora un elemento centrale arancione, ma adesso
dice: In Pennsylvania hai un amico, scritta che lui ha
sempre trovato cretina, ma mai quanto le targhe finte che
si possono montare al paraurti anteriore e su cui si legge:
In gesu hai un amico. Le copertine degli elenchi telefonici
rimarcano l'AntiCommonwealth di Pennsylvania.
Seduto dietro il volante della sua auto gravita attorno a
Mt Judge, la citt dove  nato e cresciuto, dalla parte opposta
di Brewer rispetto a Penn Park. Nella chiesa luterana
evangelica di Mt Judge, un edificio di arenaria simile
a una fortezza, con le sue ali nuove non intonate con il
resto, lui  stato battezzato e cresimato, strizzato in una
camicia che gli irritava il collo come se fosse stata apprettata
con la liscivia; ed  stato l, pi avanti sulla Central
Street, davanti a un baretto ora diventato una copisteria,
che si  innamorato per la prima volta: di Margaret
Schoelkopf, con le sue treccine e le scarpe rialzate. L si
era sentito il cuore confuso e gonfio, sospeso sui lastroni
del marciapiede come uno degli zeppelin che si vedevano
allora in cielo: i riquadri di cemento gli apparivano
laggi in basso, sotto il suo infantile cuore sospeso, simili
agli isolati di una citt. In ogni altra casa, in quel quartiere
familiare, aleggia il fantasma di una persona che conosceva
e che ora non c' pi. Vuote ai suoi occhi come le
conchiglie sullo scaffale di un collezionista, queste dimore
comuni, con i loro portici a colonne di mattoni e il salotto
buono mal illuminato, non sono cambiate granch; anche
le pi popolari villette unifamiliari a schiera, come quella
in Wilbur Avenue in cui hanno abitato lui e Janice appena
sposati, hanno esattamente la stessa forma: si inerpicano
per la collina come una scalinata, anche se le tetre tavole
a vista in asfalto di una volta, di un colore tra l'ecchimosi
e lo sterco, hanno ceduto il posto a materiali pi gioiosi,
che imitano la pietra appena sbozzata o i rivestimenti in
legno, pi spessi su alcune facciate che non su altre, con
il risultato che emerge un certo movimento ai bordi, se si
fa scorrere lo sguardo lungo la schiera. Ogni anno Harry
dimentica ci che  difficile rievocare nella piatta Florida,
le costruzioni a macchia di leopardo, l'antica architettura
congestionata, la distante montuosit azzurra che, nella
parte alta delle strade, costringe il primo piano delle case
a timpano a inerpicarsi, ad aggrapparsi, gli aguzzi muri di
sostegno e le ripide scarpate coronate da siepi di crespino
o da aiuole di tulipani, scarpate sempre pi verdi, non pi
coltivate a erba ma con piante basse come edera o ginepro,
che non occorre falciare una volta alla settimana con gli
antiquati tosaerba a rullo. Tosaerba al cui manico alcuni
applicavano una corda, in modo da poterle lasciar scivolare
gi sferragliando e poi recuperare. Coniglio sorride,
dentro l'auto, ricordando le vecchie falciatrici dal manico
di legno e il loro vicino metodista di Jackson Road, ormai
morto da tanto tempo, con cui la mamma litigava continuamente
per la questione della striscia d'erba larga non
pi di sessanta centimetri che correva lungo i muri esterni
delle loro case, di cui l'uomo si rifiutava di falciare la sua
met. I due vecchi coniugi metodisti l'avevano comprata
dagli Zim quando questi ultimi si erano trasferiti a Cleveland.
Carolyn Zim era talmente carina - una specie di
Shirley Temple ma senza la fossetta, focosa come Deanna
Durbin, in quel corpo di bambina - che marito e moglie
litigavano continuamente, gli aveva raccontato la mamma,
perch lei ne era gelosa. Lui aveva l'abitudine di aspettare
alla finestra, nella calma della sera, per una fuggevole
visione della piccola Carolyn che si spogliava per andare
a letto, a quella breve distanza d'aria. La sua camera: pu
quasi ricordarne la tappezzeria, la parte ingiallita sopra il
calorifero, lo scaffale laccato su cui sedevano i suoi orsacchiotti,
il cesto dove i pezzi delle costruzioni coabitavano
con i soldatini di gomma e gli aereoplanini di piombo. C'era
un odore, come di tela incerata o di vernice fresca, oppure
di vaniglia e di gheriglio di noce, quando la mamma
metteva in forno una torta, che gli sembra quasi di sentire
ancora, seppure non esattamente; aleggia nell'ombra, scivola
dietro il radiatore pitturato d'argento sui cui elementi
erano stampati disegni in sequenza, in un rilievo confuso.
Anche Brewer, inerte alveare, gli parla di lui stesso,
del suo passato diventato ora incredibilmente profondo,
al punto che giornate di cui ha un ricordo personale, come
quella della vittoria nella Seconda guerra mondiale o la domenica
in cui Truman dichiar guerra alla Corea del Nord,
ora sono storia, cose che la maggior parte della gente nel
mondo sa soltanto attraverso i libri. Brewer  la citt dove
 cresciuto, l'unica che conoscesse. Lo riempie tuttora
di eccitazione trovarsi tra i suoi semplici caseggiati color
terracotta, le sue fabbriche di mattoni, le case unifamiliari
a schiera e le grandi chiese tetre, tutto mischiato insieme,
ogni costruzione pesante, solida, realizzata con antiquato
zelo decorativo. La periferia, ormai praticamente abbandonata,
con l'ampia Weiser Street che lui ricorda illuminata
e affollata come un luna-park nel periodo di Natale,
 diventata un miscuglio di macerie e parcheggi, con pochi
palazzi nuovi rivestiti in vetro, tentativi di rivalutazione
occupati quasi esclusivamente da banche ed enti governativi:
i negozi si rifiutano di tornare l dai centri commerciali
sorti nei sobborghi di Brewer. L'edificio del vecchio
Baghdad, uno dei pochi cinema di prima visione lungo
Weiser Street,  rimasto tra due lotti di terreno vuoti,
ma le piastrelle arabesche sono state strappate via, mentre
l'insegna luminosa, con le lettere che presentavano l'ultima
coppietta di film ad alto contenuto erotico, arrugginisce
e si spela, vi si leggono soltanto i caratteri buisci e,
nella riga sotto, salvrmi, residui deturpati di un appello
al restauro storico. I grandi cinema della sua adolescenza,
carichi di odori dolciastri e di velluto scuro, di sussurri,
di risatine, di mani tenute per mano, appartengono ormai
alla storia, contribuisci A salvarmi. Nell'atrio c'era
una specie di fontana moresca con tante luci colorate che
giocavano sulla superficie mossa dell'acqua. Il negozio di
musica, Strumenti a corda & Dischi, gestito vent'anni fa
da Ollie Fosnacht a poca distanza dal Baghdad, poi diventato
rivenditore di impianti stereo,  ancora un negozio e
si chiama La Luce Fantastica; vende scarpe da ginnastica,
due vetrine piene. Dev'essercene un discreto mercato, tra
le minoranze. Prendi i soldi e scappa.
Nella limitata esperienza di Coniglio, pi le hanno migliorate,
pi archi plantari, rinforzi, suole scientificamente
progettate a sei strati e via enumerando ci hanno messo,
pi le scarpe da corsa sono diventate dure e scomode:
pessime quanto quelle normali. E che senso hanno le tute
da jogging che si mettono adesso le ragazze, che le fanno
sembrare delle donne spaziali, rosso lampone e verde elettrico,
tanto strette da lasciar vedere ogni muscolo proprio
fino alla riga tra le chiappe? Esibizionismo. Gli animali
giovani hanno bisogno di esibirsi. La moglie ripudiata di
Ollie Fosnacht, Peggy,  morta circa otto anni fa di cancro
al seno andato in metastasi. La prima donna, gli viene
in mente, tra quelle con cui  andato a letto che sia morta,
che abbia concretamente tirato le cuoia. Poi ricorda
che non  vero. C' stata Jill. Se la scopava durante quella
folle estate, anche se secondo lui a lei non piaceva un
granch. Troppo giovane perch potesse piacerle. E forse
 morta anche quella puttana del Texas che, con una curiosa
affabilit strascicata, lo ha privato della verginit. Non
hanno vita lunga, a furia di ore piccole, alcol, botte. E la
droga, di cui sono in larghissima misura vittime, e l'AIDS.
D'altra parte, chi vive in eterno? Una batosta capita a tutti.
Dev'essere cos che la pensano: prima o poi arriva per
forza. Un po' quello che pensano tutti, solo con pi fatalismo.
Questi carcerati di adesso, che mordono le guardie
per attaccargli l'AIDS con la saliva. Stiamo diventando dei
cani idrofobi, il genere umano  una grossa palude di virus.
Di ritorno dal centro deserto di Brewer, tra le anguste
schiere di case in mattoni costruite un secolo fa, quando
i grandi stabilimenti - ora abbandonati o trasformati in
outlet - fumavano e vibravano ancora, facendo girare vorticosamente
i filati o fondendo acciaio, vede la vita procedere
vivace come sempre, anche se in un'ombra pi scura.
Battere queste strade a lui piace. Almeno in aprile traboccano
di energia innocente. Quattro giovani neri, tutti
gambe, fanno capannello attorno a una bici in riparazione.
Una ragazza latinoamericana, sotto il sole sbieco del tardo
pomeriggio, esce dalla sua angusta fetta di casa in tacchi
alti ed elegante abito lill con purpurea fusciacca diagonale
e grande rosa di stoffa in vita: questa donna  un
fiore, dice l'istante, ed ecco che gi si  raccolta una frotta
di ragazzi che sgomitano e vanno a sbattere uno addosso
all'altro, tutti in giacca a vento grigio acciaio e pantaloni
militari verdi, una specie di uniforme di banda, probabilmente.
A Brewer la gente vive ancora per strada, si siede
fuori sui gradini e nei piccoli portici, ha un'aria di grande
aspettativa che a De Leon non si vede mai. Le case unifamiliari
a schiera della Pennsylvania, dal canto loro, tentano
semplicemente un abbozzo di difesa della privacy, non
sono tanto diverse dalle citt che costruivano per la maestra
in prima elementare, tante scatole di fiocchi d'avena
messe in fila, con le porte intagliate e le finestre disegnate
a matita. Tutto ci lo rende felice, dopo aver passato l'inverno
in Florida, con i condomini intersecati dai percorsi
di golf, le torri per le attivit comuni con la copertura piastrellata,
i villaggi che non sono villaggi, le mille diverse
incarnazioni della propriet immobiliare, l'abbellimento
dell'inconsistente.
Dentro la Celica grigio ardesia a due porte, che lui e
Janice chiudono a chiave in garage quando in autunno portano
a sud la Camry, si sente sicuro nei suoi vagabondaggi,
non attira troppi sguardi, anche se nella zona malfamata,
vicino ai binari del treno, sul gradino arrotondato di una
taverna sbarrata con assi, una ragazza rotondetta di carnagione
scura con la felpa siede in grembo a un ragazzo
gi a torso nudo sebbene l'aria primaverile sia ancora gelida
e lo bacia con bocca languida e determinata rivolgendo
sguardi insolenti alle auto che passano. Il ragazzo seminudo
 probabilmente troppo fatto per mettersi a guardare anche
lui ma, attraverso il finestrino della Celica, lei rivolge
a Harry uno sguardo che se potesse lo cancellerebbe dalla
faccia della terra. Vaffanculo. Vacci tu, ribattono gli occhi
della ragazza. Sembra avvertire ci che lui sta facendo: gironzolare
qua e l senza meta, cercare di sgraffignare per
s un po' di vita dagli scorci di Brewer sud, di quelle vite
giovani che crescono come linfa, mentre la sua  vecchia
e in declino.
C'era cos tanta vita in queste vie ormai stanche! Le vecchie
villette a schiera sono state ridipinte, le tavole a vista
sono state rifatte, rimodernate con tettoie in alluminio e
ringhiere in ferro battuto che sono gi diventate vecchie
a loro volta. Ci sono spazi vuoti che sono stati riempiti da
poco: i numeri civici vengono sistemati sopra le porte dai
costruttori dentro certe lunette a ventaglio in vetro colorato.
Nei progetti, quei blocchi di abitazioni erano solidi,
non si prevedeva nessun cambio di numerazione. Un tempo,
anche lui ha abitato in una di quelle case - al 326, lo
stesso numero della stanza d'ospedale, ricorda ora - con
Ruth, e per le piccole spese andava in quella bottega laggi,
all'angolo, che ora si chiama alimentari da rosa (Tienda
de Comestibles), e attraverso la vetrina, da dentro, vedeva
il rosone di una chiesa in pietra calcarea, ora diventata il
Centro Comunitario Police Athletic League di Pennsylvania
(Centro Comunidad). La citt  pi rapida di quanto se la
ricordasse, pi veloce a scorrere via, isolato dopo isolato:
certi edifici che da ragazzo gli sembravano lontani tra loro
ora appaiono uno appiccicato all'altro. La fabbrica di
pastiglie per la tosse, il grattacielo del tribunale, il centro
sportivo dove lui ha cercato di prendere lezioni di nuoto
e invece si  preso la polmonite, uscendo d'inverno per
strada con i capelli umidi, sono tutti li allo stesso incrocio,
vicini all'ufficio postale con il suo singolare atrio lungo e
deserto, pieno di gente e illuminato soltanto a un'estremit,
dove un paio di grate  sollevato, e al Ben Franklin,
gi orgoglioso albergo in pieno centro, tutto dorature, ora
convertito in Ramada Motor Inn. E li che la sua classe, i
diplomati di Mt Judge del 1951, ha tenuto il ballo di fine
anno, lui in smoking estivo e Mary Ann con un abito di
raso color lavanda senza spalline. Pi tardi, in auto, le crinoline
gli avevano creato tali problemi che erano scoppiati
a ridere: tra tutte quelle pieghe e quegli orli fruscianti, le
cosce bianche e rotonde di Mary Ann si erano perse. Uova
di pasqua dentro un nido cartaceo, mutandine umide
per il tanto ballare, spugnoso cuscino di cotone imbottito
pieno del suo calore, forte sentore di umido sottobosco:
Mary Ann, la prima donna di cui ha fatto proprio l'odore,
tutta sua, ogni fessura, ogni umore, prima di andare a
fare i suoi due anni di servizio militare. E lei si era sposata
con un altro, senza una sola parola. Forse in lui aveva
avvertito qualcosa. Un perdente. Anche se, al contrario,
a diciotto anni aveva tutto l'aspetto del vincente. O perlomeno
cos si sentiva ogni volta che usciva con lei, sapendo
che poi l'avrebbe avuta l da cogliere, nell'auto calda, la
Plymouth blu di famiglia, disinvolto, calmo, la vita orientata
a un'irresistibile ascesa.
Due isolati dopo il Ben Franklin in direzione della montagna,
sotto Eisenhower Avenue, che prosegue su un cavalcavia
dai parapetti in legno, gli operai hanno scavato,
ai tempi in cui si usavano ancora le pale, un grande fossato
che permettesse ai binari della ferrovia di arrivare fino in
citt; binari che sono ormai in disuso, mentre il fossato,
rivestito in pietra calcarea,  ridotto a scarico di lattine di
birra e bottigliette di bibite varie, oltre a sacchi della spazzatura
e materassi. Brewer  sempre stata una citt dura,
una citt ferroviaria, le costruzioni lungo i binari sono sempre
state piene di uomini tosti, ambigui vagabondi pronti
a fare un pompino per un quarto di dollaro, alberghi fuligginosi
dove le partite a carte duravano giorni e giorni,
bar con le vetrine frontali incrinate dalle vibrazioni dei
treni di passaggio, treni lunghi un miglio, vagoni e vagoni
di carbone che passavano attraverso Weiser Street paralizzando
il traffico, come la volta in cui anche lui e Ruth
avevano aspettato che ne passasse uno, le luci al neon di
un ristorante cinese ormai scomparso da tempo che lanciavano
riflessi sui suoi capelli multicolore.
Quei mattoni dipinti di rosso, quelle false pietre grigie
hanno visto senza saperlo cose da spezzare il
cuore. Un paio di isolati verso la montagna, superata la via
dove abitava una volta Ruth - Summer Street, anche se loro
ci avevano vissuto in primavera e l'estate aveva significato
la fine della loro storia - Coniglio si trova all'improvviso
in una galleria bianca di alberi in fiore, che affiancano la
strada su entrambi i lati, alberi giovani e di forma ovale
che si fondono l'uno nell'altro come tante nubi, il cielo alto
sopra di loro che accoglie i fiori pi elevati come fa con
la luna che compare di giorno. E lass in cima, dove c'
pi luce, ecco che stanno cominciando ad aprirsi le foglie,
lustre, piccole, a forma di cuore: lo scopre perch a questo
punto  commosso quanto basta per accostare la Celica al
marciapiede, parcheggiare, smontare e staccare un'unica
foglia da esaminare, quasi fosse un indizio di tanto splendore.
Nell'ombra del marciapiede, in questo radioso lungo
boschetto, si vedono persone che spingono carrozzelle per
bambini o se ne stanno in piedi a chiacchierare accanto al
gradino di casa, quasi fossero ignare della bellezza che sta
sospesa sopra di loro, che li avvolge, spargendo confetti
di petali: sono in paradiso. Vorrebbe chiedere a qualcuno
il nome di quegli alberi, e come mai sono stati piantati l,
tra quelle case di Brewer fatte di rozzi mattoni, lussuriosi
come i ficus che fiancheggiano i viali di Naples gi in Florida,
ma il modo in cui lo guardano di sottecchi lo intimidisce,
lui stesso ridotto a un'ombra in quella galleria di luce
filtrata dai fiori, visitatore, intruso venuto dal passato, e
d'altra parte immagina che non lo sappiano e anche se lo
sapessero proprio il fatto di aver posto una simile domanda
lo farebbe apparire piuttosto bizzarro.
Invece lo sa Janice. Quando le racconta la sua avventura,
gli spiega: - Sono i peri Bradford che il comune sta
piantando nei luoghi dove stanno morendo i vecchi olmi
e platani occidentali.  una pianta che fiorisce ma non d
frutti, molto resistente in ambiente cittadino. Dell'anidride
carbonica e roba del genere se ne infischia.
- Come mai non li avevo mai visti?
- Li hai visti eccome, Harry, sono sicura. Sono ormai
almeno dieci anni che li stanno piantando. Ci hanno scritto
anche articoli sul giornale. Il marito di una delle ragazze al
Club fa parte della Commissione per le Migliorie.
- Non ho mai visto niente di simile. Mi ha fatto scoppiare
di gioia.
Janice  intenta nelle operazioni necessarie per rendere
di nuovo abitabile la casa di Penn Park: spazzare via le
ragnatele dell'inverno e lustrare l'argenteria dei Koerner
lasciatale da sua madre, per cui si allontana da lui con impazienza.
- Li hai visti eccome, soltanto che adesso le cose
le guardi con occhio diverso.
Dopo l'infarto, intende dire. Dopo che  quasi morto.
Ora quando  con lei gli pare vagamente di essere uno di
quei morti che una volta si diceva tornassero per proteggere
i sopravvissuti, vivendo in mezzo a loro invisibili come
i topi nelle pareti. Spesso lei sembra non sentirlo, oppure
prenderlo troppo seriamente. Va in giro per Brewer fino
a Mt Judge a trovare Nelson, Pru e i bambini e riprende
contatto con le vecchie amiche del Flying Eagle Country
Club, dove stanno sistemando i campi da tennis in terra
battuta, che non sono ancora pronti del tutto, mentre il
percorso di golf  gi verde e accoglie qualche giocatore.
Inoltre si sta cercando un lavoro. Lui pensava che stesse
scherzando dopo avere visto Una donna in carriera e invece
no, le donne della sua et ormai fanno tutte qualcosa: una
delle sue compagne di tennis  fisioterapista e ha braccia
e spalle piene di muscoli da non credere, un'altra, Doris
Eberhardt, gi Doris Kaufmann,  diventata un'esperta di
diamanti e va a New York in autobus praticamente tutte le
settimane, trasportando avanti e indietro centinaia di migliaia
di dollari in pietre preziose, e un'altra ancora opera
in un settore in pieno boom, l'eliminazione dell'amianto
da case e da edifici come fabbriche e scuole. Sembra che
l'amianto da stanare non finisca mai. Quanto a lei, pensa
che potrebbe mettersi negli immobili. L'amica di una
sua amica, pur lavorando praticamente soltanto durante i
weekend, porta a casa oltre cinquantamila dollari all'anno
di provvigioni.
- Perch non vai a dare una mano a Nelson nella gestione
del terreno? - le chiede lui. - C' qualcosa che sta
andando in vacca da quelle parti.
- Pensa che divertimento, assumermi da me. E poi lo
sai quanto  sensibile Nelson alla prospettiva di un'interferenza
da parte nostra.
- Gi, chiss perch.
Ora che  tornata nella sua vecchia banda di sapientone
del Flying Eagle, Janice ha pronte tutte le risposte. - Perch
 cresciuto all'ombra di un padre oppressivo.
- Io non sono affatto oppressivo. Sono una persona semplice,
casomai.
- Ai suoi occhi lo sei. Dal punto di vista psicologico.
Sei certamente un bel po' pi alto di lui. E sei stato un
magnifico atleta.
- Questa  bella. Un magnifico atleta a cui i medici dicono
che quando gioca a golf deve spostarsi con il cart, senza
fare niente di pi violento di una camminata di buon passo.
- Cosa che per altro tu non fai, Harry. Non ti ho mai
visto camminare pi di quel che serve per andare e venire
dall'auto.
- Ho fatto un po' di giardinaggio.
- Diciamo cos.
Verso la fine della giornata a lui piace uscire nel giardinetto
di casa per staccare i gambi dei fiori morti dell'anno
prima e le vecchie fitolacche, bianche come ossa, per bruciarli
tutti assieme in un fal che appicca con il giornale di
quel giorno, lo Standard di Brewer. Quando sono arrivati,
il prato aveva un gran bisogno di una falciata, mentre le
aiuole delle tuberose avrebbero dovuto essere scoperte gi
da marzo. Bucaneve e crochi sono fioriti e marciti mentre
loro erano in Florida; i giacinti sono al massimo della fioritura
e i tulipani sono gi spuntati, sebbene abbiano ancora
certe testoline verdi e puntute. Nell'ora in cui la luce
si attenua e il ciliegio piangente brilla di luce propria nella
penombra, Harry si sente in pace. I piccoli fiori della pianta
sembrano tante minuscole pratoline rosa; la forma dei
rami, che si piegano in femmineo atto di scusa, a mano a
mano che le ombre vanno allungandosi e facendosi smorte
si illumina di un diafano lucore da neon; la rivoluzione
della Terra si allunga di un attimo, le schegge di sole si attardano
un istante sotto il cielo di aprile con le sue scie di
jet e i cristalli di ghiaccio dei cirri, pochi brandelli d'oro
rimasti impigliati nell'ispida forsizia, laggi, verso la grande
dimora confinante in piccoli mattoni gialli, nella bellicosa
tsuga, nei rododendri pi alti, accanto alla palizzata,
che si vedono dalla finestra della cucina. Sopra la tsuga
qualche autunno fa Janice ha sistemato una mangiatoia per
gli uccelli - anche se Doris Kaufmann o qualche altra impicciona
le ha detto che  una crudelt nei confronti degli
uccellini mettere a loro disposizione del cibo quando poi
durante l'inverno si  via -, una sfera di plastica, inclinata
come Saturno, che ogni tanto Harry si ricorda di riempire
di semi di girasole. Mettere mangiatoie sulle piante era
esattamente il tipo di cose che faceva la madre di Janice,
la vecchia Bessie, mentre a lei non sarebbe mai passato in
mente ai tempi in cui la mamma ancora in vita e loro erano
pi giovani. I nostri geni continuano a produrre nuove manifestazioni
finch viviamo. Harry avverte sui propri denti
lo stesso sentore acido che gli dava tanto fastidio nell'alito
del padre. Povero pap. Verso la fine il suo viso si era
fatto giallo come un'albicocca secca. Le sue mangiatoie,
nel cortiletto di Joseph Street, Bessie le sistemava su fili e
pali, per fregare gli scoiattoli. Venivano attirati dal faggio
rosso che c'era appena fuori della loro camera, con quelle
noci che continuavano a scoppiare tutta la notte per conto
loro, diceva, allargando il grembo e piazzandosi le mani
sulle ginocchia come se Dio avesse creato gli scoiattoli
soltanto per rompere le scatole a lei. A lui Bessie piaceva,
anche se poi nel testamento lei lo ha fottuto. Non lo aveva
mai perdonato per quello che era accaduto nel 1959. E
morta di diabete e complicazioni circolatorie il giorno dopo
che la principessa Diana ha dato alla luce il principino
William; l'ultima cosa a cui si  interessata  stata proprio
quella: ci sarebbe stato un futuro re d'Inghilterra? Oltre
al caso Hinckley: secondo lei il ragazzo avrebbe dovuto
essere impiccato sulle scale del Campidoglio, in piena luce.
Che lo avessero rilasciato perch malato di mente per
lei era uno scandalo. L'anziana signora viveva nel terrore
che finissero col doverle amputare le gambe, come avevano
fatto a sua madre. Madre di cui lui adesso non riesce nemmeno
pi a farsi venire in mente il nome. Ah, s: Hannah.
Hannah Koerner. Per lui  difficile credere che un giorno
sar anche lui morto come Hannah Koerner.
Prima che cada la sera d'aprile, attratti dalla mangiatoia
arrivano svolazzando e saltellando gli uccelli, grossi e piccoli,
per farsi una bevutina o immergere le piume nella vasca
di cemento dal fondo azzurro che  stata fatta costruire
da un precedente proprietario della casa, questa comoda
villetta in pietra calcarea ficcata l a Penn Park in mezzo
ad altre case pi grosse. La vasca di cemento ha delle crepe,
ma l'acqua la tiene ancora. Come lui, pensa Coniglio,
voltandosi verso la casa con le finestre illuminate, che gli
appare remota eppure stranamente vicina, come quando
guardava quella dei suoi genitori quando era un ragazzino
che giocava ai quattro cantoni o ad acchiapparella con
Mim e gli altri bambini del vicinato, nello spiazzo davanti
al garage che dava su un vicolo alle spalle del loro giardino
lungo e stretto su Jackson Street. Allora come adesso,
riscuotendosi dalle sue oscure fantasticherie, si  scoperto
pi vicino di quanto potesse pensare a una presenza luminosa,
gli  abbastanza vicina da gettare un'ombra dorata
sui passi con cui attraversa il giardinetto. Allora si trattava
del futuro, ora del passato.
Nei mesi di quella primavera che ha trascorso con Ruth
in Summer Street, si  chiesto pi volte che sensazione gli
avrebbe dato correre fino in fondo alla strada, dritto fin
dove arrivava lo sguardo. E nei trent'anni trascorsi da allora
ha spesso percorso quella strada in auto, fino ai margini
nordoccidentali di Brewer e oltre, dove la superstrada
con i suoi motel (Economy Lodge, Coronet, Safe Haven) va
a perdersi nella campagna e dove cominciano a comparire
cartelli stradali che indicano Harrisburg e Pittsburgh. Le
aziende agricole con i loro edifici in pietra, le baracche che
si reggono solo con pioli e travi, le fattorie squadrate, con
le pareti spesse sessanta centimetri, stanno subendo una
dopo l'altra l'assalto della speculazione immobiliare. Due
miglia oltre l'autostrada a pagamento di Maiden Springs,
dove abitavano i Murkett prima del divorzio, c' un quartiere
abbastanza nuovo, che ha preso il nome di Arrowdale
dalla fattoria che vi sorgeva una volta, prima di essere
venduta dai nipoti della vecchia zitella che, dopo averci
abitato per tantissimi anni, avrebbe voluto lasciarla a un
evangelista televisivo perch ne facesse una sorta di parco
della salvezza, una casa di riposo per predicatori, ma
gli avvocati erano riusciti a convincerla a lasciar perdere.
Nel corso di questi ultimi anni, Coniglio ha visto quella
terra, aggredita dai bulldozer, perdere a poco a poco il suo
grezzo aspetto originario e gli alberi e i cespugli diventare
talmente alti che ormai sembra che le case ci siano sempre
state. Le vie sono tortuose, come lo erano nel quartiere dei
Murkett, ma le case sono pi ordinarie, abitazioni in stile
ranch o con i piani sfalsati, e con pareti laterali in tavole
di alluminio e facciate in mattoni abbellite da porticati in
porfido con tratti di rivestimento in muratura poco funzionali.
I piccoli giardini sul davanti sono attraversati da
vialetti in cemento e adorni di azalee non completamente
in fiore sotto le vetrate. La corteccia abbonda, accompagnandosi
nei portici a un mobilio intonato, e, in genere,
a un ordine tirannico, del tutto sconosciuto nelle vecchie
citt come Mt Judge e West Brewer, pi operaie.
Ronnie e Thelma Harrison, una volta che i tre figli maschi
sono cresciuti e sono andati ad abitare altrove, si sono
appunto trasferiti in una di queste modeste case di recente
costruzione. Alex, il maggiore,  ingegnere elettronico
chiss dove, a sud di San Francisco; Gergie, quello
di mezzo, che a scuola aveva qualche problema di lettura,
sta tentando di diventare ballerino e musicista a New
York; il minore, invece, Ron jr,  rimasto nella contea e
fa l'operaio edile part-time, pur avendo frequentato due
anni di college a Lehigh. Thelma non si lamenta n dei figli
n della casa, ma a lui sembrano deludenti, deludentemente
ordinari per una donna della sua intelligenza, oltre
che della sua passionalit (di cui sa tutto).
La malattia di Thelma, un lupus eritematoso sistemico,
con il passare degli anni  venuta a costare una fortuna,
pur con le indennit previste dalla polizza sulla salute stipulata
con la societ assicurativa per cui Ronnie lavora.
Inoltre ha significato che Thelma, una volta andati via i
figli, non ha pi potuto tornare a insegnare alle elementari
come invece sperava. Con la salute Thelma ha avuto
i suoi alti e bassi, e spesso  stata costretta in casa, dove
lui la trovava di norma. A mezzogiorno, quando l'ha
chiamata da un telefono pubblico di Brewer, era infatti
sicuro che avrebbe risposto, e cos  stato. Le ha chiesto
se poteva andare a trovarla e lei ha risposto di si. Non era
sembrata contenta di avere sue notizie, ma nemmeno seccata:
semplicemente rassegnata. Lascia la Celica accanto
al marciapiede curvo, sebbene negli anni lei, usando l'interruttore
elettronico che hanno in cucina, gli ha sempre
aperto il garage per subito richiuderlo per nascondere la
prova della sua presenza. Ma adesso che  malato come
lei, se non addirittura di pi, non sa quanto abbiano ancora
da nascondere. Nelle ore centrali, finch i bus non
portano a casa da scuola i bambini, il quartiere  deserto.
Da chiss dove, fuori vista, ad Arrowdale arriva il rumore
di un motore in panne e nell'aria aleggia una persistente
vibrazione, il ronzio del traffico che scorre non visibile
sull'autostrada di Maiden Springs. Anch'essi fuori vista,
alcuni uccelli cinguettano, resi rauchi dall'urgenza di fare
il nido, anche se nel quartiere ci sono pochi alberi. Sulla
ridotta striscia di prato che fiancheggia il vialetto in cemento
saltella un pettirosso, che non appena lui si avvicina
schizza via nell'aria. Non ricordava che fossero cos
grossi: sembrava delle dimensioni di un corvo. Sale i due
gradini di porfido e attraversa il piccolo portico: Thelma
gli apre la porta sul davanti prima ancora che lui abbia il
tempo di suonare il campanello.
Sembra diventata pi piccola, e i capelli appaiono pi
grigi. Il suo viso compassato, piuttosto comune, ha sempre
avuto una sfumatura giallastra, un ittero, che si  andato
facendo pi intenso, come pu notare attraverso il trucco
che usa per coprire l'eritema a farfalla, un arrossamento,
una specie di irritazione che la malattia le ha steso sul naso
e sotto gli occhi. Ci nonostante lei lo eccita ancora: la conosce
troppo nell'intimo. Non appena ha chiuso la porta,
il cui pannello centrale in cristallo molato  protetto da una
lunga tendina paraluce verde abbassata, si scambiano un
lieve bacio. Le labbra di Thelma sono fresche, vagamente
appiccicose. Rimane qualche istante tra le braccia di lui,
quasi sperando che succeda dell'altro, il corpo abbandonato
contro il suo in una forma di impronunciabile confessione.
- Sei magro, - gli dice, finalmente ritirandosi.
- Un po' meno grasso, - la corregge lui. - Ho ancora
parecchio da fare per accontentare i medici e Janice Anche
se farlo gli  costato uno sforzo, nominare la moglie
gli sembra del tutto naturale. Thelma il perch lo sa, l'ha
sempre saputo, fin dal primo momento. La loro relazione
 stata un'iniziativa completamente sua, anche se lui con
il passare degli anni ci si  abituato, adeguandosi. La sua
andatura, mentre si allontana da lui verso il soggiorno,
sembra rigida, vagamente ancheggiante: una delle manifestazioni
del lupus  l'artrite.
- Janice, - ripete lei. - Come sta Wonder Woman? -
Una volta lui le ha confidato che la chiamava cos e lei
non l'ha pi dimenticato. Le donne non dimenticano mai
niente, in particolare ci che si vorrebbe dimenticassero.
- Mah, sempre uguale. In Florida si d da fare con
tutti quei gruppi diversi,  un po' la ragazzina del nostro
condominio, oltre che una shiksa. Faresti fatica a riconoscerla,
tanto  in gamba. Gioca a tennis in modo fantastico,
almeno a quanto mi dicono i suoi compagni Al che
si rende conto che sta parlando troppo. - Ma siamo stati
contenti di venire via. Stava diventando freddo. Marzo 
stato schifoso. Se non altro qui uno lo sa, per cui si veste
di conseguenza.
- Non ci hai mai detto niente del tuo infarto -. Quel
ci  una piccola ritorsione per aver nominato Janice senza
perifrasi. La moglie uno se la si trascina dietro come
l'ombra, anche a letto: rannuvola le lenzuola.
- Non mi sembrava il caso di andare a raccontarlo in giro.
- L'abbiamo saputo dal piccolo Ron, che conosce un ragazzo
che a sua volta conosce Nelson. La radio dei giovani.
Immagina che cosa ho provato, venendo a saperlo in quel
modo. Il mio amante quasi muore e nessuno me lo dice.
- Come avremmo potuto noi, io, chiunque altro, dirtelo?
Non  una di quelle cose che si annunciano comprando
un biglietto prestampato in vendita in cartoleria.
Nel corso degli ultimi anni, lui e Janice, hanno visto
gli Harrison sempre meno. Coniglio e Ron sono cresciuti
insieme a Mt Judge, e insieme hanno giocato nelle formazioni
scolastiche di basket che, allenate da Marty Tothero,
hanno vinto i campionati per due dei loro ultimi
tre anni di superiori. Ma a lui Ronnie non  mai piaciuto:
sboccato, invadente, fisicamente violento, sempre l
a menarselo in pubblico nello spogliatoio, a far volare
asciugamani, a tirare pizzicotti, a terrorizzare i ragazzini.
Teste di cazzo che alle femmine non danno fastidio
ma a lui s. Il fascino che Thelma ha trovato in lui  in
parte proprio dovuto al fatto che non pu soffrire il marito,
per aver dovuto cedere a tutte le sue manie erotiche
e alla sua volgarit rimanendo per altro in superficie
una compassata, comune maestra. Cio, non esattamente
comune: quando  nuda, il suo corpo  parecchio meglio
di quanto farebbero pensare gli abiti. La prima volta che
sono andati a letto insieme, le sue tette sembravano quelle
di una ragazzina di Playboy, con capezzoli simili a
due perfetti pulsanti di campanello.
- Che cosa posso offrirti? - gli chiede. - Un caff? Una
birra?
- Assolutamente proibiti entrambi. Non hai niente tipo
Coca light o Pepsi? - Gli viene in mente la vocina tremolante
di Judy che cantava E la Coca durante il lungo zig
zag che avevano dovuto fare per tornare a terra.
- Certo. Non beviamo pi tanto neanche noi, adesso
che abbiamo disdetto l'iscrizione al Flying Eagle.
- Ci tornerete mai?
- Non credo. Abbiamo sentito dire che le quote sono
state aumentate, cosa di cui forse tu non ti sei accorto, visto
che sei ricco, inoltre ci sono le quote supplementari per
la manutenzione dei due green vicino alla strada, che vengono
continuamente devastati dai vandali. Gi tre anni fa
Ronnie ha calcolato che gli veniva a costare pi di ottanta
dollari a giro. Non ne vale veramente la pena. E poi ci va
tutta una nuova genia di giovani che spadroneggiano. L'atmosfera
 cambiata. E diventato un posto troppo yuppie.
- Peccato. Ho nostalgia di un bel giro con il vecchio
Ronnie.
- Come mai? Se non lo puoi soffrire.
- Mi piaceva batterlo.
Lei annuisce, come se prendesse atto del contributo
che gli ha dato a battere il marito. Non pu farci nulla:
di quest'uomo  innamorata, della sua aria da biondo imbranato,
del suo cuore duro e gelido, del suo cazzo non
circonciso, del suo modo di fare spiccio. Un amore che nel
corso del suo lento morire non si  mai negata il piacere
di manifestare, tanto quanto lui  stato capace di imbrigliarlo.
I sentimenti pi forti li ha tenuti a bada e la loro
relazione ha arricchito il legame che ha con Dio, dandole
qualcosa per cui sentirsi in peccato, di cui discutere con
Lui. Se  colpevole di adulterio, il lupus sembra avere una
spiegazione. Se una punizione se la merita, per Lui  pi
facile infliggergliela.
Thelma va in cucina a prendere la bibita. Coniglio si
aggira silenziosamente per il soggiorno: in previsione della
sua visita lei ha abbassato non soltanto la tenda stretta nella
porta sul davanti, ma anche quelle larghe delle vetrate.
Nei confronti di quella stanza, con il suo buio, Harry prova
un senso di piet: sembra che persino la debole luce che
filtra da una finestra possa accelerare la distruzione delle
cellule di quella donna, con la sua sommessa, funerea agitazione.
Per quanto possa scatenarsi, mantenere una vena
di sfida nei confronti della dannazione, Thelma conserva
un convenzionale decoro locale. Poltrone a fiori con larghi
braccioli di legno, divano elegante color cioccolato, coperto
da una distesa di cuscini ricamati e di poggiatesta in pizzo
che vanno ingiallendo, tavolinetti laccati per cianfrusaglie
varie, sgabelli vari, un poggiapiedi su cui  dipinto un antico
mulino, lampade simmetriche sulla cui base in ceramica
fanno bella mostra di s dei cani da caccia inglesi racchiusi
in ovali dorati, un'opprimente tappezzeria a smorti disegni
neocoloniali; su ogni piano orizzontale, inoltre, passatoie
con frange, vetri semipreziosi, nanetti e pappagalli di porcellana,
fotografie in cornice di bambini piccoli e di figli
al diploma, piattini e bollitori in rame battuto e in peltro,
tutti oggetti attorno a cui fare la polvere ma da non spostare
mai. Questo salotto buono, se si esclude il televisore
che troneggia nel suo armadietto in noce, con l'impolverata
faccia grigioverde sormontata da un toup di centrini
e ninnoli, potrebbe essere emerso dalla sua adolescenza,
quando faceva cautamente visita a ragazze le cui madri venivano
avanti dalla cucina asciugandosi le mani nel grembiule
per accoglierlo in ambienti ugualmente immobili e
zeppi di roba. Le diverse case in cui ha vissuto con Janice,
invece, hanno sempre avuto un tono scarmigliato, pieno di
lacune, ma che se non altro gli concede lo spazio per respirare.
Questo locale  cos pieno che l dentro si sentirebbe
morire. Odora di tutte le polizze assicurative che Ron ha
dovuto vendere per comprare i mobili.
- Allora, raccontami com' stato, - chiede Thelma, tornando
l con un vassoio rotondo dipinto su cui stanno posati
due bicchieroni pieni di una bibita scura e frizzante e due
coppette gemelle piene di noccioline. Lo posa su un tavolino
dal ripiano in vetro simile a una lunga cornice vuota.
- Tanto per cominciare... - replica lui, - roba del genere
non la devo assolutamente prendere. Noccioline salate.
Mamma mia! Le noci di macadamia poi! Sono la cosa che
mi fa pi male, e per di pi costano un occhio della testa.
Sei cattiva, Thel.
L'ha messa in imbarazzo. La sua pelle itterica tenta di
arrossire. Il viso, dalla struttura sottile, oggi sembra gonfio,
probabilmente per effetto del cortisone. - Le compra
Ronnie. Erano qui per caso. Se non puoi, non mangiarle,
Harry. Non lo sapevo. Con te non so pi come comportarmi.
 passato tanto di quel tempo.
- Un paio non mi faranno certamente morire, - la rassicura
lui, e per essere gentile raccatta con le dita qualche
noce di macadamia. Pepite. Sembrano delle piccole pepite
coperte da una peluria di sale. In particolare, quando
ne tiene una in bocca, facendola scivolare dolcemente tra
i molari incapsulati, gli piace il modo in cui si spezza in
due, esponendo alla lingua la superficie della spaccatura,
liscia come vetro, come pelle di bambino. - E gli anacardi,
- aggiunge. - Sono la seconda cosa che mi fa pi male,
in ordine di importanza. Abbrustoliti poi non parliamone!
- Mi sembra di ricordare che ti piacevano proprio cos.
- Ricordi un sacco di cose, a quanto pare, - replica
lui, bevendo un sorso della sua insipida Coca light. Prima
hanno eliminato la cocaina, poi la caffeina e adesso anche
lo zucchero. Si lascia andare all'indietro con in mano una
manciata di anacardi. Abbrustoliti danno un pizzicorino
acido, il sapore di veleno che a lui piace tanto. Si  sistemato
sulla poltrona a dondolo, nera con disegni rossi e
con un basso cuscino giallorosso tenuto fermo da legacci,
mentre lei si  seduta sul divano marrone, senza lasciarvisi
affondare ma appollaiandosi sul bordo, con le ginocchia
unite che toccano il margine rialzato del tavolino. Ci
hanno fatto l'amore, su quel divano, che non  abbastanza
lungo per stendersi ma che bastava se tenevano entrambi
le ginocchia piegate. In un certo senso lui lo preferiva ai
letti, dal momento che su un letto, usato da uno della famiglia,
lei sembrava sentirsi pi colpevole, meno libera di
lasciarsi andare e il suo disagio si trasmetteva a lui. Spostato
il tavolo, poteva inginocchiarsi accanto al divano e
trovarsi nell'angolazione perfetta per leccarle la fica. Su,
sempre pi su, pi a fondo dentro la sua oscurit, dove
tutto cominciava a vibrare e a reagire e la cosa arrivava
a concludersi in s. Gli piaceva quando lei, venendo, gli
serrava la faccia tra le cosce umide come una noce nello
schiaccianoci. Si chiedeva se fosse mai capitato che un uomo
si rompesse il collo in quel modo.
Un'ombra ha attraversato il viso di Thelma, un sussulto,
quasi lui l'avesse relegata all'ambito dei ricordi, al
passato chiuso e irripetibile come le fotografie posate sul
televisore muto. Mentre lui, sedendosi in quel dondolo di
fronte all'unica persona che in quegli ultimi dieci anni gli
ha dato ci di cui aveva bisogno, aveva semplicemente inteso
mettersi pi a suo agio. Sesso. Alimento dell'anima.
- Qualche cosa da ricordare, - replica lei, gli occhi bassi
sugli oggetti nel vassoio, che non ha toccato, - ce l'hai
anche tu, spero.
-  proprio quello che stavo facendo adesso. Ricordavo.
Mi sembri triste, - dice lui in tono accusatorio, perch
ritiene al contrario che la sua presenza, nonostante tutto,
dovrebbe farla felice.
- Non sembri pi del tutto tu. Sembri... come dire...
pi cauto.
- Ges, lo saresti anche tu. Prender qualche altra noce
di macadamia, se serve a farti contenta -. Le mangia
a una a una e, mentre mastica e si gusta in bocca il netto
dividersi in due parti delle pepite pelosette, le racconta
del suo infarto: la barca, il Golfo, la piccola Judy, trovarsi
steso sulla spiaggia con la sensazione di essere una medusa,
l'ospedale, i medici, i loro consigli, il tentativo di
seguirli. - Muoiono dalla voglia di tagliarmi per farmi un
by-pass. Per c' un'altra possibilit cui potrebbero ricorrere
prima, meno drastica. Dovrei appunto incontrare un
tale, qui al St Joseph, per vedere se possono farmela questa
primavera. Si chiama angioplastica. Un palloncino, in
fondo a un catetere lungo almeno un metro, che ti infilano
fino al cuore attraverso un taglio che fanno appena
sotto l'inguine, in un'arteria. E mi hanno fatto una cosa
simile gi in Florida, solo che invece di un palloncino mi
hanno messo in corpo una sfilza di coloranti per vedere in
che stato fosse effettivamente il mio povero vecchio cipollone.
 un'esperienza singolare: non fa esattamente male,
durante l'operazione ci si sente molto strani, come demoralizzati,
ma  doloroso nei giorni successivi. Quando
mettono dentro il colore, si sente un calore al torace come
se si fosse in un forno. Un dolore intimo, troppo intimo.
Come partorire, solo che non viene fuori nessun bambino
ma soltanto una sfilza di dati computerizzati sulle arterie
coronariche. Sempre meglio, per, del cuore aperto, dove
come aperitivo cominciano a segarti lo sterno, - ma mentre
si tocca il centro del torace pensa alle tette di Thelma,
con quei capezzoli cos perfetti da succhiare, l, dietro la
camicetta, in attesa che lui faccia la prima mossa. - E poi
fanno scorrere il sangue del paziente dentro una macchina
per ore e ore. Voglio dire, tra te e la macchina, in quel
lasso di tempo, c' un'identificazione totale. Se si ferma,
muori. Un tale con cui gioco a golf gi in Florida ne ha
avuto uno quadruplo, con l'aggiunta della sostituzione di
una valvola e di un pacemaker: be', dice che dopo non 
stato pi lo stesso. Come essere investito da un camion
prima avanti e poi indietro, dice. Anche il suo swing  diventato
infame: non gli  mai pi tornato. Ma basta cos,
eh? E tu? Come va la tua salute?
- Come ti sembro? - Thelma sorseggia la sua Coca, lasciando
per tutte a lui le noci nelle due coppette gemelle,
il cui disegno imita i punti del ricamo: fiori squadrati,
azzurri e rosa.
- Bene, mi pare, - mente lui. - Un po' pallida e grassottella,
ma capita a tutti, alla fine dell'inverno.
- Sto perdendo, Harry, - dice lei, sollevando lo sguardo
fino a incontrare con il suo. Occhi pi torbidi di quelli di
Pru, ma di quel colore che viene definito nocciola, occhi
che lo hanno esaminato a fondo, che lo conoscono quanto
 possibile che una donna conosca un uomo. Con la moglie
le cose sporche si fanno al buio; l'amante, invece, la
si incontra in piena luce del giorno, l, sul divano. Lei lo
prendeva sempre in giro per quel suo cazzo con il cappuccio,
ancora protetto dal prepuzio. - I reni sono peggiorati,
e il tasso degli steroidi non pu andare su ancora. Sono
talmente anemica che riesco a stento a trascinarmi in giro
per la casa per le faccende, e tutti i pomeriggi devo fare
una dormita. Infatti sei arrivato qui proprio all'ora del mio
pisolino quotidiano -. Lui cede a un movimento istintivo,
stringendo le mani sui braccioli per tirarsi su, ma la voce
di Thelma si alza su un tono irritato. - No, non andartene.
Non pensarci nemmeno. Per amor di Dio. Non ti vedo
per quasi sei mesi e poi, arrivato qui, stai una settimana
senza preoccuparti di telefonare.
- C' lei, Thelma. Non posso prendere e andare a zonzo.
Ho dovuto riacclimatarmi. Ormai devo prendermela
pi calma.
- Tu non mi hai mai amato, Harry. Amavi soltanto il
fatto che fossi io ad amare te. Non mi lamento.  ci che
mi merito. Le punizioni, in vita, ce le si infligge da s: 
una cosa in cui credo come credo in Dio. Si ha esattamente
ci che si merita. Dio provvede. Guarda le mie mani. Un
tempo erano belle. O per lo meno cos credevo. Mentre
adesso met delle dita... guardale! Deformi. Se ci provassi,
non riuscirei neanche a togliermi la fede.
Lui guarda, chinandosi in avanti a esaminare la mano tesa
fino a far inclinare il dondolo sotto il suo peso. Le nocche
sono gonfie, alcune delle ultime falangi appaiono disposte
ad angolo retto, ma se lei non avesse richiamato la sua attenzione
su di esse non se ne sarebbe accorto. - Perch dovresti
toglierti la fede? - le chiede. - Per quanto mi ricordo,
tu e Ronnie siete appiccicati con la colla. Mi pare che tu
mi abbia persino detto che ogni tanto la colla la mangiate.
La questione delle mani l'ha fatta arrabbiare e lui reagisce
di conseguenza, come se lo stesse incolpando. Lei
replica: - Ti ha sempre dato fastidio che io con Ronnie mi
comportassi da moglie vera, mentre intanto accontentavo
te quando e come volevi. Chiss poi che diritto avevi
di provare tanto fastidio, legato a filo doppio com'eri con
Janice e con i suoi soldi. Io non ho mai cercato di portarti
via da lei, anche se certe volte sarebbe stato facile.
- Ah s? - ribatte lui, facendo tornare in equilibrio il
dondolo. - Non so, quella stupida ha qualcosa che non finisce
mai di meravigliarmi. Non molla. Non ha mai capito
bene come sia fatto il mondo, per ci sta ancora provando.
Adesso si  messa in testa che vuole diventare una donna
in carriera. Si  iscritta alla sede distaccata di Pine Street
della Penn State, segue dei corsi per avere la licenza di
mediatore immobiliare. Alle superiori di Mt Judge credo
che non abbia mai preso pi della sufficienza, nemmeno
in Economia domestica. Anzi, ora che ci penso, mi pare
proprio che in Economia domestica sia stata bocciata, unica
ragazza nella storia della scuola.
Thelma sorride a denti stretti, nell'ombra del soggiorno
il suo volto giallastro si illumina. - Buon per lei, - commenta.
- Se avessi la salute, mi darei da fare anch'io. Questo
fatto di stare a casa a fare la massaia... ai tempi dell'Economia
domestica ci riempivano di un sacco di palle.
- Come sta Ronnie, a proposito?
- Sempre uguale, - risponde lei, con una nota della
musicalit languida, lamentosa, con cui le donne di quella
contea colorano subdolamente la dolorosa vicenda del
loro stoicismo. - Non  pi in caccia disperata di clienti
come una volta, si accontenta di bordeggiare tra quelli
vecchi. Ora che si  liberato del problema dell'educazione
dei figli, il suo unico peso finanziario siamo io e i conti
del medico. Ma sarebbe certamente ben contento di dare
i soldi al piccolo Ron per completare gli studi a Lehigh, se
volesse: questa sua idea di diventare una specie di hippie
 stata una grossa delusione. E pensare che a scuola era il
pi bravo dei tre. Il fatto  che forse le cose gli venivano
troppo facili, credo.
 una storia che lui si  gi sentito raccontare tante volte.
La voce di Thelma  contenuta e deliberatamente calma:
parla di piccoli problemi familiari mentre sanno entrambi
che ci di cui vorrebbe discutere  il suo vecchio problema,
quello che ha appena fatto capolino qualche istante prima,
ovvero se lui l'ama o no, o per lo meno se ha bisogno di
lei quanto lei ne ha di lui. Ma il loro rapporto  stato fin
dall'inizio basato sul fatto che  lei a correre dietro a lui,
tutti gli anni trascorsi da allora, con tutti gli incontri segreti,
le sagge decisioni di piantarla e le eccitanti, abiette
ricadute nel sesso, non hanno modificato il quadro fondamentale:
lei a dare e lui a prendere, per cui  sempre lei ad
avere pi paura di lui che tutto finisca, e di conseguenza
gli rimane aggrappata e si disprezza, e per questo disprezzo
vorrebbe punire lui, mentre lui alza le spalle e continua a
crogiolarsi al sole dell'amore di lei, che sorge ogni giorno,
indipendentemente dal fatto che lui sia l o no. Una cosa
che a lui non pare del tutto credibile: perci ha continuamente
bisogno di metterla alla prova.
- Questi ragazzi, - dice, assumendo un tono franco,
come se stessero facendo quattro chiacchiere in pubblico
piuttosto che godendosi la loro sgraffignata intimit, ad
Arrowdale, dietro le tendine tirate, - spezzano il cuore.
Dovresti vedere Nelson, quando viene gi in Florida e gli
tocca stare un po' con me. Stava dando di matto, poveretto.
Thelma fa un gesto di fastidio con le mani. - Non sei
esattamente il centro dell'universo, Harry, come pensi tu.
Credi veramente che Nelson fosse nervoso a causa tua?
- E perch, altrimenti?
Lei sa qualcosa. Esita, ma forse non sa resistere a un piccolo
impulso di vendetta per il suo dare sempre per scontato
il suo attaccamento, per essere arrivato in Pennsylvania da
una settimana e non essersi fatto vivo. - Bisogna che tu lo
sappia, Harry. I miei ragazzi dicono che  un cocainomane.
L'hanno provata tutti, quelli della sua generazione, ma mi
dicono che Nelson  un vero e proprio tossicodipendente.
Secondo la loro espressione, sarebbe la droga a far andare
avanti lui, piuttosto che lui a usare la droga.
Harry si  lasciato andare all'indietro sul dondolo per
quanto possibile senza staccare le scarpe dal tappeto, e in
quella posizione rimane tanto a lungo che Thelma si agita,
sapendo che non  perfettamente sano, dentro, e che
potrebbe avere un infarto. Finch finalmente torna a dondolare
in avanti e, sbirciandola con aria assorta, replica:
- Questo spiega un sacco di cose Dopodich si fruga
nella tasca del giaccone sportivo grigio di tweed in cerca
di un flaconcino marrone, facendosene sveltamente cadere
in mano un'unica pillolina che si mette in bocca, sotto
la lingua. Un gesto che ha ormai una sua delicatezza dovuta
all'abitudine. - Per la cocaina ci vogliono un mucchio
di soldi, vero? - chiede. - Voglio dire, si pu arrivare alle
centinaia di dollari. Migliaia.
Passata la soddisfazione di dargli uno shock, Thelma si
pente di aver parlato; di averlo ancora una volta richiamato
alla realt del fatto che esiste anche lei. Nell'intimo
 rimasta una maestra, anche troppo: le piace dare lezioni.
- Non posso credere che Janice non lo sappia e non ne
abbia discusso con te, o che la moglie di Nelson non sia
venuta a parlarvene, a tutti e due.
- Pru  una che chiacchiera poco, - ribatte lui. - E poi
non  che io li veda un granch. Anche quando siamo tutti
qui nella contea, abitiamo ai due capi di Brewer. Janice
passa parecchio tempo nella vecchia casa di sua madre, ma
io no. E sua, non mia.
- Non essere cos colpito, Harry. Si tratta soltanto di
voci, e in ogni caso sono fatti suoi e della sua famiglia.
Facciamo tutti qualcosa che i nostri genitori non approverebbero,
cose che loro sanno e che non vogliono nemmeno
sapere, non so se mi spiego. Oh, maledizione, Harry!
Adesso ti ho rattristato, mentre muoio dalla voglia di farti
felice. Perch non vuoi che lo faccia? Perch ti sei sempre
opposto?
- Ma quando? Non mi sono mai opposto, Thelma. Il fatto
 che non siamo mai stati esattamente creati per essere
realmente felici, e a questo punto...
- A questo punto, mio caro?
- A questo punto so come ti sei sentita in tutti questi anni.
Lei vorrebbe che si spiegasse, ma lui non pu farlo, 
improvvisamente preso da un accesso di tatto. - Un essere
mortale? - suggerisce lei.
- Eh. Pi o meno. Voglio dire, vedi le cose assottigliarsi
al punto che ci puoi guardare attraverso.
- Me compresa.
- No. Tu no. Piantala di farmi saltare continuamente
attraverso questo maledetto cerchio, come una foca ammaestrata.
Perch credi che io sia qui?
- Per fare l'amore. Per scoparmi. Va' avanti. Voglio
dire: vieni qui. Perch credi che io abbia aperto la porta,
quando hai suonato? - Si  sporta attraverso il tavolo, le
ginocchia bianche nei punti in cui premono contro il bordo;
sul viso quella disperata espressione di struggimento
che assumono le donne quando decidono di lasciarsi andare,
di mandare tutto a farsi fottere, un'espressione che ora
lo spaventa, che suggerisce l'idea di una persona che si sta
lasciando scivolare volontariamente nella morte.
- Aspetta, Thel. Pensiamoci -. Secondo programma, la
nitroglicerina si  fatta strada nel suo intimo, lui sente il
noto pizzicorino. Si lascia andare all'indietro, per reprimerlo.
- Dovrei evitare di agitarmi.
- Hai fatto l'amore con Janice? - chiede lei, come divertita
dal suo bisogno di venire a patti.
- Un paio di volte, forse. Me ne dimentico. Sai,  come
lavarsi i denti la sera. Ci si dimentica se lo si  fatto o no.
Accetta la risposta per quello che  e decide di punzecchiarlo.
- Ho preparato il vecchio letto di Alex, - dice.
- Una volta usare i letti veri e propri non ti piaceva.
- Mi sono liberata di molti pregiudizi, - ribatte lei, sorridendo,
traendo tutto il piacere possibile dai suoi tentativi
di sottrarsi.
Ma lui  tentato, si figura Thelma a letto nuda, con
quel suo corpo giallognolo pieno di buone intenzioni,
quelle tette che hanno servito tre figli piccoli e almeno
due uomini ma che ugualmente sembrano virginali e rosee
come le punte dei ditini di un neonato (non piene di
bozze, sciupate e scure come quelle di Janice), con quelle
natiche dalla superficie liscia come vetro (non finemente
granulosa come quelle di Janice), con quel pelo pubico
rossastro, abbastanza rado da lasciar vedere la fessura
(diversamente dal folto ciuffo di Janice, che non lascia
trasparire niente), con quella bocca senza vergogna, pratica.
Thelma, con la sua fame schietta e piena di humour,
divertita da questo suo continuo ricadere nella trappola
dell'erotismo, senza recriminazioni per tutto il comparire
e lo scomparire, andare e venire in questa lunga serie di
anni. Per poi gli viene in mente Ronnie - chiss dov'
andato a infilarsi quel suo odioso supercazzo: visto il modo
in cui si comportava nello spogliatoio, e come si scopava
Ruth prima di lui, e come si  approfittato di Cindy
quella volta ai Caraibi, Coniglio non pu credere che le
sia fedele, come invece  convinta lei - e con lui gli viene
in mente l'AIDS. Virus tanto infinitesimale che non
pu figurarselo circolante nei fluidi corporei, persino in
un paio di gocce di saliva o di secrezione vaginale, capace
di spaccare i nostri anticorpi con i suoi piccoli picconi
in modo che il nostro organismo perde il suo equilibrio e
noi cediamo alla polmonite, alla morte per inedia. Amore
e morte non li si pu pi distinguere. Ma  una cosa che
a Thelma non pu dire. Sarebbe lo stesso che sputarle in
quel viso aperto come un portone spalancato.
Ma lei capisce da s che lui non  in condizioni di fare
l'amore. - Un'altra Coca? - chiede. L'ha bevuta tutta, facendosi
intanto fuori senza pensarci tutt'e due le coppette
di noci, grasse e intrise di sodio come sono.
- No. Dovrei scappare. Ma lasciami rimanere qui seduto
ancora un attimo. Stare con te  un vero sollievo.
- Perch? Mi sembra di avere le mie pretese come tutte
le altre.
Un lievissimo lampo di dolore gli pulsa in petto, restringendo
la portata del suo respiro. Le pretese gli pesano gi
tutto attorno, schiacciandolo. E adesso eccone un'altra,
un'amante con una vita sessuale insoddisfatta. - No, tu
no, - mente. - Sei stata una meraviglia, Thelma. Lo so che
ti  costato caro, ma sei stata formidabile.
- Ti prego, Harry. Non essere cos patetico. Sei ancora
giovane. Quanti anni hai? Cinquantacinque? Non superi
nemmeno il limite di velocit.
- Cinquantasei due mesi fa. Per alcuni non significa essere
vecchi. Uno sgobbone basso e tracagnotto come Ronnie,
per esempio, tirer avanti all'infinito. Ma se uno ha
la mia statura ed  sovrappeso da tanto tempo come me,
il cuore si stanca di tirare la carretta -. Si rende conto che
del proprio cuore si  fatto un'immagine come di un riottoso
prigioniero chiuso nel suo petto, un galeotto, o uno di
quei cavalli accecati che fanno girare la ruota di un mulino.
Avverte che Thelma lo sta guardando in un modo nuovo,
con occhio clinico, con uno sguardo distaccato e analitico,
ben distante dalla disperata espressione di struggimento di
qualche istante prima. Non scopandola ha perso qualcosa:
si  sminuito, e lei lo sta scartando senza nemmeno saperlo.
Come d'altra parte  giusto, tutto sommato. Con quel
lupus, lui l'ha scartata da un bel po'. Se fosse stata sana,
in questi dieci anni avrebbe benissimo potuto lasciare Janice
per lei. Invece si  servito di tutti i buchi che lei gli
ha messo a disposizione, dopodich  saltato sulla Toyota
del momento, quale che fosse, per tornare da Janice, con
tutta la sua ostinata, stupida salute. Che cos'avr di speciale,
Janice? Il loro legame dev'essere di natura mistica,
tanto poco sembra avere senso altrimenti.
Ridotti a due vecchi amici malati, lui e Thelma se ne
stanno li a sedere ancora una mezz'oretta, parlando di
sintomi e di figli, commentando il destino di conoscenti
comuni: Peggy Fosnacht  morta, mentre Ollie, ha sentito
dire lei, sarebbe finito a New Orleans; Cindy Murkett,
grassa e infelice, lavora in una boutique nel nuovo centro
commerciale dalle parti di Oriole, mentre Webb si 
sposato per la quarta volta con una donna di poco pi di
vent'anni e ha traslocato dalla lussuosa casa moderna di
Brewer Heights, con tutti i suoi rivestimenti in legno, in
una vecchia fattoria in pietra nel sud della contea, vicino
a Galilee, che ha completamente ristrutturato.
- Quel Webb. Fa tutto quello che vuole. Sa veramente
vivere.
- Non proprio. Io non sono mai stata entusiasta di lui
come te e Janice. L'ho sempre considerato un sapientone
rompipalle.
- Credi che Janice ne fosse entusiasta?
Un po' turbata, Thelma evita il suo sguardo. - Be', se
non altro c' stata quella famosa notte. E se non ricordo
male, il mattino dopo Janice non si  lamentata -. Sta rievocando
la notte della vacanza ai Caraibi, quando le loro
tre coppie si sono scambiate i partner, Janice con Webb,
Ronnie con Cindy e lui, con sua profonda delusione, con
Thelma. Proprio allora lei gli aveva rivelato che lo amava
da anni.
- Neanch'io, - replica lui con galanteria, anche se quello che ricorda meglio  quanto fosse stanco il mattino dopo,
e come gli sembrasse bizzarro il percorso di golf, con
quella giungla impenetrabile e certe profonde caverne di
corallo appena al di l del fairway.
Lei annuisce, prendendo sarcasticamente atto del complimento;
quindi, tornando a un argomento precedente, riattacca:
- Quanto alla consapevolezza di essere mortale... immagino
colpisca le persone in maniera diversa, ma nel mio
caso non si  mai attenuata. Vivere, per quanto si possa stare
male,  un diritto inalienabile, fino all'ultimo momento. Vivi
lo si  interamente: quando non lo si  pi si  interamente
un'altra cosa. Andate mai in chiesa, tu e Janice?
Non particolarmente sorpreso, visto che a modo suo
Thelma ha sempre coltivato una forma di religiosit che
andava di pari passo con il suo decoro convenzionale e
con la sua sensualit segreta, lui risponde: - Di rado, in
effetti. Laggi le chiese hanno un tono folcloristico, da
sud. E poi la maggior parte dei nostri amici  ebrea.
- Ronnie e io, invece, ormai ci andiamo tutte le domeniche.
Una di queste nuove confessioni che si rifanno al
fondamentalismo. Sai com': perdizione o salvezza.
- Ah s? - Queste sette marginali lo annoiano. Se non
altro le vecchie confessioni, pur con tutta la loro muffa,
hanno alle spalle un po' di storia.
- Io credo, - continua lei. - Di tanto in tanto. Serve
ad attenuare le crisi, quando vengono in mente tutte le
cose che si  anche soltanto vagamente ipotizzato di poter
fare e che invece non si sono mai fatte. Come andare
in Portogallo, o prendere un master.
- Be', qualcosa hai fatto. Ti sei fatta Ronnie e me - anzi,
mi hai rosolato ben bene, direi - e hai tirato su tre
figli. E in Portogallo potresti ancora andarci. Dicono che
 relativamente a buon mercato. L'unico paese dove io
abbia voglia di andare  il Tibet. E non posso credere
che non ci riuscir. O che non sar mai un pilota collaudatore,
come avrei voluto quando avevo dieci anni.
Hai detto bene: continuo a credere di essere il centro
dell'universo.
- Non intendevo in un senso cos poco cortese. E un
atteggiamento affascinante, Harry.
- Tranne forse per Nelson.
- Anche per lui. Non vorrebbe assolutamente che tu
fossi diverso da come sei.
- Ho una cosa da chiederti, Thel. Tu che sei colta. Che
fine ha fatto il Dalai Lama?
Nel suo umore analitico clinico, nulla potrebbe sorprenderla.
Infatti si mette a ridere. -  sempre in giro,
mi pare. Non  comparso sui giornali ultimamente, adesso
che i tibetani sono ancora una volta in agitazione? Perch,
Harry? Sei diventato un suo seguace?  per questo che
non vai in chiesa?
Lui si alza, perch su questo argomento non gli piace essere
toccato. - Mi sono sempre un po' identificato con lui.
Ha circa la mia stessa et, mi piace sapere come gli va la
vita. Ho il presentimento nell'animo che questo sar il suo
anno Ma mentre se ne sta li in piedi il dondolo che lo colpisce
ai polpacci tornando indietro, e le medicine gli danno
un po' di vertigini. - Grazie per le noci, - fa. - Avremmo
ancora un sacco di cose da dirci.
Si alza anche lei, sciogliendosi rigidamente dalla stretta
felpata del divano; dopodich con la sua andatura ancheggiante
da artritica gira attorno al tavolo, stringendoglisi
al corpo, con il viso appoggiato al bavero. Quindi alza gli
occhi a guardarlo con la presuntuosa solennit tipica delle
donne verso chi se le  scopate. - Credi in Dio, tesoro, -
lo sollecita. - Serve.
Lui si sente a disagio, nel profondo. - Io non credo.
- Temo che non sia abbastanza, tesoro -. Il suono della
parola tesoro evidentemente le piace. - Prima di andare,
fammelo almeno vedere.
- Chi?
- Lui, Harry. Il tuo affare. Con il suo cappuccio.
Quindi si inginocchia nel suo lezioso e stagnante salotto
e gli tira gi la lampo. Lui avverte il tocco fresco ed esperto
delle sue dita, vede i capelli grigi sulla calotta della testa, a
partire dalla scriminatura. In attesa del calore della bocca
il cuore si mette a galoppare, come ai bei tempi.
Ma lei si limita a dire: - Carino, - e torna a ficcarglielo
nelle mutande Jockey, mezzo duro, richiudendo la lampo
e rimettendosi in piedi con qualche fatica.  senza fiato,
come se avesse appena finito una faccenda domestica.
Harry la abbraccia, e questa volta  lui a rimanerle appiccicato
addosso.
- Il motivo per il quale non ho mai lasciato Janice e
non potr mai farlo, - confessa, improvvisamente prossimo
alle lacrime, patetico, come ha detto Thelma, -  che
senza di lei sono una merda. Non servo pi a niente. Sono
troppo vecchio. Da ora in avanti non posso fare altro
che essere suo marito.
Si aspettava un po' di comprensione, ma probabilmente
tirare in ballo un'altra volta Janice  stato troppo. Thelma
gli si blocca tra le braccia. - Non so se sia il caso, - replica.
- Che cosa?
- Che torni ancora in questa casa.
- Oh, lascia che ci venga, - la implora lui, sentendosi
finalmente, perversamente in sintonia con questo incontro,
oltre che eccitato da lei. - Senza di te, non ho una vita.
- Forse la natura sta cercando di dirci qualcosa. Siamo
troppo vecchi per continuare a comportarci da stupidi.
- Non lo abbiamo mai fatto, Thelma. Tu e io? No, mai.
- Non si direbbe che mi desideri.
- Ti desidero eccome. Quelli che non desidero sono i
germi di Ronnie.
Lei gli si appoggia con forza contro il petto per staccarsi
da lui. - Ronnie non ha niente che non vada. E sano e
pulito esattamente come me.
- Eh, be', naturale, visto come vi comportate tra voi.
Ma  proprio di questo che ho paura. Vedi, Thelma, tu
non lo conosci. E matto. Tu non lo capisci perch sei una
brava moglie.
- Harry, a questo punto credo che pi avanti andiamo e
peggio . Il sesso non  pi quello di una volta, su questo
hai senz'altro ragione. Dobbiamo stare tutti pi attenti.
E tu fallo. Continua a lavarti i denti, e io mi laver i miei.
Ma  soltanto quando si trova fuori, sulla curva del vialetto
di Thelma, dopo essersi lasciato alle spalle la porta
chiusa con la tendina tirata e il cristallo molato, che capisce
l'allusione al lavarsi i denti. Un altro colpo contro
lui e Janice. Alle donne non si pu dire niente in sincerit,
hanno la testa come l'FBI. Il pettirosso  ancora l,
sul praticello. Forse  malato, tutti questi animali che ci
circondano hanno anch'essi le loro malattie, le loro storie
di pestilenze. Dopo un'occhiata vivace a Coniglio, l'uccellino
si allontana un po', saltellando tra la lustra erba di
aprile, non curandosi tuttavia di prendere il volo. Salta,
salta, pettirosso. Questa settimana il giallo spavaldo dei
denti di leone  venuto ad aggiungersi a quello delle giunchiglie
e delle forsizie. Chiacchiere. Che i fiori attraggano
le api e che noi ci si attragga a vicenda. I nostri segnali.
Odori. Credi in Dio. Se soltanto fosse ancora in quella casa
la fotterebbe nonostante il pericolo. Invece  al sicuro
nella sua Celica grigia; mentre scorre via, l'immobilit di
Arrowdale  infranta dal ritorno dei torreggianti autobus
scolastici gialli, che a ogni angolo delle tortuose vie liberano
un carico di bimbi urlanti con le loro vocette acute.
il tocco toyota, annuncia un grande striscione nella
vetrina della Springer Motors, sulla Statale 111. 36 mesi/50000
km di garanzia su tutti i nuovi modelli, proclama
un manifesto meno vistoso, mentre su un altro ancora si
legge: cressida completamente rinnovate. Nuovo potente motore 3.0 bullet, 190 Hp. Controllo elettronico della velocit. Overdrive. Nuova chiusura porte automatica. Con
notevole sollievo del padre, Nelson non c'.  un marted
di fiacca, i venditori presenti nel salone sono due giovani
che non conosce e che a loro volta non lo conoscono. Da
novembre sono stati fatti alcuni cambiamenti. Nelson ha
fatto ridipingere la zona ufficio in colori pi vivaci, rosa e
verde, come una sala da t cinese, togliendo dalle pareti gli
ingrandimenti delle vecchie foto che raffiguravano Harry
ai tempi della sua gloria come star del basket, e i titoli dei
giornali che lo chiamavano Coniglio.
- Mr Angstrom  andato a pranzo verso l'una lasciando
detto che questo pomeriggio potrebbe non essere di ritorno,
- lo informa un venditore pi largo che alto. Un tempo
le scrivanie di Jake e Rudy erano fuori, lungo la parete
dell'autosalone, in direzione della discoteca che, dopo
essere fallita, alla fine degli anni Settanta  diventata un
autonoleggio. Una delle grandi idee di Nelson  stata quella
di eliminare le scrivanie per realizzare sulla parete opposta
una serie di cubicoli che sembrano tanti spar di ristorante.
Anche se forse crea una maggiore intimit tra venditore
e cliente nel delicato momento della firma, questa nuova
sistemazione appare distaccata dal resto dell'attivit, oltre
che esposta al rumore dell'officina. Da quella parte, e
pi oltre verso il fiume e Brewer, si estende quella sciatta
zona incolta del terreno che nelle sue fantasie lui chiama
Paraguay, paese che nella realt dei fatti - ha letto di
recente sui giornali - si  appena liberato del suo vecchio
dittatore dal cognome tedesco.
- Ah, s, bene, - risponde all'uomo grasso. - Mi chiamo
Angstrom anch'io. C' qualcuno qui dentro che sappia
se torna? - Non voleva essere villano, ma la rivelazione
di Thelma lo ha sconvolto: sente il cuore galoppare e lo
stomaco che si sforza di digerire le due coppette di noci.
Un altro giovane venditore, pi magro, si accosta a loro
uscendo da uno dei spar verso il Paraguay, finch lui
non si accorge che non si tratta di un uomo: a ingannarlo
sono stati i capelli lisci e tirati indietro sopra le orecchie
e il fatto che, quando l'ha vista uscire nel parcheggio dei
veicoli per andare incontro a un cliente, indossava un impermeabile
marrone scuro. E una donna. Una venditrice.
Come in quella pubblicit della Toyota, soltanto che
 bianca. Harry cerca di tenere sotto controllo l'espressione
del viso, in modo che non ne traspaia lo sciovinismo
maschilista.
- Sono Elvira Ollenbach, Mr Angstrom, - gli dice, porgendogli
una mano sottile e dura che, dopo il tocco gessoso
e freddo di quella di Thelma mezz'ora prima, gli sembra
caldissima. - Avrei capito che era il padre di Nelson anche
senza tutte le foto che tiene sulla parete del suo ufficio. 
identico a lui, specialmente la bocca.
Lo prende in giro, la bimba? Una giovane magra e tesa,
muscolosa, come sono ormai moltissime di queste ragazze
di oggi, con occhiaie ossute e incavate, voce profonda e priva
di intonazione, labbra sottili dipinte di un rosa chiaro e
luminoso, tipo catarifrangente, e un collo tanto snello da
far sembrare larga la mascella che si conclude sotto i lobi
delle orecchie sporgenti, bianche, esposte. Porta due orecchini
d'oro a forma di guscio di lumaca. - Immagino che
abbia cominciato a lavorare qui dopo l'ultima volta che ci
sono venuto, - fa lui.
- Soltanto da gennaio, - risponde lei. - Ma prima sono
stata tre anni alla Datsun, sulla Statale 819.
- Vendere auto le piace?
- Moltissimo, - risponde Elvira Ollenbach, e niente
di pi. Non sorride molto, i suoi occhi sono leggermente
indagatori.
Lui torna a concentrarsi, continuando: - Di norma non
lo si considera un lavoro da donna.
Lei sembra ravvivarsi un po'. - Lo so, ed  molto strano,
visto che  una cosa semplicemente naturale. Le donne
che vengono qui non si sentono troppo intimidite, mentre
gli uomini non hanno paura come davanti a un altro uomo
di far vedere quanto sono ignoranti. Mi piace. Mio padre
amava le auto e credo di aver preso da lui.
- Quello che dice  sensato, - riconosce lui. - Non so
perch ci sia voluto cos tanto tempo perch arrivassero.
Le venditrici, voglio dire. Come vanno gli affari?
-  stata una buona primavera, fino a ora. Alla gente
la Camry piace, e naturalmente la Corolla tira benissimo,
ma una fortuna imprevedibile l'abbiamo avuta con i modelli
di lusso, considerato quello che sentiamo dire dagli
altri concessionari. L'economia di Brewer sta tornando al
rialzo, dopo tutti questi anni. Le industrie decotte sono
state eliminate e hanno cominciato ad arrivarne di nuove:
piccoli impianti specializzati e ad alta tecnologia. E naturalmente
i punti di vendita diretta hanno avuto un'accoglienza
favolosa. Sono la chiave di tutta la rinascita.
- Fantastico. E l'usato? Fiacco?
Gli occhi profondamente infossati - ombrosi come quelli
di Nelson, ma non imbronciati e feriti - gli lanciano un'occhiata
perplessa. - Be', no, niente affatto. Una delle ragioni
per le quali Nelson ha assunto un nuovo venditore 
stata proprio che voleva dedicare lui stesso pi attenzione
alle auto usate, senza venderne troppe all'ingrosso. Prima
se ne occupava un tale con un nome greco...
- Stavros. Charlie Stavros.
- Esattamente. Ma poi, da quando  andato in pensione
lui, Nelson ha deciso che l'usato era stato gestito per
troppo tempo con il pilota automatico, per cos dire. La
sua filosofia  che se al giovane di basso reddito o all'acquirente
che fa parte di una minoranza sociale non si offre
un prodotto che possa permettersi, si  perso un potenziale
cliente per un nuovo modello di classe superiore cinque
o dieci anni pi tardi.
- Mi sembra giusto -. Maledettamente entusiasta di
Nelson, questa ragazza. Insomma, ragazza: a occhio e croce
potrebbe avere trent'anni, forse anche di pi. Ormai
tutti quelli che hanno meno di quarant'anni gli sembrano
giovani.
Il venditore bassotto, il maschio - del tipo italiano che
gli  familiare, Brewer ne produce ancora qualcuno, voce
rauca, polsi pelosi, taglio di capelli all'antica, con l'attaccatura
appena sopra le orecchie - si sente in obbligo di dare
il suo piccolo contributo. - Nelson  veramente riuscito a
far fare all'usato un salto di qualit. Annunci sullo Standard,
prezzi spruzzati con schiuma da barba sui tergicristalli
e ridotti ogni due tre giorni, sconti per chi paga in
contanti. C' gente che capita qui tutti i giorni per vedere
se c' qualche occasione -. Ha un fastidioso modo di mettersi
troppo appiccicato all'interlocutore e di parlare in fretta;
le sue guance avrebbero bisogno di una rasatina, il suo
alito di un paio di mentine. Aglio: lo mettono dappertutto.
- Sconti per chi paga in contanti, eh? - fa lui. - Comunque,
Nelson dov'?
- Ci ha detto che aveva bisogno di staccare un attimo, -
risponde Elvira. - Voleva tenersi alla larga dalle telefonate.
- Perch?
- C' un tale che continua a chiamarlo, - risponde ancora
Elvira, abbassando molto la voce. - Straniero, si direbbe
dall'accento -. Lui ha l'impressione che non sia poi cos
sveglia come gli era parso a prima vista. Gli occhi indagatori
della donna colgono evidentemente una traccia della considerazione;
infatti, in tono di autodifesa, aggiunge: - Probabilmente
farei meglio a stare zitta, ma visto che lei  il padre...
- Sar un cliente scontento, - dice Coniglio, per darle
una mano a togliersi dall'imbarazzo.
- La Toyota non ne ha tanti, - si affanna a intervenire
l'altro venditore. - Anno dopo anno, produce le auto con
costi di manutenzione sempre pi bassi e con una durata
assolutamente incredibile senza bisogno di riparazioni.
- Non deve convincermi, lo sono gi, - replica lui.
- Mi faccio prendere dall'entusiasmo. A proposito, sono
Benny Leone, Mr Angstrom. Benny sta per Benedict.
 un piacere vederla qui. Da quello che ci dice Nelson,
lei si  tirato fuori dal commercio di auto, ed  ben felice
di averlo fatto.
- Sono mezzo in pensione Lo sapranno, si chiede,
che dal punto di vista legale la padrona di tutta la baracca
 Janice? Immagina che abbiano un quadro abbastanza
chiaro della situazione. Sono in moltissimi ad averlo. La
gente sa molto pi di quanto lasci intendere.
- In questo ramo arrivano telefonate da rompiscatole di
tutti i generi, - riprende Benny. - Nelson non dovrebbe
lasciarsi incastrare pi di tanto.
- S, prende tutto molto sul serio, - aggiunge Elvira. - Io
glielo dico sempre: Non farti mettere in mezzo, ma lui
non pu farne a meno. E uno di quei tipi talmente tesi che
scricchiolano.
-  sempre stato un ragazzo attento, - replica lui. - Chi
altri c', qui, oltre a voi due? A proposito di pilota automatico...
- C' Jeremy, - risponde Benny, - che di solito viene
dal mercoled al sabato.
- E poi c' Lyle, - aggiunge Elvira, con un'occhiata verso
la coppia in jeans scoloriti che sta vagando nello scintillante
mare di Toyota.
- Credevo che fosse malato, - replica lui.
- Dice che si sta riprendendo, - risponde Benny, e sul
suo viso si dipinge un'espressione cauta, probabilmente simile
a quella che ha messo su lui quando non voleva apparire
un maschilista agli occhi di Elvira. La quale dal canto
suo si  allontanata di punto in bianco, nel suo impermeabile
primaverile, diretta al luminoso spiazzo esterno dove
i due potenziali acquirenti stanno ficcanasando.
- Mi fa piacere, - replica Coniglio, sentendosi meno
impacciato e cerimonioso adesso che deve parlare soltanto
con Benny. - Non credevo che per quel tipo di malattia
ci fosse una possibilit di ripresa.
- No, infatti, alla lunga, - risponde Benny, con la voce
che si  fatta pi rauca, un filino da gangster, come se la
presenza della donna avesse impacciato anche lui.
Harry accenna brevemente verso l'esterno con la testa.
- Come se la cava, quella l, nella pratica?
Benny si accosta ancora di un paio di centimetri e gli
confida: - Li scalda fino a un certo punto, poi si irrigidisce
e l'affare le scappa. Sembra quasi che abbia paura di
apparire troppo molle ai nostri occhi.
Lui annuisce. - Le donne sono sempre di manica pi
stretta. I soldi gli fanno sempre paura. Per, - continua,
leale nei confronti dei cambiamenti imposti dai tempi e
delle innovazioni introdotte dal figlio, - penso che sia
una buona idea. Come le donne ministro. Hanno un che
di popolare.
- Gi, - ammette cautamente il piccoletto. - D un tono
particolare a questo ambiente. Una piccola differenza
che conta.
- Dove ha detto che  Lyle? - chiede lui, domandandosi
intanto quanto gli stiano nascondendo questi due per
proteggere Nelson. Mentre parlavano ha visto che si facevano
dei segnali con gli occhi. Un labirinto di segreti, ecco
cosa  diventata questa concessionaria che lui  andato
edificando a propria immagine e somiglianza dal 1975,
quando il vecchio Springer, un giorno d'estate,  scoppiato
all'improvviso come un termometro surriscaldato. Nel
commercio delle auto c' un sacco di tensione nascosta.
Imprevedibile, e soprattutto si rimane bloccati dalle scorte
nel magazzino.
- Dieci minuti fa era nell'ufficio di Nelson.
- Non usa quello di Mildred? - chiede lui, spiegando
subito: - Mildred Kroust  stata la nostra contabile per
anni, quando lei era soltanto un ragazzo -. Per quanto concerne
la Springer Motors,  diventato uno storico anche
lui. Ricorda ancora quando sul grosso edificio dell'autonoleggio,
appena pi avanti lungo la strada, c'era una grossa
insegna che formava la parola disco, mentre prima ancora
un Mister Peanut in smoking e cilindro brandiva un
bastone al neon.
Ma a quanto pare Benny sa tutto ci che gli interessa.
-  una sala per le riunioni, adesso. C' anche un divano,
caso mai qualcuno avesse improvvisamente bisogno di farsi
un sonnellino. A Lyle prima capitava, ma adesso, con la
sua malattia, lavora per lo pi da casa.
- Da quanto tempo ce l'ha?
Benny riprende la sua espressione cauta e risponde:
- Almeno da un anno. Questo virus HIV uno pu portarselo
dentro per cinque o dieci anni prima di scoprirlo -. La
sua voce si fa pi rauca e l'uomo si accosta ancora di pi.
- Quando Nelson lo ha portato qui a fare il contabile, in
quello stato, un paio di meccanici hanno dato le dimissioni,
ma la decisione l'abbiamo dovuta lasciare a lui, e lui ha
detto che facciano pure, se ne vadano, se vogliono essere
tanto bigotti. Ha spiegato loro che non  possibile che si
trasmetta attraverso un contatto casuale e che o mangiavano
la minestra o saltavano dalla finestra.
- Come l'ha presa Manny?
- Manny? Ah, s, Mr Manning dell'officina. A quanto ne
so io, il motivo per cui alla fine se n' andato  stato proprio
quello. Cercava lavoro presso altre agenzie, mi hanno detto,
ma alla sua et  difficile fare i salti mortali.
- A chi lo dice, - conviene lui. - Ehi, sembra che ci sia
un altro cliente, l fuori. Sar meglio che vada a dare una
mano a Elvira.
- Lasciali guardare  il mio motto. Se hanno intenzioni
serie, verranno dentro. Elvira invece spinge troppo.
Coniglio attraversa il salone espositivo, superando il
banco di prova, lo sportello dei ricambi e la porta antiurto
che conduce nel garage e raggiunge la porta verde di quello
che una volta era il suo ufficio, un tempo in assi di
finto legno e adesso dipinto di un rosa polveroso. Elvira
ha detto il vero: gli ingrandimenti fotografici in bianco e
nero e i ritagli dei titoli di giornale che lo riguardavano
non sono stati eliminati ma sono li, sulle pareti dell'ufficio
di Nelson, dove il ragazzo li ha sotto gli occhi giorno
dopo giorno. Sulle pareti sono appese anche le targhe del
Kiwanis e del Rotary, oltre a un encomio della Camera di
Commercio della Grande Brewer, a un Presidenti Touch
Award conferito qualche anno prima alla Springer Motors
dalla Toyota e a un calendario di Playboy, con la ragazza
del mese vestita da coniglietto pasquale a culo nudo. Coniglio
non  del tutto convinto di questa scelta, ma se non
altro testimonia che non tutta l'agenzia  diventata gay.
Prima ancora che sia entrato, gi Lyle  in piedi dietro
la scrivania di Nelson. E molto magro. Sotto l'abito grigio
indossa un pesante pullover rosso. Gli porge una scheletrica
mano bluastra e un sorriso imprevedibilmente ampio,
nel suo volto avvizzito i denti sembrano enormi. - Salve,
Mr Angstrom. Scommetto che non si ricorda di me.
S, ha un aspetto vagamente familiare, come se avessero
giocato a basket uno contro l'altro una quarantina di anni
fa. Il cranio  molto stretto, i capelli di un biondo cos
regolare da sembrare tinti; gli occhiali da contabile che
porta sul naso sono di un sottile filo d'oro.  talmente
pallido che la luce sembra passare attraverso la sua pelle.
Harry strizza gli occhi e prende la mano che gli viene tesa,
dandole una breve stretta e cercando di non pensare
agli infinitesimi HIV che assorbe come tante minuscole
navi spaziali, scivolando sul suo palmo, risalendo lungo
il polso e il braccio e penetrando attraverso i pori sudoriferi
dell'ascella per andare a mescolarsi al suo flusso sanguigno.
Quindi si pulisce la mano sul fianco della giacca,
nella speranza che possa sembrare un buffetto sulla tasca.
- Una volta, - gli spiega Lyle, - lavoravo alle Alternative
Fiscali in Weiser Street, dove lei  venuto con sua moglie
a comprare oro e argento.
Al ricordo gli viene da ridere. - Ci siamo quasi rotti la
schiena, a trasportare un carico d'argento per tutta la strada
fino a quella cazzo di banca.
-  stato in gamba, - dice Lyle. - Se n' tirato fuori in
tempo. Mi ha fatto molta impressione.
Quest'ultima osservazione ha un sapore di vaga impertinenza,
ma lui replica amabilmente: - Pura e semplice
fortuna. E ancora aperto, quel posto?
- In un senso molto limitato, - risponde Lyle, mettendo
secondo lui troppa enfasi in quel molto. Se uno  finocchio
pare che debba esagerare tutto, portare ogni cosa
alla tonalit pi alta. - Il boom dei metalli in realt  stato
soltanto una moda. Adesso sono molto scesi.
- Era un posticino chic. Quella bionda che da sola gestiva
gli acquisti e le vendite. Non sono mai riuscito a capire
come facesse a usare la tastiera con quelle unghie lunghe.
- Ah, Marcia. Si  suicidata.
Coniglio  sbalordito. A suo modo aveva un aspetto angelico.
- Ah, s? E come mai?
- Oh, il solito. Problemi personali, - risponde Lyle,
scacciandoli da s con il dorso della mano trasparente. A
Coniglio sembra di veder baluginare dei globi di luce sfocata
attorno ai contorni della sua figura, come E. T. nel
film. - Niente a che vedere con il crollo dei metalli. Lei
era soltanto la facciata: i soldi veri venivano da Filadelfia.
Lyle parla in tono disinvolto, ma si sente il rumore che
fa inspirando, un lieve ansito in sintonia con le ombre bluastre
sulle tempie, con la sensazione che si tratti di un essere
venuto dallo spazio, dove per altro sta per tornare. Questo
qui  conciato persino peggio di me, pensa Coniglio, e se ne
compiace. Per non vede traccia delle macchie di Kaposi,
soltanto una radiosa aura generale di corpo che resiste alla
vita, che rifiuta il sostegno, che rifiuta di procedere di pari
passo con il proprio sistema. Si sente un odore dolciastro
di marcio, come quando in una localit di vacanza si apre
un frigorifero che non viene usato da molto tempo, o forse
Coniglio lo sta soltanto immaginando. Di punto in bianco
Lyle si mette a sedere, debole, come se lo stare in piedi gli
fosse costato una fatica straordinaria.
Lui prende la sedia di fronte alla scrivania, quella per
i clienti, pregando che la conversazione rimanga distesa.
- Lyle, - attacca, - vorrei dare un'occhiata ai libri. Estratti
conto bancari, pagamenti, prestiti, l'inventario, il lavoro.
- E perch mai, se non sono indiscreto? - Gli occhi di
Lyle, dato che il resto della sua faccia sembra soggetto a
consunzione, appaiono pi sporgenti e rotondi di quelli
della gente sana. Se ne sta a sedere eretto, un avambraccio
scarnificato posato parallelamente al bordo della scrivania
di Nelson per fargli da sostegno dentro la manica grigia.
Che lo faccia per risparmiare le energie o per nascondere
la verit, sta di fatto che si  imposto di rispondere il minimo
indispensabile.
- Oh, per curiosit umana. Francamente parlando, nei
rendiconti che ho ricevuto in Florida c' qualcosa di poco
chiaro. Harry ha un'esitazione, ma d'altra parte, a questo
punto, non vede come essere precisi possa danneggiarlo.
Nutre ancora la speranza che tutto possa essere spiegato,
che gli sia possibile tornare a non preoccuparsi del terreno.
- Le vendite dell'usato, in proporzione, sono scarse.
- Ah, si?
- Lei potr obiettare che si tratta di una variabile, e che
sotto Reagan l'economia  in crescita e la gente compra pi
nuovo, ma in tutti gli anni che ho passato qui dentro c'
sempre stata una certa proporzione, nell'arco di un paio di
mesi i dati tendevano sempre a disporsi secondo un andamento
medio, cosa che invece nei rendiconti che ho visto
da novembre a oggi non succede pi. Anzi, stanno diventando
sempre pi singolari.
- Pi singolari.
- Pi strani. Pi fasulli. Come vuole lei. Quando posso
vederli, questi libri? Non sono un contabile, voglio che a
esaminarli con me ci sia Mildred Kroust.
Lyle compie uno sforzo per sollevare il braccio dalla
scrivania, spostando entrambe le mani fuori vista, sul suo
grembo. Il modo in cui si muove fa venire in mente a Harry
la spettrale lentezza con cui nei cinegiornali postbellici
venivano mostrati i cadaveri - abbandonati, flosci - dei
deportati di Buchenwald. Quei corpi nudi, slogati, gli inguini
in piena vista, e poi si parla di oscenit: c'era in loro
qualcosa di talmente osceno che bisognava li facessero vedere
perch ci si potesse credere. - Moltissimi dati li tengo
a casa, - ribatte Lyle, - nel mio computer.
- Abbiamo un computer anche qui. Il massimo, un IBM.
Mi ricordo ancora quando lo abbiamo installato.
- Il mio  compatibile. Un piccolo Apple che fa tutto.
- Non ho dubbi. Ma sa, in tutta onest il fatto che lei
sia malato e debba passare moltissimo tempo a casa non 
un buon motivo perch i conti della Springer Motors siano
sparpagliati per tutta la Diamond County. Li voglio
qui. Domani.
 il primo accenno che si lascia sfuggire sul fatto che
Lyle  malato, che sta morendo. Il giovane si irrigidisce,
le sue labbra si sporgono un po' in fuori. Quindi sorride,
quel suo generoso sorriso da scheletro. - I libri posso mostrarli
soltanto alle persone autorizzate, - ribatte.
- Io sono autorizzato eccome. Chi potrebbe esserlo pi
di me? Questo posto lo dirigevo io. C' la mia foto su tutte
le pareti.
Le palpebre di Lyle, le cui ciglia sono pi scure dei capelli,
si abbassano sugli occhi a palla. Le sbatte diverse volte,
cercando di apparire delicato, di mantenere nell'ambito
della cortesia il loro rapporto. - Stando a quanto mi ha
detto Nelson, la proprietaria della ditta  la madre.
- S, ma io sono il marito. Met di ci che  suo  mio.
- In certe circostanze, forse, e forse in certi stati. Ma
in Pennsylvania non credo. Se desidera consultare un legale...
- Il respiro gli si  fatto difficile: quando lui lo interrompe
lo fa quasi per un atto di misericordia.
- Non ho bisogno di consultare nessun legale. Basta che
le telefoni mia moglie per dirle di mostrarmi i libri. A me
e a Mildred. Voglio che ci sia anche lei.
- Credo che Miss Kroust attualmente risieda in una casa
di cura. La Dengler Home, a Penn Park.
- Bene. Cinque minuti da casa mia. Domani la vado a
prendere e torno qui. Fissiamo un'ora.
Le palpebre di Lyle tornano ad abbassarsi e di nuovo posa
goffamente il braccio sul piano della scrivania. - Quando
e se ricever l'autorizzazione di sua moglie e il nullaosta
di Nelson...
- Quello non lo avr mai. In questa faccenda Nelson
rappresenta il problema, non la soluzione.
- Ripeto: anche se, avrei comunque bisogno di qualche
giorno per raccogliere le cifre.
- E perch? I libri devono sempre essere aggiornati. Che
cosa state combinando, qui dentro, voialtri?
Sorprendentemente, Lyle non replica. Forse la fatica
di respirare  troppa. La discussione lo sta stancando
tremendamente. Harry ha il cuore che galoppa e si sente
trafiggere il petto, ma resiste all'impulso di mandare gi
un'altra Nitrostat, non vuole diventarne dipendente. Si
spaparanza pi comodo nella sedia dei clienti, come se per
il momento i negoziati fossero arrivati al punto pi avanzato
possibile. Quindi prova con un altro argomento. - Mi
dica, Lyle, come ci si sente?
- Come ci si sente a fare cosa?
- A essere cos vicini, be', insomma, alla fossa. Il motivo
per cui glielo chiedo  che ho avuto un piccolo guaio
al cuore, gi in Florida, e non riesco ancora ad abituarmi
all'idea di quanto ci sono arrivato vicino. Voglio dire, il pi
delle volte mi sembra una cosa irreale: io sono io e attorno
a me tutto scorre normale, ma poi di punto in bianco,
una notte, quando mi sveglio perch ho bisogno di farne
un goccio, oppure a met di uno spettacolo televisivo pi
stupido del demonio, trac, ecco che mi fotte e via. Il mondo
mi casca sotto i piedi. Vorrei poter tornare nei lombi
dei miei genitori, ma sono gi morti.
Le labbra carnose di Lyle tremolano, o cos pare, se ne sta
l perplesso davanti alla nuova svolta presa dalla conversazione.
- Si arriva a conviverci, - replica. - Tutti muoiono.
- Ma alcuni prima di altri, eh?
Lyle si anima in un accesso di sdegno. - Stanno realizzando
nuove medicine. Continuamente. I francesi. I cinesi.
Trichosanctin. Derivati del Tibo. E alla fine la Federal
Drug Administration dovr consentirne l'ingresso nel nostro
paese, anche se sono una banda di fascisti reaganiani
omofobi a cui non importerebbe un fico di vederci tutti
morti. Basta saper resistere. Io ho speranza.
- Be', magnifico. Continui a tenere duro. Ma la medicina
pu arrivare soltanto fino a un certo punto. Almeno
questo  ci che sto imparando, e a mie spese. Sa, Lyle,
non  che io non abbia mai pensato alla morte, o che non
sia mai morto nessuno che mi era caro, ma, come dire, non
mi  mai capitato di sentirne veramente il sapore in bocca.
Voglio dire: non  uno scherzo. Vuole prendersi tutto
Come lui vuole prendere quella pillola. Si chiede se per caso
Nelson non tiene un rotolo di Life Savers nella scrivania,
come faceva lui. Tanto per avere qualcosa da ficcarsi
in bocca quando si diventa nervosi. Scopre che ogni volta
che pensa alla propria morte gli viene voglia di mangiare:
ecco perch non  dimagrito tanto.
Il tentativo di indurlo ad aprirsi ha fatto raddrizzare
Lyle dietro la scrivania, lo ha reso pi ostile. Fissa l'interlocutore
con quegli occhi circondati dall'erosione, sotto sopracciglia
bionde come i capelli. - Uno dei vantaggi della
mia situazione, - spiega, -  che si diventa meno soggetti
a lasciarsi intimorire. Dalle questioni secondarie. Da minacce
come le sue, per esempio.
- Non sto facendo nessuna minaccia, Lyle. Sto soltanto
cercando di scoprire che cosa cazzo succede qui dentro.
Sto cominciando a pensare che questa ditta venga truffata.
Se ho torto, e tutto sta andando al meglio, non ha nulla da
temere -. Povero diavolo, sta tirando le cuoia e ha meno
della met dei suoi anni. Alla sua et, che cosa faceva lui?
Componeva testi tipografici alla vecchia maniera e sognava
un bel culo. A fotterci, in un modo o nell'altro,  sempre
il culo: una membrana troppo sottile, quegli infinitesimi
HIV ci si intrufolano attraverso. Una scatola nera di nulla,
 quello che ha provato con Thelma. Singolare appetito,
per una dieta regolare. Essere frocio non  tutto rose.
Lyle torna a muovere le braccia in cerchio in quel suo
modo cautamente fragile. Il suo corpo  diventato una
fascina di rami morti. - Mr Angstrom, non faccia affermazioni
di cui potrebbe essere chiamato a rispondere in
tribunale.
- Be',  un'affermazione o un fatto che lei si rifiuti di
consentire a me e a una contabile imparziale di esaminare
i libri?
- Mildred non  imparziale. E furente con me perch
l'ho sostituita. Perch io e il mio computer riusciamo a
fare in poche ore ci che a lei richiedeva una settimana.
- La vecchia Mildred  l'onest in persona.
-  rimbambita.
- E comunque il punto non  Mildred. Il punto  che
lei mi sta impedendo di difendere mio figlio.
- Io non le sto impedendo nulla, Mr Angstrom...
- Pu chiamarmi Harry.
- Io non le sto impedendo nulla, egregio signore. Le sto
soltanto dicendo che non posso prendere ordini da lei. Devono
venire da Nelson o da Mrs Angstrom.
- Li avr. Egregio signore -. Ma un'aura di sorridente
provocazione nell'espressione di Lyle lo costringe a chiedere:
- Ne dubita?
- Aspetto notizie, - risponde l'altro.
- Senta. Pu darsi che lei sappia un sacco di cose che io
non so, per non sa un cazzo del matrimonio. Mia moglie
far quello che le dico io. Che le chiedo io. In una questione
come questa siamo assolutamente una persona sola.
- Vedremo, - ribatte Lyle. - Anche i miei genitori erano
sposati. Io sono cresciuto dentro un matrimonio. Ne
so moltissimo.
- Per non le ha fatto particolarmente bene.
- Mi ha mostrato una cosa da evitare, - replica l'altro,
con un sorriso largo e schietto, come quando Harry  entrato
li dentro. Ora si ricorda di Lyle ai bei tempi delle
Alternative Fiscali: le pile di oro e argento e Marcia dalle
unghie rosse, impeccabile, fredda. Povera ragazza, si
 fottuta da sola. Come Marilyn Monroe. Coniglio deve
riconoscere con s stesso che le checche hanno un fascino
particolare, una leggerezza adolescenziale, un senso di
superiorit rispetto a tutto quel concime femminile in cui
si coltiva la vita.
- Come sta Slim? - chiede, alzandosi. - Nelson ne parla
continuamente.
- Slim, - risponde Lyle, troppo debole o villano per alzarsi
a sua volta, -  morto. Prima di Natale.
- Mi spiace, - mente lui. Quindi gli tende sopra la scrivania
la mano da stringere, ma l'altro esita a prenderla,
come se temesse un contagio. Febbrili ossa dalle giunture
molli; gli d una stretta, concludendo: - Se vede Nelson,
gli dica che il nuovo arredamento mi piace. Un'aria da
boutique. Carino. In tono con la nuova venditrice. Non
si preoccupi, Lyle. Continui a sperare che arrivi la Cina
alla riscossa. Ci vediamo.
Alla radio, di ritorno, sente dire che Mike Schmidt, il
quale esattamente due anni prima, il 18 aprile 1987, al Three
River Stadium, aveva realizzato il suo cinquecentesimo
home run contro i Pittsburgh Pirates, si sta avvicinando a
raggiungere il record di 2217 battute valide realizzato da
Richie Ashburn, avviandosi a diventare il pi forte battitore
dei Phillies di tutti i tempi. Coniglio se lo ricorda,
Ashburn. Uno dei Whiz Kid, i Ragazzi-Freccia che avevano
battuto i Dodgers allo scudetto l'autunno che lui si
era iscritto all'ultimo anno delle superiori. Curt Simmons,
Del Ennis e Dick Sisler a centro campo, Stan Lopata dietro
il piatto. Prima battono i Dodgers nell'ultima partita
di campionato e poi ti vanno a perdere quattro a zero con
gli Yankees. Nel 1950 lui aveva diciassette anni e con 817
punti realizzati nella stagione del penultimo anno di scuola
era stato in testa alla classifica dei marcatori di serie B
della contea. Ricordare questi dati statistici lo aiuta a placare
i nervi, agitati dagli incontri con Thelma e con Lyle,
un nervosismo da desiderio risvegliato e non appagato ai
cui margini aleggia la deprimente idea che nulla importa
pi di tanto: presto saremo tutti morti.
Nell'interpretazione di Janice, fargli seguire una dieta
a basso tenore di sodio significa semplicemente comprare
vaschette di plastica con pasti gi pronti e surgelati etichettati
Low-Cal. Pollo e carne precotti, roba quasi completamente
imbottita di prodotti chimici in modo da non andare
a male sullo scaffale. Per mandarli gi, di solito deve
farsi una seconda birra. In questi giorni Janice  distratta,
agitatissima a causa di questi corsi sulla compravendita di
immobili che frequenta presso la sede distaccata della Penn
State. - Non sono sicura di aver capito tutto bene, anche
se quella donna, nella sede di Pine Street - com' andato
gi quel quartiere da quando tu e tuo padre lavoravate
alla Verity! -  stata molto paziente con le mie domande.
I corsi durano tre ore alla settimana per dieci settimane,
e per avere il certificato occorre la frequenza a due materie
obbligatorie e altre quattro facoltative, per non credo
che il certificato sia necessario per fare l'esame di licenza.
Esame che per i venditori, cio quello che diventerei
io, si tiene una volta al mese, mentre per i mediatori, cosa
che potrei tentare di diventare pi avanti, si tiene soltanto
ogni trimestre. Ma il succo della questione  che potrei
cominciare con due corsi questo aprile e poi seguirne altri
due tra luglio e settembre, per cui se tutto va bene a settembre
potrei ottenere la licenza e cominciare a vendere,
dapprima esclusivamente a provvigione, per questa ditta
di cui il nuovo cognato di Doris  socio. Lei mi ha detto
che gliene ha parlato e che la cosa gli interessa. Evidentemente
essere di mezza et  un vantaggio: il cliente d per
scontato che tu abbia esperienza.
- Che bisogno hai di farlo, tesoro? Hai il terreno.
- Non  affatto mio. E di Nelson.
- Ah s? Sono capitato l oggi e lui non c'era. Ho visto
soltanto i ragazzi che ha assunto. Un finocchio, un italiano
e una gonnella.
- Harry! Che cosa sono questi pregiudizi?
Ma lui non va avanti con la storia che ha da raccontare,
la tiene da parte per quando potranno dedicarle entrambi
la massima attenzione. Dopo pranzo a Janice piace
guardare Jeopardy!, anche se non sa mai neanche una
risposta, invece sul canale 11 ci sono i Phillies che giocano
contro i Mets. La casetta in pietra di Franklin Drive, con
il suo numero frazionario, attrae l'oscurit attorno a loro,
a loro soltanto, nella sera, mentre il crepuscolo graduale
del Nord (in Florida il sole si limita a chiudere bottega di
colpo, lasciando il campo alla luna) si insinua tra gli alberi
ancora spogli smorzando il canto degli uccelli e la tonalit
limone nel cielo, a distanza, a ovest, al di l delle sporgenti
canne fumarie delle grandi case in mattoni di lava, si incupisce
fino a diventare l'arancio di un incendio e infine il
cremisi degli ultimi tizzoni. Ancora poche settimane e gli
alberi metteranno le foglie, e non ci sar pi nessun tramonto
da vedere attraverso le finestre della sua tana, con
i loro vetri a losanga, quando distoglier lo sguardo dallo
schermo del televisore.
Nel terzo inning, con due giocatori in casa base, Schmidt
spara un home run, il quarto della stagione appena iniziata
 il numero cinquecentosei della sua carriera. I Phillies
vanno cinque a zero e Coniglio fa un po' di zapping tra i
canali, non trovando tuttavia nessuna finale di basket ma
soltanto Matlock e Blue Jeans. Se la presenza di Janice lo
irrita, si sente per sempre pi a disagio non vedendola
nella stanza, oppure non sentendola trafficare in cucina,
o al primo piano, sopra la sua testa. Spento il televisore,
va dunque a cercarla, carico delle sue inquietanti notizie
come un tempo era carico di oro Krugerrand.
Lei, di sopra, ha gi addosso una delle sue camicie da
notte e quei sandali da Florida che la mattina con il loro
flop-flop lo mandano sempre in bestia quando lo sente
mentre sta ancora cercando di dormire. Mai che possa
ronfare fino a tardi, come faceva da ragazzo o anche intorno
ai quaranta. Si sveglia intorno alle sei con un leggero
soprassalto e, dal giorno dell'infarto, con in corpo
un rodimento di cui non riusciva a localizzare il motivo
finch non ha capito che  il terrore di rimanere intrappolato
nel suo corpo mortale, come se si ritrovasse in una
cella in compagnia di un pazzo che pu decidere di ammazzarlo
in qualsiasi momento. Lei ciabatta avanti e indietro,
flop-flop, con in mano piccole pile di biancheria
piegata, panni che ha portato su per la scala posteriore;
in una di esse riconosce dei fazzoletti piegati, in un'altra,
di dimensioni meno ridotte, le sue mutande Jockey, con
quell'elastico in vita che va ammollandosi, in una terza la
biancheria intima di Janice, che lo eccita ancora adesso,
non tanto se ce l'ha addosso lei quanto se  vuota e fresca
di bucato. Non sa come cominciare il discorso. Getta
il proprio grosso corpo di traverso sul letto, lasciandosi
sfregare il viso dalle leggere protuberanze del copriletto.
Dopo l'incessante scorrere dei bagliori del televisore, trova
riposante il vuoto rossastro che vede dietro le proprie
palpebre chiuse. - Harry, c' qualcosa che non va? - gli
chiede lei con voce allarmata.  la sua stessa fragilit, ora,
a conferirgli una nuova presa su di lei.
Si gira a pancia in su e non pu fare a meno di sorridere
della figura piena di bozzi che lei forma nella sua camicia
da notte. Che non  poi molto diversa da quella di Judy, e
nemmeno tanto pi ampia. I ricciolini radi non nascondono
del tutto la fronte alta, con l'abbronzatura della Florida
che si sta schiarendo e gli occhi stanchi rivolti altrove.
- Alla concessionaria c' qualcosa che non va, - attacca.
- Quando ci sono andato, oggi, ho chiesto di vedere i libri,
ma questo finocchio con l'AIDS che Nelson ha messo
li a fare il contabile al posto di Mildred mi ha ribattuto
che non poteva farlo se non lo autorizzavi tu. Dice che la
padrona sei tu.
La punta della lingua di Janice fa capolino, premendo
sul labbro superiore. - Che scemenza, - dice.
- Quello che ho pensato anch'io, ma sono rimasto calmo.
Povero diavolo, sta solo cercando di coprire Nelson.
- Perch dovrebbe coprirlo?
- Be', - Harry sospira pesantemente, sistemandosi sul
letto come un'odalisca con una torsione del corpo all'altezza
delle anche, - vuoi veramente saperlo?
- Naturale -. Ma Janice continua a spostarsi di qua e di
l con le sue piccole pile di biancheria.
- Ho una teoria. Credo che Nelson prenda la cocaina
e che sia per questo che  sempre sfuggente e nervoso, e
un po' paranoico.
Lei si accosta con cautela al com, flop e ancora flop,
con in mano quella che lui riconosce come la sua tuta da
jogging color salmone, con le maniche azzurre e le strisce,
che da queste parti, dove la gente di mezza et sta molto
pi attenta a non rendersi ridicola, non mette mai. - Chi
te l'ha detto? - gli chiede.
Lui si agita sul letto, richiamando le gambe al corpo
e scalciando via le scarpe in modo da non sporcare il copriletto
di mussola svizzera bianca a pois. - Non me l'ha
detto nessuno, - risponde. - Ho semplicemente fatto due
pi due. La cocaina  ormai entrata dappertutto, e a farne
uso  proprio la generazione di Nelson, questi yuppie
figli del baby boom. Ci vogliono soldi. Un sacco di soldi,
se il consumo  regolare. Pru non continua forse a lamentarsi
di tutti questi conti che non sono in grado di pagare?
Janice si avvicina al letto e rimane li in piedi: attraverso
la camicia da notte di cotone lui vede l'ombra dei capezzoli
e del pelo pubico. Da dove si trova gli appare stranamente
enorme, messo cos in diagonale si sente prendere
da uno di quei giramenti che gli capitano quando si alza
troppo in fretta; non  chiaro chi sia in piedi e chi no.
Il corpo di Janice  sodo come quando erano due ragazzi
che lavoravano da Kroll, ma sotto il mento ci sono delle
brutte pieghe che si ramificano sul collo. Era determinata
a non ingrassare come sua madre, ma l'et non risparmia
nessuno. - Ci sono tantissime coppie, - ribatte cautamente,
- che non ce la fanno a pagare i conti.
Per scacciare le vertigini lui si tira a sedere e, visto che
il corpo di sua moglie  li, la abbraccia stringendola alla
vita. Poi, ripensandoci, le infila le mani sotto la camicia
da notte, chiudendogliele a coppa su quelle natiche sode,
leggermente granulose. Le dice, alzando gli occhi a guardarla
in faccia oltre il seno: - Ma il peggio, tesoro,  che
secondo me sta dissanguando la ditta. Credo che abbia
preso qualcosa e che Lyle lo abbia aiutato, e che a causa
di questo abbiano dovuto mandare via Mildred.
Le natiche, sotto le sue mani, si tendono, le sente stringersi
l'una contro l'altra, farsi pi sferiche, come un pallone
da basket gonfiato un po' meno della pressione regolamentare.
Sotto i propri fianchi lampeggia un evanescente
barlume di eccitazione erotica. Gli occhi fuori fuoco di
Janice lo osservano dall'alto con cupa concentrazione, la
pelle del viso penzola dall'osso. Lui le strofina il naso su
una tetta e torna a chiudere gli occhi, annusando il cotone
vagamente sudato e nascondendosi agli occhi di lei che lo
osservano intenti da lass.
- Che prove hai? - gli chiede la voce di Janice.
Domanda che lo irrita. Che scema. -  proprio quello
che stavo dicendo. Oggi ho chiesto di vedere i libri e gli
estratti conto bancari, ma senza tua autorizzazione non
me l'hanno consentito. Non devi fare altro che telefonare
a questo Lyle.
Nel petto di Janice avverte una strana immobilit, nel
suo corpo una tensione trattenuta. La camicia da notte 
trasparente, ma lei non lascia trasparire nulla. - Se quelle
cifre le vedessi, - chiede, - sapresti interpretarle?
Lui le lambisce il capezzolo con la lingua attraverso il
cotone. Il barlume, gi in fondo, si  convertito in un'incandescenza
stabile, un calore tumido. - Forse non fino in
fondo, - risponde. - Ma anche i rendiconti mensili che arrivavano
in Florida non mi sembravano del tutto in ordine.
Porter con me Mildred, e se non ci sta con la testa - quel
tale ha detto che  rimbambita e ricoverata al Dengler -,
credo che dovremmo incaricare qualcuno, un commercialista
di Brewer. Potresti telefonare al nostro avvocato per
chiedergli chi ci consiglia. Potrebbe anche darsi che alla fine
dovremo ricorrere alla polizia -. Fuori sta scendendo una
bella pioggerellina di aprile, colorata dal lento tramonto.
Il corpo di Janice si  irrigidito, scattando indietro di
un paio di centimetri. - Harry! Tuo figlio!
- Be', - ribatte lui, di nuovo irritato, - sua madre, se 
per quello. Rubare alla propria madre.
- Non abbiamo nessuna certezza, - replica Janice. - 
soltanto una tua teoria.
- Altrimenti Lyle che avrebbe voluto tenermi nascosto,
quest'oggi? Adesso per hanno mangiato la foglia, per cui
 il caso di muoversi prima che facciano sparire tutte le
prove come ha fatto Ollie North.
Ora Janice si sta agitando, dopo essersi sottratta alla sua
stretta si strofina il dorso di una mano con l'altra, in piedi
sul tappeto. Lui capisce che ormai di sesso non se ne parla
neanche, la prima volta che ne aveva veramente voglia
dopo settimane. Maledizione a loro figlio. - Credo sia il
caso che io ne parli prima con Nelson, - dice lei.
-Tu? E perch non tutti e due insieme?
- Secondo Lyle, l'unica che conta sono io.
Battuta che lo ferisce. - Con Nelson sei troppo molle.
Con te pu fare tutto quello che vuole.
- Oh, Harry,  stata una cosa tremenda, quella volta
che sono scappata con Charlie! Nelson aveva soltanto
dodici anni, e veniva fino a Eisenhower Avenue con la
sua bicicletta, rimanendo li ore e ore dall'altra parte della
strada a guardare le nostre finestre. Un paio di volte
io l'ho visto e mi sono nascosta; nascosta, capisci?, dietro
la tenda, lasciandolo l finch non si stancava e andava
via -. Fissa lo sguardo sopra la sua testa, vedendo ancora
il figlioletto al di l della strada, cos paziente e confuso
ma tuttavia pieno di speranza e gli occhi le si riempiono
di lacrime.
- Be', diavolo, - replica Coniglio, - non glielo chiedeva
nessuno di venire fin l a spiarvi. Io avevo molta cura di lui.
- Con quella povera ragazza demente e quel negro assolutamente
spaventoso con cui abitavi? E stata pura e
semplice fortuna che la casa non abbia preso fuoco con
Nelson dentro.
- Lo avrei tirato fuori io. Se fossi stato l, li avrei tirati
fuori tutti.
- Tu non lo sai, - ribatte lei. - Non lo sai che cosa avresti
fatto. Come adesso non sai come stiano veramente le
cose. Sono soltanto tuoi sospetti, qualcuno ti ha riempito
la testa di idee balorde nei confronti di Nelson. Scommetto
che  stata Thelma.
- Thelma? Non ci vediamo pi, anzi, dovremmo invitarli
qualche volta, gli Harrison.
- Paah! - Janice sputa letteralmente il proprio rifiuto e
lui  costretto ad ammirarne la furia, il modo animale in
cui i capelli si fanno irti. - Sul mio cadavere.
- Era soltanto un'idea -. Non  un argomento adatto
alla situazione. Quindi torna su quello di prima. - Io non
so come stiano veramente le cose, ma tu s, eh? Che cosa
ti ha detto Nelson?
Janice serra la bocca fino a farla sembrare priva di labbra,
ricordandogli mamma Springer. - Assolutamente nulla,
- mente.
- Assolutamente nulla. Be', benissimo allora. Ne sai
pi di me. Buona fortuna.  te che sta rapinando. E la
ditta di tuo padre che lui e i suoi amici froci stanno buttando
nel cesso.
- Nelson non ruberebbe mai niente alla ditta.
- Tu non conosci la forza della droga, tesoro. Leggi i
giornali. Leggi People, Richard Pryor spiega tutto. Proprio
l'altro giorno hanno messo dentro il figlio di Yogi Berr.
Per una dose i cocainomani ammazzerebbero la madre.
Una volta in cima alla lista c'era l'eroina, ma ormai il crack
la fa sembrare una droga leggera.
- Nelson non si fa di crack. Non molto.
- Ah. E chi te l'ha detto?
Lei sta quasi per vuotare il sacco, ma poi si spaventa.
- Nessuno. Io lo conosco, mio figlio. E poi traggo le mie
deduzioni da quello che Pru si lascia sfuggire qua e l.
- Pru parla, vero? Che cosa dice?
- Sta malissimo. E anche i bambini. Il piccolo Roy si
comporta in un modo molto strano, come avrai notato. Judy
ha gli incubi. Se non fosse per loro, Pru mi ha confessato
che avrebbe piantato Nelson da un pezzo.
Lui si sente dribblato. - Non cambiamo argomento.
Pru ha i suoi problemi e tu i tuoi. Sar meglio che butti
fuori pi in fretta che puoi il tuo uomo bambino dalla
Springer Motors.
- Gli parler io, Harry. Non voglio che tu dica una sola
parola.
- E perch, cazzo? Che cosa diavolo succede se dico
qualcosa?
- Tu lo attaccheresti con troppa violenza. Lo faresti
rinchiudere ancora di pi in s stesso. Lui... lui ti prende
troppo sul serio.
- E a te no, invece?
- Di me  sicuro. Sa che gli voglio bene.
- E io no? - Al pensiero Harry si sente inumidire gli
occhi. Fuori la pioggerellina  gi cessata, lasciando un rivoletto
nelle grondaie.
- Anche tu, Harry, certo, ma  diverso. Tu sei un altro
maschio. E i maschi hanno questa storia che devono marcare
il loro territorio. Tu il terreno lo consideri tuo. Mentre
lui lo considera suo.
- Sar suo un giorno, se non finir in galera. Lo stavo
osservando, un giorno, gi in Florida, e di punto in bianco
mi  venuta in mente l'espressione criminale. Qualcosa
nella forma della testa. Non posso sopportare il modo in
cui sta diventando calvo. Diventer come Ronnie Harrison.
- Prometti che lascerai che gli parli io, senza fare niente?
- Tu gli toglierai le castagne dal fuoco e basta -. Ma in
realt di affrontare Nelson non ha nessuna voglia.
E lei lo sa. Infatti ribatte: - No, non sar cos, te lo
prometto -. Quindi la smette di strofinarsi il dorso di
una mano con le dita dell'altra, tornando, flop flop, verso
di lui, l seduto sul letto. Gli posa entrambe le mani sulle
orecchie e prendendolo per i capelli, che l sono corti, lo
attira a s. - Mi fa molto piacere che cerchi di difendermi
in questo modo, - dice.
Cedendo alla sua insistente pressione lui torna ad appoggiarle
la testa sul petto. Dove le ha titillato il capezzolo
con la lingua, sulla camicia da notte, c' una chiazza umida.
Hanno entrambi un aspetto sciupato, sono meno perfetti
di quelli di Thelma, pi reali. Essendo piccole, le sue
tette hanno retto abbastanza, conservando la baldanzosa
spinta verso l'alto che nei corridoi delle superiori appariva
in trasparenza dai golfini di angora anni Quaranta. Attraverso
il cotone il suo corpo emana un sentore, un nervoso
odore di affumicato. - Che cos'hai l per me? - chiede lui,
la bocca ancora a contatto con il tessuto umido.
- Oh, un regalo, - risponde lei.
- Quando me lo di?
- Molto presto.
- Con la bocca?
- Vedremo -. Dopodich, allontana il suo viso dal corpo
caldo e gli infila le dita sotto le guance, costringendolo
a guardarla dal basso in alto. - Ma se dici ancora una sola
parola su Nelson smetto e niente regalo.
Lui si sente il viso rovente e il cuore che galoppa, ma in
un modo dolce, regolare, contenuto dalla gabbia toracica
allo stesso modo in cui la sua erezione  contenuta dai pantaloni,
gradevolmente tumida di sangue;  contento che il
Vasotec sappia ridurgli la pressione lasciandone per abbastanza
per una di queste cosette fuori programma ogni
tanto. - Okay. Non una parola, - le promette, ritrovando
la propria efficienza. - Io faccio un saltino in bagno a lavarmi
i denti e roba del genere e tu spegni le luci. E poi
bisognerebbe che qualcuno staccasse il telefono. Possibilmente
di sotto, cos non sentiamo il tu-tu.
Continuano ad arrivare strane telefonate. Voci ben definite,
con il timbro pesante tipico dei maschi di colore,
che chiedono se c' Nelson Angstrom. Lui o Janice rispondono
che non abita l, che quella  la casa dei genitori.
- Be', al numero che mi ha dato dicendo che era quello
di casa sua non ho avuto fortuna, e nel posto dove lavora
c' questa segretaria che risponde sempre che  fuori.
- Vuole lasciare un messaggio?
Pausa. - Gli dica soltanto che ha chiamato Julius O
Luther.
- Julius?
- Esatto.
- Ma di che cosa si tratta, Julius? Pu dirmelo?
- Lui lo sa. Gli dica soltanto che ha chiamato Julius -.
O Perry. O Dave.
Oppure chi chiama appende senza lasciare un nome.
Oppure ha un modo di parlare lento, un accento vagamente
straniero, preciso: una volta chiede di parlare non con
Nelson ma con Harry.
- Mi spiace disturbarla, ma questo suo figlio non mi lascia
altra alternativa che informarla di persona.
- Di che cosa?
- Che suo figlio ha contratto forti debiti e che di conseguenza
certi signori con i quali sono in societ, contrariamente
a qualsiasi consiglio io possa tentare di dare loro,
hanno intenzione di fargli fisicamente del male.
- A lui personalmente?
- Se non addirittura a qualcuno dei suoi cari. Non  una
cosa piacevole da riferire, e mi scuso, ma potrebbero non
essere dei signori fino a questo punto. Per quanto mi concerne
io non sono che un messaggero di sventure. Non  colpa
mia -. La voce pare avvicinarsi alla cornetta, accostargli
all'orecchio, facendosi lamentosamente franca, tentando di
stabilire una complicit, di diventare sua amica e alleata.
Mentre questa voce carica di minaccia gli si insinua nell'orecchio,
questa voce dotata di un suo cuore, di una sua comprensibile
missione umana, di un suo sgradevole compito,
pur chiamando da un sottosuolo viscido e vasto, l'ambiente
che gli  familiare, quella tana con la TV con lo schermo smerigliato,
con le due poltrone rosa argento a schienale alto e
una libreria piena di un'infarinatura di sapere (soprattutto
libri di storia) e, nei ripiani superiori, di qualche ninnolo di
porcellana - fatine nascoste sotto un fungo, rubicondi monaci
calvi, piccoli di usignolo in un nido di rametti di porcellana
-, cose che un tempo facevano bella mostra di s nella
credenza di mamma Springer, tutti quei mobili rispettabili
assumono un carattere diverso, si fanno oscuri, instabili e
inutili: esattamente come  cambiata l'azzurra aria balsamica
del Golfo sopra la testa quando il Sunfish si  rovesciato,
come se un filtro gli fosse scivolato davanti agli occhi.
Cercando di tenersi a galla, lui chiede: - Come ha fatto
Nelson a contrarre questi debiti?
La voce  contenta di sentirsi rispondere con le sue stesse
parole. - Li ha contratti, signore, nel perseguimento del
suo piacere, cosa che naturalmente  nell'ambito dei suoi
privilegi, ma lui, o qualcuno per lui, deve pur pagare. Ai
miei soci  stato assicurato che lei  un padre veramente
straordinario.
- Non proprio, in realt. Come ha detto che si chiama?
- Non l'ho detto, senor. Non mi sono dato un nome.
Quello che conta, qui,  il cognome Angstrom. Cognome
eccellente: i miei soci sono pi che disposti a sistemare la
pendenza con chiunque lo porti Una persona, gli viene
in mente, che ama la lingua inglese, uno strumento che
sente carico di promesse, di risorse inesplorate.
- Mio figlio, - replica, -  adulto. La sua situazione finanziaria
non mi riguarda affatto.
-  la sua risposta? L'ultima parola?
- S. Senta, io passo met dell'anno in Florida, e sono
appena tornato...
Ma chi chiamava ha appeso, lasciandolo con la sensazione
che le pareti di quella solida casa in pietra calcarea
siano sottili come un cracker dietetico, che la moquette
che ha sotto i piedi sia zuppa d'acqua, che sia scoppiata
una tubatura e che non ci sia nessun idraulico da chiamare.
Si rivolge al vecchio amico e collega Charlie Stavros,
che  in pensione dopo essere stato venditore capo per la
Springer Motors e che dalla vecchia casa di Eisenhower
Avenue ha traslocato in un nuovo agglomerato residenziale
di condomini all'estremit est della citt, dove la ferrovia
ha liquidato venti acri di un vecchio scalo merci:  fantastico
quello che possedevano le ferrovie ai tempi d'oro. Per
Harry non  sicuro di saperne trovare l'ubicazione, per
cui propone di andare a pranzo insieme da johnny Frye, in
centro. Johnny Frye's Chophouse, cos si chiamava una volta
la trattoria di Weiser Street, divenuta il Caf Barcelona
negli anni Settanta e dopo, nello stesso decennio, la Crpe
House, finch recentemente  di nuovo passata di mano,
e ora  il Salad Binge, con insegne all'esterno che spiegano
che quello  un Local lo-cal, ovvero un posto dove
si pu mangiare roba a basso tenore di calorie come minestre
creative, piatti sani, roba organica fresca, fatta
apposta per attirare gli yuppie salutisti che lavorano negli
uffici del palazzo completamente rivestito di vetro che 
sorto di fronte a Kroll, il quale invece  l deserto, con le
immense vetrine coperte di calce dall'interno e spoglio dal
lato senza vetrine, verso la montagna, con i mattoni a vista
rozzamente intonacati di malta che danno sull'area di
parcheggio, a sua volta invasa dal ciarpame, che si estende
fino al vecchio Baghdad, buisci salvrmi.
Il centro ormai  tutto un parcheggio, ma stranamente
non c' mai un posto libero. Sebbene nella zona ci sia ben
poco per fare acquisti, se si eccettua qualche outlet e un
McCrory's tutto-a-pochi-centesimi, che si ostina a vendere
cibo per pappagallini e mollette di plastica per capelli a
certi vecchi che non hanno mai cambiato abbigliamento
dal 1942, il numero dei professionisti snelli e giovanili, in
completo leggero e camicia di lino attillata,  aumentato a
un ritmo vertiginoso; lavorano nelle banche, nelle compagnie
assicurative, negli enti statali e federali: pare che non
finiscano mai. Nei giorni di sole affollano il parco boschivo
che i pianificatori della citt - gente non del posto, una
rinomata societ di architetti venuta l per vincere il concorso
con il loro progetto e poi tornata ad Atlanta con il
primo aereo - hanno realizzato in quella che un tempo era
Weiser Square, dove i tram, tutti uno squillo e una scintilla,
si fermavano in fila in attesa dei passeggeri. Si crogiolano,
questi giovani spacciatori di carta, accanto alla fontana
astratta in cemento, leggendo il Wall Street Journal
dopo essersi tolti il soprabito che hanno ordinatamente
piegato e posato accanto a s sulle panchine anodizzate, a
prova di vandalo. Ma ad affascinarlo particolarmente sono
i membri femminili della specie: indossano scarpe da
ginnastica invece che tacchi alti, hanno le gambe strizzate
in pure e semplici calzamaglie, poco pi che mutande,
e sul volto sbandierano certi occhialoni rotondi che conferiscono
loro un'aria stranamente sexy, come se le tette
trovassero un riscontro nelle pesanti montature di corno
e nella plastica laccata. Tante Goldie Hawn allenate da
Jane Fonda. La moda di oggi le vuole con ampie spalle
da maschio, mentre le anche vengono ridotte e rassodate
dalla cyclette e da quei pantaloni strizza-chiappe che
si modellano attorno a ogni muscolo come una vernice
di colore elettrico. Sembrano tante turiste venute da un
futuro di gente pi magra, dove il sesso non  che un esercizio
ginnico come gli altri e ciascuno vive dentro un suo
cubicolo sigillato, comunicando attraverso il computer.
Uno potrebbe pensare che Charlie non sia sopravvissuto
agli anni. Invece questi tipi mediterranei non sembrano
nemmeno ingrigirsi: pare che non gli venga neanche la pancia.
Verso i cinquanta raggiungono una posizione di stasi
che rimane immutata finch, tra gli ottanta e i novanta,
non crollano di botto. Tengono il corpo ordinato, come un
piatto pulito con il pane. Da ragazzo Charlie Stavros ha
avuto la febbre reumatica, eppure, sebbene soffra di soffio
al cuore e sia soggetto all'angina, non ha mai subito un
colpo duro come quello che ha sofferto lui gi nel Golfo.
- Come cazzo fai, Charlie? - gli chiede Coniglio.
- Si impara a tenersi alla larga dalle grane, - risponde
Charlie. - Se qualcosa sembra avere la tendenza a diventare
una seccatura, me ne tengo alla larga. Come per
esempio stava succedendo alla concessionaria, per cui me
ne sono andato. Cristo, come sono contento di non avere
pi niente a che fare con le Toyota! La prima cosa che
ho fatto  stata comprarmi una bella bagnarola americana
all'antica, una Olds Toronado. Superammortizzata, si guida
con un dito, ciuccia ettolitri di benzina: ne vado pazzo.
Cinquemila di cilindrata V-8, rosso pomodoro con tettuccio
apribile imbottito.
- Fantastica. L'hai parcheggiata qui vicino?
- Ho provato, ma non sono riuscito. Ho fatto due volte
il giro di Spring Street, ma alla fine ho rinunciato e l'ho
lasciata in un parcheggio dopo il vecchio Baghdad. Poi
per venire qui ho preso un autobus. Per fare tre isolati.
Cos ho pagato pochi centesimi. Sta' alla larga dalle grane,
vecchio mio.
- Continuo a non capire. Il centro di Brewer pare che
sia morto eppure non c' un buco per parcheggiare. Da
dove vengono tutte queste auto?
- Si riproducono da sole, - spiega Charlie. - Rimangono
incinte come tante adolescenti e vivono con il sussidio
dell'assistenza sociale. Se ne fottono.
Una delle cose di Charlie che lo hanno sempre divertito
 il gusto che ha per le ampie generalizzazioni: nelle
mattinate di fiacca, alla concessionaria, si mettevano uno
di fianco all'altro, dietro la vetrina, a rimasticare le notizie
della giornata. Coniglio non ha mai rinunciato all'idea
che le notizie abbiano un significato rivolto proprio a lui.
Mentre prendono posto a uno dei tavoli dal ripiano in piastrelle,
residuo dei tempi in cui il locale si chiamava Caf
Barcelona, chiede: - Che cosa ne dici di Schmidt, ieri sera?
- Contro i Pirates, al Three River Stadium, lo storico
primo difensore di base dei Phillies ha fatto due doppi,
superando il record della squadra quanto a totale di punti
realizzati e quindi battendo Richie Ashburn.
- Siamo ancora in primavera, - risponde Charlie. - Aspetta
che i lanciatori si scaldino le braccia. Schmidt sar nella
merda.  vecchio. Certo, non in confronto a te e me, ma
come giocatore  vecchio, e alla lunga, nel corso di tutto
il campionato, davanti ai lanciatori giovani non c' modo
di nascondersi -. Trova salutare sottoporre di quando in
quando a verifica l'ammirazione che prova per Schmidt.
Nei confronti di questi atleti tu non sei nessuno: non sanno
nemmeno che esisti. Per loro ci sono soltanto gli altri giocatori.
Vanno allo stadio, dove trovano ad aspettarli trentamila
dollari e un gran boato confuso non appena viene
annunciato il loro nome: altro, da parte del pubblico, non
gli occorre. - Non ti pare, - chiede a Charlie, - che ultimamente
ci siano stati un sacco di disastri? L'aereo della
Pan Am che esplode e l'altro giorno quei tifosi di calcio,
morti calpestati dagli inglesi. E adesso questo cannone che
 scoppiato su una nave da guerra, apparentemente senza
un motivo.
- Apparentemente  la parola chiave, - replica Charlie.
- In realt, anche se noi non riusciamo a vederlo, ogni cosa
ha un suo infinitesimale motivo. Una scintilla chiss dove,
una minuscola crepa nel metallo. Quante persone ci sono
su questo mondo, ormai? Cinque miliardi? Con un mondo
cos affollato c' da meravigliarsi che non siano di pi
quelli che ogni giorno vengono calpestati o che saltano per
aria o quel che si voglia. Siamo in presenza di un processo
di distruzione, e non si preannuncia nessuna possibilit di
un miglioramento.
Pensando che dal punto di vista di Nelson lui stesso
occupa una buona parte di quell'affollamento, il cuore di
Coniglio ha un tuffo. Quella volta che, fuori dalla casa in
fiamme, al 26 di Vista Crescent, ha urlato: Ti ammazzo.
Non diceva sul serio. Una scintilla, una crepa nel metallo.
Un difettuccio quasi invisibile. Quando si muore si fa un
favore al mondo.
Charlie sta esaminando con aria accigliata il menu, che
 enorme, una fotocopia in inchiostro verde su carta ruvida
e chiazzata, probabilmente riciclata. Che cosa non si
riesce a fare, ormai, con una Xerox. Chi si serve pi di un
posto come la Verity Press? Prima  scomparsa la stampa
a rilievo, poi il foto-offset. Charlie non porta pi quegli
occhiali di corno spessi e squadrati che gli stendevano una
sbarra scura sulle sopracciglia, ma una montatura in oro,
da aviatore, che gli regge le spesse lenti color lavanda sul
naso come due dita che stringano un bicchiere di vino.
Un tempo era magro, ma poi gli anni lo hanno asciugato
al punto che ora le sue ossa da greco sono bene in vista,
l'arco acuto del naso, le tempie scoperte e inclinate sotto
l'attaccatura scura dei capelli. Le basette sono grigie, ma
lui se le fa tagliare pi corte. Esaminando il menu ridacchia.
- Insalata alla bistecca, - legge. - Insalata al kebab
di porco. Che razza di verdure sarebbero?
Quando arriva la cameriera, la prende in giro. - Come
la mettiamo con tutta questa carne ad alto tenore di calorie,
oltre che di grasso? - le chiede. - Che cosa vuol dire,
che ci d una bella bistecca con un contorno di lattuga?
- La carne  legata e imbottita, - spiega la cameriera. E
alta e quasi bella, con i capelli sbiancati e combinati in un
vaporoso taglio Mohawk, con una fila di orecchini lungo
tutto il bordo di un solo orecchio e con chiazze di belletto
scuro, tra il rosa e il grigio, sotto gli occhi. Ha qualche
problema alla lingua, dentro la bocca ed  carino il modo
franco e deciso in cui muove le labbra. - Sa, hanno scoperto
che di questi ingredienti diciamo un po' pi robusti
c' un certo bisogno.
Quindi in sostanza, pensa lui, quel locale  rimasto la
vecchia trattoria di Johnny Frye. - Mi parli di questa insalata
alle noci di macadamia con bacon, - dice.
-  uno dei piatti preferiti dalla nostra clientela, - risponde
lei. - Il bacon  croccante e si trova all'interno, a
fiocchi. Il grasso  stato quasi completamente tolto. E poi
ci sono anche i germogli di erba medica, oltre a un po' di
radici e di cetriolo tagliato fine fine, pi due tipi di lattuga
di cui mi sono dimenticata i nomi, e non so che cos'altro,
forse un po' di chuba, che sarebbero poi sardine secche.
- Mi sembra ottimo, - commenta Coniglio, prima di
rendersi conto che non lo  affatto e di avere quindi il problema
di scegliere un altro piatto.
- Noci e bacon, - obietta Charlie, - non sono esattamente
ci che ti ha ordinato il medico.
- L'hai sentita: il grasso lo hanno tolto. E comunque
un pochino non pu ammazzare.  pi una questione di
equilibrio interno. Sciogliti.
- Con che cosa  fatto lo Speciale Alghe? - chiede Charlie
alla cameriera, evidentemente perch sentirla parlare piace
a entrambi.
- Oh, con un po' di hijiki, naturalmente, pi vakame,
dulse e agar, mescolate con un sacco di ceci e lenticchie,
pi qualche verdura in foglia. E una cosa veramente fantastica
se si sta seguendo una dieta macrobiotica seria e
quindi non si fa troppo caso al sapore leggermente amaro
che tendono ad avere le alghe.
- Mi ha convinto a lasciarlo dov', Jennifer,.- replica
Charlie, che ha letto il nome appuntato al corpetto del
grembiule verde lime che  l'uniforme del Salad Binge.
- Invece prendo questi spinaci con granchio.
- Come condimenti per l'insalata pu scegliere tra russo,
roquefort, italiano, italiano con panna, seme di papavero,
mille isole, olio e aceto e giapponese.
- Com' fatto il giapponese? - chiede lui, non soltanto
per vedere le sue labbra arricciarsi e riempirsi di fossettine
attorno al difettuccio che ha in bocca, ma perch i giapponesi
gli interessano dal punto di vista professionale. Come
mai ce la stanno facendo, insieme ai tedeschi, mentre l'America
sprofonda nel cesso?
- Oh, se le interessa nello specifico posso chiedere in
cucina, ma credo con umeboshi, naturalmente tamari - non
usiamo salsa di soia industriale - olio di sesamo e aceto di
riso L'espressione del suo sguardo si indurisce, come
se avesse realizzato che questi uomini le stanno facendo
perdere tempo soltanto per civettare un po'. Per scusarsi,
ordinano entrambi il condimento italiano con panna, per
poi tornare ai loro discorsi.
 passato molto tempo, il rapporto si  arrugginito. A
guardarlo bene Charlie appare veramente invecchiato, rinsecchito.
La sottile montatura in oro da aviatore gli toglie
dal viso quella sicurezza mascolina che doveva aver attratto
Janice vent'anni prima. - Carina, la ragazza, - commenta,
riordinando le posate attorno al piatto e sistemandole
esattamente sui bordi della tovaglietta di carta.
- Che cosa ne  stato di Melanie? - gli chiede Coniglio.
Dieci anni prima, in quello stesso ristorante, erano stati serviti
da Melanie, l'amica di Nelson e Pru che allora viveva
in casa di mamma Springer. Poi era diventata la ragazza di
Charlie, nonostante lui fosse gi relativamente vecchio. O
perlomeno erano andati in Florida insieme. Probabilmente
fu una delle cose che diedero inizio all'interesse di Harry
per la Florida. Ma laggi non gli si era offerta nessunissima
bimba. Gli unici barlumi di attenzione di cui era stato
oggetto venivano da donne della sua et che sembravano
gi decrepite.
-  diventata medico, - risponde Charlie. - Specializzata
in Gastroenterologia, per essere precisi. A Portland,
nell'Oregon. Il posto dove  andato a ficcarsi suo padre,
che forse ricordi.
- Appena. Era una specie di hippie in ritardo, no?
- Si  sistemato l con la terza moglie e per Melanie  diventato
un grosso appoggio. Era sua madre, in realt, che
stava sballando, ancora a Mill Valley. Alcol. Uomini. Droga.
L'ultima parola colpisce Harry allo stomaco come un
pugno. - Come fai a sapere tutte queste cose?
Charlie scrolla appena le spalle, non riuscendo tuttavia
a nascondere un piccolo sorriso di orgoglio. - Ci teniamo
in contatto. Quando ha avuto bisogno di una spinta, io ero
l. Vai le ho detto. Aveva ancora un po' l'atteggiamento
oh-povera-me. Le ho dato l'aiuto morale di cui aveva bisogno.
Le ho detto di andare dove abitava il padre con la
sua squaw e di spaccare.
- A me dici di stare alla larga dalle grane e a lei invece
hai detto di andarsele a cercare.
- Casi diversi. Et diverse. Se tu avessi l'et di Melanie
direi anche a te Vai. E te lo dico anche adesso. Purch
tu stia attento a evitare i guai seri.
- Ho un problema, Charlie.
- Non  una novit.
- Un paio di problemi, anzi. Tanto per cominciare, bisogna
che faccia qualcosa per il mio cuore. Non posso limitarmi
a star li ad aspettare il prossimo IM.
- Mi sono perso per strada, vecchio mio. Che cosa Vuol
dire?
- Lo sai benissimo. Infarto miocardico. Attacco cardiaco.
Con quello che ho avuto sono stato fortunato a cavarmela.
I medici dicono che dovrei farmi fare un intervento
a cuore aperto, un by-pass multiplo.
- E tu fattelo fare.
- Eh, gi. Facile dirlo per te. Sono cose di cui si pu
morire. Mentre mi pare di ricordare che tu non te lo sei
mai fatto fare.
- E invece s. Nell'87. A dicembre, mentre voi eravate
in Florida. Mi hanno sostituito due valvole. L'aortica e la
mitrale. Quando si  avuta la febbre reumatica da ragazzo,
sono le valvole che partono. Non si chiudono bene. Ecco
da dove viene il soffio al cuore:  il sangue che corre nella
direzione sbagliata.
Immagini che Harry non pu tollerare, particolari troppo
corporei, valvole, slittamenti, placche sull'aorta. - Con
che cosa le hanno sostituite?
- Valvole di cuore di maiale. O quelle o le valvole meccaniche,
certe trappole con dentro una pallina. Con quelle
meccaniche fai continuamente una specie di click. Ma
io, se posso evitarlo, un rumore del genere non lo voglio
affatto. Oltretutto, pare che tenga svegli.
- Valvole di maiale, - commenta Coniglio cercando di
nascondere la repulsione. -  stato terribile? Ti hanno
aperto il torace e ti hanno fatto scorrere il sangue attraverso
una macchina?
- Un giochetto. Ti congelano. Che cosa c' di male se ti
fanno scorrere il sangue attraverso una macchina? Tu che
altro credi di essere, vecchio mio?
Un essere unico creato da Dio, con soffiata dentro
un'anima immortale. Un veicolo di grazia. Un campo di
battaglia tra il bene e il male. Un aspirante angelo. Tutte
le cose che hanno cercato di insegnargli al catechismo
domenicale, anzi, che non si sono affatto sforzati di insegnargli,
lasciando piuttosto che gli colassero nell'intimo a
goccia a goccia dagli opuscoli, in quello scantinato della
chiesa che nella sua mente  scavato pi in profondit di
un rifugio antiaereo.
- Una macchina soffice, nient'altro, - conclude Charlie,
alzando le mani tozze, con i loro polsini bianchi e i gemelli
d'oro, per consentire a Jennifer di mettergli davanti
l'insalata. L'ha vista arrivare con gli occhi che ha nella
nuca. Quindi la donna gira intorno al tavolo con aria sostenuta
- questi uomini le stanno facendo qualcosa, non
sa che cosa - e mette davanti a lui una montagnola verde
picchiettata di bacon, pi grosso di una grossa tetta. Ha
un aspetto ricco, e probabilmente  molto di pi di quel
che gli  consentito mangiare. La ragazza alta e goffa,
con quella sua strana pettinatura bianca a cresta di gallo
tremolante nell'aria, se ne sta l, premendogli addosso le
rotondit racchiuse nel grembiule: lui ne  perfettamente
consapevole ma, seduto a quel tavolo quadrato e piastrellato,
sta cercando di inquadrare la propria complessa
problematica.
- Posso portare qualcos'altro, signori? - chiede finalmente
Jennifer, con quelle labbra che fanno leggermente fatica ad
articolare le parole. Non  che abbia una lisca: sembra piuttosto
che la sua lingua sia troppo grossa. - Qualcosa da bere?
Charlie le chiede una Perrier con lime. Lei replica che
hanno la San Pellegrino. Lui dice che fa lo stesso. L'acqua
gasata  tutta uguale.
Dopo un dibattito interiore, Coniglio chiede che marche
di birra abbiano. Jennifer sospira, convinta che la stiano
prendendo per i fondelli, e recita: - Schlitz, Miller, Miller
Lite, Bud, Bud Light, Michelob, Lwenbru, Corona,
Coors, Coors Light e Ballantine Ale alla spina -. Una sfilza
di nomi a cui il fatto di essere centrifugati per un attimo
nella sua bocca conferisce ulteriore magia. Senza guardare
Charlie negli occhi, lui opta per una Mick. Jennifer annuisce
senza sorridere e se ne va. Se non vuole eccitare gli
uomini, non si metta quegli orecchini e non ci vada cos
pesante con il trucco.
- Un giochetto, stavi dicendo, - riprende Harry, rivolto
a Charlie.
- Ti congelano. Non ti rendi conto di niente.
- Un tale che conosco gi in Florida, non molto pi vecchio
di noi, ha avuto un'operazione a cuore aperto e dice
che  stato un inferno, e per di pi che non si sente un
granch bene neanche adesso. Quando fa lo swing, a golf,
sembra uno spastico.
Charlie si produce in una delle sue ordinate scrollatine
di spalle. - Occorre che ci siano le condizioni di base su
cui agire. Magari quel tale era gi troppo andato. Mentre
tu sei in buona forma. Sarebbe meglio se perdessi qualche
chilo, ma sei ancora giovane. Quanti? Cinquantacinque?
- Magari. Cinquantasei lo scorso febbraio.
- Significa che sei giovane. Lo sai che io ho toccato i
sessanta tondi in ottobre?
- Visto come vanno le cose, sar felice se riuscir ad
arrivarci. Quando vedo tutti quei vecchi ruderi, gi in
Florida, certe mummie raggrinzite che hanno passato i
novanta e che vanno in giro in pantaloncini corti e mocassini
ortopedici, felici e beati come se fosse sempre festa,
vorrei chiedergli: Che cos' a tenervi cos in forma?
Come avete fatto?
- Giorno dopo giorno, - suggerisce Charlie. - Giorno
dopo giorno, a testa alta -. Harry capisce che comincia a
essere stufo di dovergli rifilare tutta questa melassa tranquillizzante
ma, dopo aver scaricato Thelma, Charlie 
tutto ci che gli rimane.
- E poi adesso possono fare anche un'altra cosa. Un'angioplastica.
Ti incidono un'arteria nell'inguine...
- Ehi. Sto mangiando.
- ... e ti ficcano in corpo un aggeggio che arriva su fino
al cuore. Incredibile, eh? Dopodich, nella zona del restringimento
dell'arteria coronarica, lo gonfiano come un pallone.
Non con l'aria, con acqua salata, credo. Fa incrinare la
placca. L'arteria torna bella tesa, nello stato in cui era prima.
- S, se uno ha un culo formidabile, - ribatte Charlie.
- E comunque dopo un anno sei di nuovo sulla stessa barca,
con il divieto delle noci di macadamia e della birra.
Birra che nel frattempo  arrivata, in un bicchiere appannato
all'estremit dello scarno braccio di Jennifer, dorata,
coperta di schiuma, ribollente delle sue stesse bollicine
frementi. - Se non posso farmi una birra di quando in
quando, tanto vale morire, - mente lui. Ne beve un sorso,
poi con un mignolo piegato si ripulisce la schiuma da sotto
il naso. Un gesto tipico di Nelson. Intanto si chiede se
Jennifer, quando scopa, debba preoccuparsi per quel suo
traballante taglio di capelli. Certe ragazze punk, ha letto,
si mettono spille da balia nei capezzoli.
- Quello che va bene per te  un by-pass coronarico, - gli
sta dicendo intanto Charlie. - Con questi palloncini possono
fare una sola arteria alla volta. Di by-pass coronarici,
invece, gi che ci sono ne possono fare quattro, cinque,
sei. Che cosa te ne frega se ti aprono la cassa toracica? Non
sei li a vedere. Sei fuori, nel mondo dei sogni. Anche se in
realt non si sogna affatto.  una cosa troppo profonda.
Un grosso niente, come essere morto.
- Non voglio, - sente dire dalla sua stessa voce, bruscamente.
Quindi ammorbidisce il concetto in un: - Non
ancora, almeno -. L'espressione aprono usata da Charlie
gli ha dato fastidio: conferisce troppo realismo all'operazione,
lo sforzo fisico di aprire le ossa che oppongono
resistenza, in modo che la sua coscienza voli via e
alcuni uomini in mascherina verde si mettano a pescare
nella brodosa pozza rossa con i loro ganci, le pinze, i bisturi
che mandano lampi di luce. Una volta, guardando
per sbaglio sopra la spalla di Janice uno di quei programmi
della Pbs sul parto - roba cos pesante in televisione
non dovrebbero trasmetterla - ha visto praticare un taglio
cesareo a una donna. Il bisturi nella mano guantata
di gomma ha tracciato una linea retta, sui cui due bordi si
 arricciato il grasso giallastro, aprendosi come due strisce
di gommapiuma. Quell'addome femminile, dentro
cui c'era un bambino, era bordato di un materiale esattamente
identico alla gommapiuma. - Gi in Florida, -
dice, - mi hanno cateterizzato, - parola che gli provoca
qualche problema in bocca, come se si fosse identificato
con la cameriera. - Ma non mi ha fatto tanto male: fastidio,
pi che altro. Sei completamente sveglio e ti mettono
questa grossa scodella sul torace per vedere che cosa
succede dentro. Per dove pompano la tintura si sente
un caldo bestiale, che fai quasi fatica a sopportare -. Avverte
che con questi suoi timori nei confronti dei by-pass
sta deludendo Charlie, per cui, al fine di rendere pi intenso
il contatto con l'amico, che mastica accigliato, gli
confida: - Il peggio, Charlie,  che mi sento gi mezzo
morto. Questa cameriera  la prima ragazza che mi sia
venuta voglia di scopare da mesi.
- Le tette, - conviene Charlie. - Belle grosse. Su un corpo
magrolino. Molto sexy. Come Bo Derek dopo la plastica.
- A me sono i capelli che mi prendono. Alta com', con
quella pettinatura si aggiunge quindici centimetri.
- Non male, le stangone. Non giocherellano come le
piccolette carine, e per il maschio fanno di pi. E anche
essere magrolina presenta i suoi vantaggi: non si incontra
tutto quel grasso prima del clitoride.
Considerazione forse un po' troppo da caserma, di cui
lui non sentiva il bisogno. - Ma tutti quegli orecchini, -
traccheggia, - non faranno male? E sar vero che certe ragazze
punk...
Charlie lo interrompe con un gesto di impazienza. - 
proprio quello che vogliono, i punk. Il dolore. Mutilazione,
odio per s stessi, slam-dancing. Per questi ragazzi di
oggi il brutto  bello. E il loro modo di dichiarare quanto
sia di merda il mondo che gli abbiamo lasciato. Niente
pi foreste sotto la pioggia. Sostanze tossiche a strafottere.
La sai la solfa.
- Quando sono tornato qui, questa primavera, ho girato
un bel po' per la citt in auto, dappertutto. C'erano alcuni
di questi latinoamericani che scopavano praticamente
per strada.
- Droga, - replica Charlie. - Non sanno quasi mai quello che stanno facendo.
- Hai visto sullo Standard che un camionista latinoamericano
di West Miami  stato beccato vicino a Maiden
Springs con un carico valutato in settantacinque milioni di
dollari in cocaina? Mezza tonnellata, in imballi arancione
con la scritta Fragile.
- Finch ci sar gente disposta a pagare per averla, -
replica Charlie, allineando coltello e forchetta sul bordo
del piatto vuoto, - la roba non riusciranno mai a fermarla.
- Era evidentemente uno di quei profughi cubani che
ci siamo lasciati entrare in casa.
- Questi paesi diventano comunisti e poi ci spediscono
qui tutti i loro balordi -. Il tono di Charlie  piano e perentorio,
ma Harry avverte che la sua attenzione sta vacillando.
Non  pi come una volta, al salone, quando avevano
tutta la giornata da ammazzare. Charlie ha finito i suoi
spinaci con granchi, mentre Coniglio ha appena intaccato
il suo piattone di insalata per quanto ha fame di consigli.
Si infila in bocca una forchettata di roba appiccicosa: tra
la lattuga unta e i germogli di erba medica scopre una noce
di macadamia, che apre delicatamente in due con i denti
finch la lingua non sente il tessuto della fenditura, miracolosamente
liscio, come il corpo di una donna giovane,
come un ripiano in marmo.
Poi, dopo aver deglutito, sbotta: -  questa l'altra cosa
che mi preoccupa. Credo che Nelson si faccia di cocaina.
Charlie annuisce e replica: - L'ho sentito dire Quindi
raccoglie la forchetta che ha appena ordinatamente sistemato
sul piatto e la allunga verso la sua grossa mammella
di verdura guarnita con bacon. - Lascia che ti aiuti a farla
fuori, vecchio mio.
- Hai sentito dire che si fa di cocaina?
- Mmm. S. E come il nonno: nervoso. Ha bisogno di
un sostegno a cui appoggiarsi. Non mi  mai stato facile
stare con lui.
- Neanche a me, - ribatte lui, quasi con ansia, e a quel
punto tutto gli fuoriesce in un fiotto inarrestabile. - La
settimana scorsa sono andato a trovarlo per chiarire questa
faccenda della cocaina, ne avevo appena saputo qualcosa,
ma lui non c'era, come ormai succede regolarmente, per
c'era questo tipo che ha assunto per gestire le pratiche,
uno che sta morendo di AIDS, cose da matti. Be', quando
gli ho chiesto di vedere i libri contabili mi ha praticamente
fatto il gesto dell'ombrello, dicendo che dovevo avere
l'autorizzazione di Janice. E lei, la stupida, non vuole darmela.
Credo abbia paura di quello che potrebbe scoprire.
Che  stata derubata a man bassa dal suo stesso figlio. Le
vendite dell'usato sono troppo scarse,  da mesi che i rendiconti
mensili mi danno l'idea di essere fasulli.
- E se non lo capisci tu... E un bel problema, - conviene
Charlie, allungando di nuovo la forchetta. Una noce di
macadamia - al giorno d'oggi costano circa venticinque
centesimi l'una - schizza in direzione di Harry e soltanto
la sua prontezza di riflessi impedisce che gli caschi in grembo
macchiando con l'olio dell'insalata i comodi pantaloni
color ruggine che ha tolto quel giorno stesso dal pacco
della tintoria. Se li  messi per la prima volta, nella prima
giornata di primavera che gli sembra veramente calda. Il
movimento improvviso gli provoca una fitta bruciante nella
cassa toracica. Il bambino cattivo  ancora l che gioca
con i fiammiferi.
Cercando di ignorare il dolore, riprende: - E adesso ci
arrivano queste telefonate a ore strane, tipi con voci minacciose
che chiedono di Nelson oppure che dicono direttamente
a me che vogliono soldi.
- Hanno la mano pesante, - fa Charlie. - La roba  un
grosso affare -. E allunga ancora una volta la forchetta.
- Ehi, lascia qualcosa anche a me. Come fai a restare
cos magro? Allora, che devo fare?
- Forse sarebbe il caso che Janice parlasse con Nelson.
- Esattamente quello che le ho detto io.
- Be', e allora?
- Quella troia non vuole farlo. Almeno finora, che io
sappia.
- Buona, - tergiversa Charlie, - questa roba salutistica,
ma  come la cucina cinese: non riempie.
- Allora, potrei sapere il tuo verdetto?
- Certe volte, tra moglie e marito, si ingarbuglia tutto.
Vuoi che faccia un sondaggio con la vecchia Jan-Jan, per
vedere come la pensa?
Lui ha una lunga esitazione, ma finalmente risponde:
- Sarebbe fantastico, Charlie.
- I signori desiderano un dessert?
Jennifer si  materializzata davanti ai loro occhi. Voltando
la testa, sorpreso dal suono della sua voce cos dolcemente
impacciata, Coniglio pu constatare a pochi centimetri
dai propri occhi che come al solito Charlie ha ragione:
due tette grosse, sgraziate e cariche di odio per s
stesse com' tutta la persona della donna. Due tette in
cui i genitori devono averle ficcato un sacco di proteine,
di Cheerios, di pane vitaminizzato. Date le condizioni di
fragilit e pesantezza in cui si sente, gli sembrano altri due
fardelli messi li sulla sua testa. Il davanti teso del grembiule
si solleva, Jennifer sta prendendo fiato per annunciare:
- La nostra specialit di oggi  una torta con ricotta fatta
da latte di capra sgrassato e servita con una squisita crema
di ribes selvatico.
Coniglio, con le sopracciglia ancora eccitate dal petto
della cameriera, getta un'occhiata a Charlie. - Che ne dici?
L'altro si esibisce in una scrollata di spalle che non  di
nessun aiuto. -  il tuo funerale.
Il telefono suona, suona, come se qualcuno stesse versando
della fastidiosissima acqua fredda dentro le muschiose
fessure calde del suo sogno. Un sogno in cui, avendo
trovato un'apertura giusta per lui, ci si stava insinuando.
Il telefono  dalla parte di Janice, quindi si allunga a
cercarlo oltre il suo corpo ostinatamente addormentato e,
con la gola secca per aver respirato a bocca aperta, gracchia:
- Pronto? - L'orologio del comodino sembra avere
una lancetta sola, finch non si rende conto che sono le due
e dieci. Aspettandosi una delle solite voci maschili, dice a
s stesso che quando vanno a letto bisogna che stacchino
il telefono di sotto. Il battito del suo cuore sembra riempire
la camera buia fino agli angoli, in maniera soffocante.
Invece  la voce di una donna, tremula, giovane. - Harry?
Sono Pru. Perdonami se vi ho svegliato, ma io... - Vergogna
e timore le inceppano la voce, riducendola al silenzio.
Si sente esposta.
- Su, dimmi, - la esorta lui con dolcezza.
- Sono disperata. Nelson  impazzito, ha gi picchiato
me e ho paura che cominci anche con i bambini.
- Eh? - chiede lui, stupidamente. - Nelson non lo farebbe
mai -. Invece sono cose che capitano, sui giornali
se ne leggono di continuo.
- Chi diavolo ? - chiede Janice in tono seccato, anche
lei strappata ai suoi sogni. - Digli che di soldi non ne hai.
Appendi.
All'altro capo del filo Pru sta singhiozzando. - ... non
posso pi sopportare...  un tale inferno... da anni.
- S, s, - dice lui, continuando a sentirsi stupido. - Ti
passo Janice, - conclude poi, dando la patata bollente
all'annaspante mano della moglie che spunta dalle coperte.
Questo improvviso squarcio dell'intimo di Pru, il suo
cuore rovente di infelicit, gli hanno dato il senso di qualcosa
di illecito. Quindi accende la luce dal suo lato del letto,
come se potesse servire a chiarire definitivamente la
situazione. La copertina bianca del libro di storia che sta
ancora cercando di portare avanti, con il veliero racchiuso
in un ovale di nuvole e mare, manda lampi di luce sotto il
paralume plissettato. Da quando ha cominciato a leggerlo,
quel pomeriggio del Natale scorso, l'autrice  morta,
gettando sul libro una sorta di maleficio. Non finirlo, secondo
lui, porterebbe male.
- S, - sta dicendo Janice nella cornetta, ad ampi intervalli.
- S. Eh? S -. E continua: - Arriviamo subito. Tu
intanto stai lontana da lui. Perch non vai nella stanza di
Judy, con lei, e non vi chiudete dentro? A quella porta la
mamma aveva fatto mettere una serratura: dovrebbe esserci
ancora.
La voce di Pru continua a crepitare, come un acido capace
di incidere il silenzio della notte, la pace che c'era
in quella camera fino a dieci minuti prima. A lui torna in
mente qualche brandello del sogno interrotto. La visita a
un posto che conosceva benissimo, su un veicolo simile a un
tram, s, uno di quei tram di una volta; il tessuto fitto dei
sedili di bamb, si era dimenticato com'erano fatti, l'odore
che mandavano quando il sole li riscaldava, e le maniglie di
porcellana per appendersi, i bottoni da premere, anch'essi
di porcellana, le polverose grate di ferro ai finestrini, l'aria
e la luce che entravano per andare ad accarezzare gli antiquati
cappelli di paglia, quelli delle donne adorni di fiori
di carta; allegri, avevano tutti una meta precisa, un parco
di divertimenti, una fiera... chi c'era con lui? Una sua
vecchia fiamma, una ragazza con cui usciva allora, seduta
sul sedile accanto, ma non riesce a rievocarne il volto. Il
tunnel dell'amore. Il tram si trasformava in qualcosa che
li - che lo - trasportava in un confortevole tunnel dell'amore.
Ci stava bene.
- Non puoi farti dare una mano dai vicini?
Altro crepitio, altri singhiozzi. Coniglio le fa il segno
taglia della TV - un dito sulla gola - ed esce dal letto.
Mentre posa i piedi nudi sul tappeto, gli arriva alle narici
il sentore del suo corpo, un odore stantio di carne e formaggio.
Nella loro camera da letto, in quella casa in pietra
calcarea, c' una moquette beige chiaro a maglia larga di
antron: quando l'hanno ordinata, una casa rivestita con
la stessa moquette in tinta unita gli pareva confortevole e
moderna, ma ormai vivono li da dieci anni, e in certi punti
- appena superata la porta d'ingresso, nel corridoio fuori
dalla porta della cantina, in camera, su entrambi i lati
del letto - si sono depositati sporcizia di scarpe e sudore
di piedi a formare un velo grigio che nessun detersivo per
tappeti  capace di eliminare: una sudicia, grossa impronta
digitale lasciata dalla vita. I tappeti variegati di quando
era ragazzo - fiori sugli angoli, viticci e labirinti, che
aveva l'abitudine di seguire con lo sguardo fino a sentirsi
perduto in una giungla - lo sporco riuscivano chiss come
a inghiottirlo, e poi in questa stagione le massaie di tutta
Jackson Road lo eliminavano a furia di battipanni, sui fili
del bucato nei giardini sul retro, riempiendo la fresca aria
d'aprile di mulinelli di polvere che andavano a perdersi nella
generale polvere dell'universo. Prende dal com biancheria
pulita e calze e resta un attimo interdetto: che cosa si
indossa per un atto di violenza? Il cervello schizza come
se stesse facendo surf sul pompare del cuore.
- Ciao, tesoro, - sta intanto dicendo Janice in un tono
di voce diverso, pi alto, da nonna. - Non avere paura.
Ti vogliamo bene tutti. Anche il tuo pap ti vuole bene,
certo, moltissimo. Il nonno e io arriviamo subito. Bisogna
che ci lasci vestire, in modo che possiamo uscire. Ci vorr
soltanto una ventina di minuti, tesoro. Facciamo in fretta,
certo. Tu intanto comportati bene e fa' quello che ti dice
la mamma -. Quindi posa la cornetta e fissa il marito da
sotto i radi riccioli scarmigliati. - Mio Dio, - dice. - Pensava
di aver nascosto della cocaina in non so quale posto e
quando non l'ha trovata ha dato un pugno in faccia a Pru
e poi ha spaccato tutto quello che c'era in bagno.
- Eh, gi, lui vuole, vuole, - le risponde lui.
- Le ha detto che lo stiamo derubando tutti quanti.
- Ah, - replica lui, intendendo dire che  esattamente
il contrario.
- Come fai a ridere? Si tratta di tuo figlio, - esclama
invece Janice.
Chi  questa donna, questa donnetta dura come una
noce, per apostrofarlo in quel modo? Eppure si sente rimproverato.
Non replica nulla, dicendo invece in tono misurato,
da persona matura: - Be', probabilmente  un bene
che questo nodo sia venuto al pettine, purch alla fine
si sopravviva tutti. Finalmente la cosa esce allo scoperto.
Lei si mette la tuta che alla luce del giorno, li al Nord,
non indossa mai, quella color salmone con le maniche e i
pantaloni blu cobalto. Lui invece opta per un paio di calzoni
di cotone stirati, freschi di guardaroba, con la camicia
cachi che si mette per fare qualche lavoretto in giardino e
la giacca pi vecchia che ha, velluto verde a coste larghe
con bottoni di pelle: un look da sabato pomeriggio disinvolto,
pi o meno. Il pensionamento li ha resi entrambi
pi attenti al modo in cui vestono: in Florida i pensionati
cambiano abito ogni giorno, come se fossero diventati le
bamboline di carta di s stessi.
Per questa disperata missione nel cuore della notte prendono
la Celica grigio ardesia, l'auto che ricorda di pi la
Batmobile e l'acciaio. Lungo le tortuose strade di Penn
Park, immerse nel silenzio, le querce stanno appena mettendo
le gemme, mentre gli aceri si stanno riempiendo,
non pi nella sfumatura rossa ma fitti di traslucide foglie
nuove, tenere. Qua e l in qualche casa si vede ancora acceso
un lume notturno, al piano superiore, o una luce del
portico sul retro per tenere lontani dalla spazzatura gatti
e procioni, ma a competere con la luna ci sono soltanto i
lampioni. Le grosse piante in cespuglio dei giardini ben
curati - tassi, tuie, rododendri - sembrano allertate dalla
notte, creature della giungla venute all'abbeveratoio per
bere e colte dal flash di un apparecchio fotografico. Fa un
effetto strano pensare che mentre noi dormiamo questi cespugli
sono svegli, impegnati a esalare ossigeno, a crescere:
non dormono. Cos come non dormono le stelle, che brillano
sopra i tetti delle case e le chiome degli alberi in una
fredda spolverata disposta ad arco. Perch noi dormiamo?
A che cosa andiamo a riunirci? Quel sogno. Come lo avvolgeva
alla perfezione. Da alcune angolazioni, ai suoi occhi
l'asfalto illuminato sembra neve. Penn Park si trasforma in
West Brewer, dove sul Penn Boulevard imbiancato e deserto
sono ancora sveglie e in movimento un paio di auto: un
prolungamento di Weiser Street, con il parcheggio di un
supermercato su un lato e sull'altro una bassa sfilata di
botteghe degli anni Trenta, in mattoni, angusti negozietti
dove si vendono bottoni, abiti da sposa, pastarelle, cioccolato
Zipf, televisori Sony, kit per costruire modellini di
aerei: continuano a produrli e venderli anche in quest'ra
in cui i bambini sembra siano tutti dei pelandroni perennemente
sdraiati davanti alla TV e gli aerei sono enormi jet
che rotolano nell'aria con i loro corpaccioni e con un naso
nero da panda, e non lucenti macchine di morte come gli
Zero, i Messerschmitt, gli Spitfire, i Mustang. E curioso
che, contemporaneamente a tutte le fatiche belliche su scala
mondiale, i fabbricanti avessero anche l'autorizzazione
a costruire questi modellini, per tenere alto il morale della
societ infantile. Tutte le botteghe sono chiuse. Nella vetrina
di un fioraio vede una luce viola che va crescendo di
intensit e in una bottega di animali un acquario dall'illuminazione
fioca. Le auto parcheggiate lungo i marciapiedi
esibiscono una gamma di colori ultraterreni, non pi il
rosso, l'azzurro e il crema, ma certe cineree ombre lunari
che non assomigliano a nulla che si possa vedere o anche
soltanto immaginare alla luce del giorno.
Coniglio manda gi una pillola di nitroglicerina dicendo
a Janice in tono accusatorio: - Secondo i medici dovrei
tenermi alla larga dalle grane.
- Non sono stata io a buttarti gi dal letto alle due del
mattino ma tua nuora.
- S, perch il tuo prezioso figlio la stava picchiando.
- Secondo lei, - ribatte Janice. - La versione di Nelson
non l'abbiamo ancora sentita.
La parte inferiore della lingua gli brucia. - Che cosa ti
fa pensare che abbia una sua versione? Che cosa intendi
dire, credi che Pru stia mentendo? Perch dovrebbe farlo?
Perch dovrebbe svegliarci alle due di notte per raccontarci
una palla?
- Ha i suoi programmi, come si usa dire. Nelson  stato
una buona occasione quando si  ritrovata incinta, ma
adesso che ha qualche guaio non lo  pi, per cui, se vuole
trovarsi un altro uomo, bisogna che faccia in fretta, visto
che la sua bellezza non  destinata a durare in eterno.
Lui scoppia a ridere, ammirato. - Hai tracciato un quadro
completo, eh? - Con discrezione, laggi in fondo, il
buco del culo pizzica per effetto della pillola. - Per lei 
veramente bella, eh? Ancora adesso.
- Certi uomini pare la pensino cos. Quelli a cui non
dispiacciono le donne robuste. Se c' una cosa di lei che
non mi  mai piaciuta  proprio il fatto che fa sembrare
Nelson pi basso di quello che .
-  basso, - ribatte lui. - E non capisco come mai. I miei
genitori erano alti tutti e due. Nella mia famiglia lo siamo
sempre stati tutti.
Janice riflette in silenzio sulle proprie responsabilit
nella bassa statura del figlio.
Per arrivare a Mt Judge attraverso Brewer c' un'infinit
di strade, ma quella sera, visto che le vie sono completamente
deserte e i semafori lampeggiano gialli, lui opta
per la pi diretta, che passa per il Running Horse Bridge,
e che una volta lui e Jill hanno fatto a piedi, anche se
non cos in l nella notte, immediatamente dopo Weiser
Street, superando l'edificio d'angolo che ospitava l'accogliente
jimbo'S lounge (pi che accogliente a dire il vero,
finch certi guai con la polizia non ne avevano provocato
la chiusura) ora ridipinto in colori pastello da condominio
e trasformato in una serie di uffici per avvocati e consulenti
finanziari yuppie, le pompe funebri Schoenbaum nel
loro maestoso edificio di mattoni bianchi, sulla sinistra, e
la bottega del calzolaio che vende i giornali di New York
e le noccioline tostate, le migliori di tutta la citt, sempre
l, nonostante tutti gli anni che sono passati da quando
lui era un bambino non molto pi grande di Judy. Il suo
ideale di lusso, allora, consisteva nel fare, di sabato mattina,
il giro della montagna in tram per scendere nel centro
di Brewer a comprare un sacchetto da dieci centesimi
di noccioline ancora calde di tostatura, andandosene poi
a zonzo spezzandole tra i denti e lasciando cadere le bucce
ovunque capitasse, ovvero ai suoi piedi lungo i marciapiedi
di Weiser Square. Una volta un vecchio barbone
lo aveva sgridato perch sporcava: a quei tempi avevano
una coscienza civica persino loro. Ora invece il centro 
spettrale, deserto nei suoi colori lunari e chiuso al traffico
all'altezza della Quinta Strada, dove si intravede la piccola
foresta piantata dagli urbanisti di Atlanta per farne
una zona pedonale, con i suoi rami spettrali sotto i fortissimi
lampioni azzurrati messi l per scoraggiare il gioco
d'azzardo, le pratiche erotiche e lo spaccio di droga sotto
quegli alberi che diventano sempre pi alti ogni anno che
passa, rendendo ancora pi tetra la zona. Coniglio svolta
a sinistra sulla Quinta, procedendo oltre l'ufficio postale
e il Ramada Inn che una volta era il Ben Franklin, con
il suo grande salone da ballo che gli fa sempre venire in
mente Mary Ann con le crinoline e quella fragranza tra le
gambe, fino a Eisenhower Avenue, oltre il numero 1024
dove Janice era andata a tapparsi quella famosa volta con
Charlie, facendo poi una svolta ad angolo ottuso sulla destra
e inoltrandosi nella zona latinoamericana che un tempo
era quella degli operai di origine tedesca, attraversando
le vie intitolate all'inverno, alla primavera e all'estate,
con le loro luci accecanti e qualche ombra in movimento
qua e l, ispanici in cerca di chiss quale traffico particolare,
le notti sono ancora troppo fresche perch si riversi in
strada tutto il consueto pattume, fino a Locust Boulevard
e alla facciata della Brewer High School, monumento alla
Depressione coperto di iscrizioni latine, con la sua aria
gonfia di aspirazioni al bene comune, un'aria vagamente
comunista, perch infatti negli anni Trenta tutto il paese
era orientato al comunismo, il popolo non era egoista come
adesso: quell'edificio  stato costruito l'anno in cui  nato
lui, il 1933, e a quanto sembra  destinato a sopravvivergli.
In mattoni giallo chiaro e pietre angolari di granito, se
ne sta abbarbicato al versante della montagna come una
grandiosa apparizione.
- Cosa credi intendesse dire, - chiede a Janice, - con
l'espressione impazzito? Quanto si pu dare di matto
per effetto della cocaina?
- Doris Kaufmann, voglio dire Eberhardt, ha un cognato
il cui figliastro di primo letto della moglie ha dovuto farsi
ricoverare in un centro di disintossicazione, nella zona centrale
dello stato. Era diventato paranoico e si era convinto
che Hitler fosse ancora in vita e avesse agenti dappertutto
soltanto per catturare lui. Era ebreo, naturalmente.
- Picchiava moglie e figli?
- Non era sposato, credo. Comunque non  sicuro che
Nelson abbia minacciato i bambini.
- Pru ha detto cos.
- Era molto agitata. Pi di tutto credo che a metterla
in agitazione siano i problemi di soldi.
- Perch, a te non creano agitazione?
- Non quanto sembrano far diventare isterici te e Pru.
Dei soldi non mi sono mai preoccupata, Harry. Pap diceva
sempre: Se non ho due monete da cinque centesimi
da strofinare insieme, lo faccio con due da un centesimo.
Aveva fede che il necessario sarebbe sempre stato capace
di metterlo insieme, e infatti cos  stato, e io penso di
aver ereditato questa sua filosofia.
-  per questo che continui a consentire a Nelson di
proseguire nei suoi crimini?
Janice sospira, risultando pi simile che mai a sua madre,
Bessie Koerner Springer, capace di vivere tutta una vita
sovrappeso senza mai fare un solo movimento di ginnastica
al di l delle faccende domestiche, di starsene seduta nella
sua grande casa con le tapparelle abbassate per tenere tende
e tappezzeria al riparo dal sole a sospirare per i dolori
alle gambe. - Che cosa posso fare concretamente, Harry?
Non  pi un bambino: ha trentadue anni.
- Tanto per cominciare potresti licenziarlo dal terreno.
- Certo, e dici che posso licenziarlo anche come figlio
dicendogli che mi spiace ma non ha funzionato come avrebbe
dovuto?  il nipote di mio padre, non scordartelo. Quel
terreno pap lo ha costruito dal nulla, ed era suo desiderio
che a gestirlo fosse Nelson, anche se dovesse distruggerlo.
- Davvero? - Una visione tanto catastrofica lo riempie
di meraviglia. I soldi fanno perdere la testa. Scommesse
da un milione. I famosi junk bond, titoli spazzatura.
- Non potresti mandarlo via per un po', finch non si d
una raddrizzata?
Nel tono di Janice c' una vena di impazienza, di fatica.
- Facile per te dire una cosa del genere. Sei ancora seccato
da quando Lyle ti ha detto che la vera padrona sono
io e di conseguenza stai cercando di farmi soffrire. Fa' tu.
Fa' tutto quello che ritieni opportuno e di' pure che sono
stata io a dirtelo. Sono stufa di questa storia. Sono stufa
di te e Nelson che continuate le vostre vecchie polemiche
attraverso la mia persona.
Adesso che la Celica procede pi rapidamente nel parco
cittadino, i lampioni stradali gli mandano sulle mani
barbagli di luce pi veloci: superano i campi da tennis e
il carro armato della Seconda guerra mondiale, dipinto di
un verde intenso per prevenire la ruggine e poi ridipinto
tante di quelle volte che a questo punto l'esatto verde
militare che ricorda lui non esiste pi. Come si chiamava?
Grigio oliva. Sotto quella raffica di lampioni si sente
bombardato, la stessa Brewer appare priva di vita come
le citt tedesche del dopoguerra distrutte dalle bombe.
- Non mi crederebbero, - ribatte in tono velenoso. - Si
rivolgerebbero ugualmente a te. E poi sono anch'io come
te... - continua in tono addolcito, - ho paura di quello che
potrebbe saltare fuori.
Dopo il parco c' un cartello che segnala lo stop con la
sua luce rossa, poi una casa con torretta, piuttosto conosciuta
nella zona, con il tetto in tegole rotonde di ardesia
a spina di pesce, per ultimo un centro commerciale, con
l'insegna del multisala che annuncia vieni a vedere la
COPPIA DEI TUOI SOGNI CHE NE DICE DI TUTTI I COLORI COMPLETAMENTE
fuori controllo. Quindi eccoli sulla 422, in
una zona che hanno dentro le ossa, strade che da bambini
hanno attraversato e riattraversato in tutte le stagioni,
Central Street, Jackson Street, Joseph Street: gli idranti e
le buche postali del quartiere di Mt Judge sono come tanti
bottoni che allacciano l le loro vite, le loro vite vere,
ora private dei loro colori in questo nadir della notte, in
queste strade che sotto l'azzurro bruciante dei lampioni
al sodio sembrano tondeggianti come forme di pane con
una crosta di neve, circondati da quei portici che con i loro
pilastri di mattoni sembrano minacciose postazioni, al
di l delle loro anguste, piatte strisce di prato all'inglese e
delle aiuole di tulipani. Al numero 89 di Joseph Street ecco
la grande casa degli Springer, con i suoi ornamenti in
stucco, dove a Coniglio, quando corteggiava Janice, dava
un fastidio terribile venire, perch faceva sembrare la casa
dei suoi in Jackson Road povera e un po' fuori mano;
 completamente illuminata, come una nave che stia andando
a fondo tra le silenziose, oscure cime degli alberi e
i tetti pi alti della citt. L'immensa mole del faggio rosso,
sulla sinistra, dove un tempo c'era la loro camera da
letto, un albero talmente fitto da non far mai passare il
sole, con quelle noci che scoppiando lo tenevano sveglio
tutta la notte,  scomparsa, cos che ora quel lato  spoglio
e le finestre sono esposte al calore.  stato Nelson a
farlo abbattere. Si stava mangiando tutta la casa, pap.
Quel lato era talmente umido che era impossibile far durare
la vernice sulle perlinature. Non cresceva nemmeno il
prato. Lui non aveva saputo ribattere, dire che il rumore
della pioggia su quel grande faggio era stata l'esperienza
della natura pi intensamente mistica che avesse avuto in
vita sua. Oltre, com' ovvio, a una pallina da golf in un
tiro perfettamente pulito.
Parcheggiano fuori, sotto gli aceri che data la stagione
stanno spargendo una peluria verde chiaro e una sostanza
appiccicosa.  una cosa che odia del dover parcheggiare
l. Luned gli toccher lavare l'auto.
Pru  rimasta all'erta ad aspettare il loro arrivo. Non
appena mettono piede sulla veranda, infatti, apre loro la
porta dall'interno, come se ci fosse una cellula elettrica.
Come ha fatto Thelma, l'altra settimana. Con lei c' Judy,
in un peloso pigiama Oshkosh ormai troppo piccolo. I suoi
piedi, insieme ai diversi centimetri di caviglia che rimangono
esposti, appaiono sorprendentemente lunghi, bianchi
e ossuti.
- Dov' Roy? - chiede immediatamente Harry.
- Nelson lo sta mettendo a letto, - risponde Pru con
una torsione della bocca verso il basso, di lato, quasi volesse
scusarsi.
- A letto? - chiede lui. - Ti fidi a lasciarglielo?
- Oh, s, - risponde lei. - Dopo che vi ho telefonato si
 calmato. Credo che il fatto di avermi picchiata cos forte
lo abbia sconvolto. Gli ha fatto bene -. Nella luce intensa
dell'ingresso vedono perfettamente il livido rosato che le
scorre lungo tutto uno zigomo, l'asimmetrico gonfiore del
labbro superiore, il rossore attorno agli occhi: pare quasi
che Pru se li sia sfregati furiosamente con uno strofinaccio.
Indossa l'accappatoio corto e trapuntato, a belle di giorno,
per non sopra le gambe nude, come in Florida. Sotto
porta una camicia da notte lunga, azzurra. Ma attraverso il
tessuto sottile si vede il profilo delle gambe, come pesci in
movimento nell'acqua torbida. Poich i piedi sono chiusi
nelle pantofole con il bordo in finta pelliccia, lui non pu
verificare lo stato dello smalto sulle unghie.
- Ehi, come sarebbe? Un falso allarme?
- Quando avrai visto Nelson, credo che non lo penserai
pi, - ribatte Pru, rivolgendosi poi all'altra donna. - Ne
ho abbastanza, Janice. Voglio andarmene. Ho cercato di
tenere duro pi che ho potuto, ma non ce la faccio pi -. Gli
occhi che le hanno arrossato le palpebre con le loro lacrime
tornano a inumidirsi e Pru abbraccia la suocera, quasi
cercando conforto nella sua maggiore et, prima ancora che
Janice si sia completamente raddrizzata dopo essersi chinata
a salutare Judy con un bacio e una stretta affettuosa.
Lo stomaco di Harry si contrae: avverte il tentativo di
Pru di stabilire un legame di vasta portata, ma anche la
resistenza opposta da sua moglie. Pru  stata allevata nella
confessione cattolica,  incline agli atteggiamenti melodrammatici,
ai grandi gesti, mentre Janice  una piccola,
austera protestante.
Judy lo prende per la punta delle dita. Quando lui si china
per darle un bacetto sulla guancia, i suoi capelli gli entrano
negli occhi. La bambina si lascia sfuggire un risolino
e gli dice all'orecchio: - Pap  convinto di avere delle formiche
che gli camminano addosso dappertutto.
- Ha sempre prurito, - conferma sua madre, avvertendo
che il tentativo di trovare in Janice un'alleata per il suo
progetto di fuga  fallito: deve mettere sul piatto in maniera
convincente qualche altro aspetto della situazione.
-  la coca. Si chiama formicolazione. Nelson ha i recettori
nervosi fottuti. Chiedetemi qualsiasi cosa. So tutto.
E ormai un anno che frequento i Tossicodipendenti Anonimi
di Brewer.
- Ah, - commenta Coniglio, a cui il suo tono deciso non
piace del tutto. - E cos'altro dicono?
Lei gli rivolge uno sguardo franco, due occhi verdi che
splendono di lacrime e agitazione, riuscendo a scoccargli
uno di quei suoi sorrisi, storti verso il basso. Ma questa
sera il gonfiore al labbro superiore d al sorriso uno strano
velo di tristezza. - Ti dicono che non  un tuo problema:
i drogati possono aiutarsi soltanto da s. Per cos il
problema rimane.
- Che cos' successo esattamente questa sera, qui? -
chiede lui. Deve continuare a parlare. Avverte che Janice
si sta tirando indietro, sta prendendo le distanze in un
modo irritante, come quando hanno portato i bambini ai
Jungle Gardens con la Camry.
Non trovando i nonni divertenti come al solito, Judy si
allontana dal fianco di Harry per addossarsi alla madre, premendole
contro il ventre la piccola nuca color carota. Pru
le circonda protettivamente la gola con un avambraccio coperto
di peluria e lentiggini. Ora a fissarli sono due paia di
occhi in due diverse tonalit di verde come se lui e Janice
non fossero la squadra di soccorso ma due nemici invasori.
La voce di Pru  dura e stanca. - Il solito casino.  tornato
a casa dopo l'una e io gli ho chiesto dov'era stato, al
che lui ha ribattuto che non erano affari miei; probabilmente
io non l'ho presa bene come al solito, perch lui ha
detto che se le cose stavano cos allora aveva bisogno di
una sniffata per calmare i nervi. Dopodich, visto che la
coca non era dove pensava di averla nascosta, ovvero in
una bottiglietta di aspirina in bagno, si  messo a spaccare
tutto e, quando gli ho chiesto di smetterla, si  messo a
inseguirmi per tutta la casa per picchiarmi.
- Cos io mi sono svegliata, - interviene Judy. - Per
scappare da lui la mamma si  rifugiata in camera mia e
pap aveva una faccia stranissima, come se veramente non
vedesse pi niente.
- Aveva un coltello o roba del genere? - chiede Harry.
All'idea le sopracciglia di Pru si inarcano. - Nelson non
andrebbe mai a prendere un coltello. Non pu sopportare
la vista del sangue e in cucina non d mai una mano. Non
saprebbe nemmeno da che parte usarlo.
- Dopo per ha detto che gli dispiaceva moltissimo, -
aggiunge Judy.
Pru ha continuato a lisciarle i lunghi capelli rossi, allontanandoglieli
dalla faccia, e ora, toccandosi la fronte e le
guance soltanto con il medio delle due mani, tira indietro
i suoi. Non ha pi quel suo look da sfinge, i capelli le pendono
molli sulle spalle. - Dopo che ho telefonato a voi si
 calmato. Li hai chiamati? - mi ha chiesto. -  incredibile.
Hai chiamato i miei genitori. Sembrava quasi troppo
sbalordito per arrabbiarsi. Continuava a dire che era la
fine e che gli dispiaceva moltissimo per tutto. Cose senza
senso -. Fa una smorfia e allontana con dolcezza da s la
figlia, stringendosi l'accappatoio in vita, con un brivido.
Per un attimo sembra che ognuno di loro abbia dimenticato
la battuta da pronunciare. Nelle situazioni di emergenza
c' qualcosa nel nostro istinto che tende a sminuire, che
cerca di riportare l'evento non trascurabile alla trascurabilissima
norma. - Forse  il caso che prepari una tazza di
caff, - conclude Pru.
- Non sar meglio salire da Nelson, prima? - chiede
Janice.
Judy annuisce calorosamente facendo loro strada sulle
scale. Seguendo i suoi lattei piedi nudi su per i gradini,
Harry si sente in colpa del fatto che la sua nipotina debba
portare un pigiama troppo piccolo mentre tutti i nuovi
conoscenti che si sono fatti in Florida hanno pantaloni
di colore diverso per ogni giorno della settimana e una
ventina di giacche sportive appese nei sacchi della tintoria.
La casa, che lui ricorda dai tempi in cui ci abitavano
gli Springer, quando erano pi giovani di quanto non sia
lui adesso, a guardarla bene gli sembra ammobiliata in un
modo piuttosto patetico, con residuati del tempo che fu,
compresa la sgangherata vecchia Barcalounger marrone
che era il trono di Fred Springer insieme ad altra roba pi
recente, ordinaria, comprata da Schaechner o in uno dei
tanti squallidi negozi di mobili a poco prezzo sorti come
funghi su tutte le grandi arterie che portano fuori citt, tra
i concessionari di automobili e i fast food. Sulle scale c'
ancora la logora guida turca imbullonata li dagli Springer
quarant'anni fa. La casa  passata a Nelson e Pru in pi
tappe e i due giovani non sono mai arrivati a considerarla
veramente loro. Si cerca di fare qualcosa di carino per i
figli, gli si offre una scorciatoia nella vita, una spintarella,
e il gesto si rivela un errore, gli taglia le gambe. Questa
non  la casa adatta a una giovane coppia.
Il fatto che tutte le luci siano accese le conferisce un'atmosfera
nervosamente surriscaldata. Salgono le scale in fila
indiana, Judy, lui, Janice e Pru, che forse a questo punto
si  pentita di averli chiamati e preferirebbe curarsi la
faccia e programmare da sola la mossa successiva. Nelson
li accoglie nel corridoio, con Roy in braccio. - Ah, - dice,
vedendo il padre, - ecco il grande capo.
- Non mi insultare, - ribatte lui. - Preferirei certamente
essere a letto a casa mia.
- L'idea di telefonarvi non  stata mia.
- S, per lo  stata quella di picchiare tua moglie, di terrorizzare
i tuoi figli e nel complesso di comportarti come
una merda -. Harry fruga nella tasca laterale dei pantaloni
di cotone per accertarsi che il flaconcino di pillole per
il cuore sia l. Nelson sta cercando di fare il disinvolto: ha
ancora addosso i pantaloni sportivi neri e la camicia bianca
con cui  uscito per andare a divertirsi in citt e tiene il
bambino in braccio, ma i capelli sempre pi radi sono irti
e gli occhi, nelle orbite incavate, hanno un'espressione
folle, sono pieni di scintille riflesse come anni prima fuori
da quella casa in fiamme, al 26 di Vista Crescent. Anche
in piena luce, adesso, le pupille appaiono dilatate, di un
nero lustro; tutto il corpo  in preda a un tremito, a un brivido
intermittente, come se quella notte di quasi maggio
fosse gelida.  ancora pi magro che in Florida, lo stesso
sgradevole naso dall'aria dolente spiove su quella cazzo di
peluria di baffi. E l'orecchino  sempre l.
- Chi saresti tu, per andare in giro a stabilire chi  che
si sta comportando come una merda? - gli chiede Nelson,
aggiungendo: - Ciao, mamma. Bentornata a casa.
- Cos non va, Nelson.
- Dammi Roy, - dice Pru, con voce fredda e neutrale,
passando davanti ai nonni e prendendo il bambino addormentato
dalle braccia del marito senza guardarlo. Il peso le
strappa un grugnito involontario. Quando arriva sotto la
lampada del corridoio, che ha un paralume di vetro sfaccettato
simile un vassoio per le caramelle, la luce le stende
sul capo una corona di luce. Lei procede oltre entrando
nella camera di Roy, che  quella che aveva Nelson da ragazzo,
quando Coniglio rimaneva sveglio a letto ad ascoltare
Melanie che attraversava furtivamente il corridoio
per spostarsi dalla camera dove dormiva, la cameretta sul
davanti, con il manichino per gli abiti, a quella. E adesso
fa la gastroenterologa. Nella cruda luce che piove dall'alto,
il pallido viso di Nelson mostra un disagio quasi elettrico
unito a un'ostilit impertinente, mentre su quello di Janice
 dipinto qualcosa di oscuramente confuso, una fuga nelle
ombre della mente: ha una capacit di confondersi che gli
ha sempre fatto paura. Capisce che deve continuare ancora
a condurre le danze. La piccola Judy gli rivolge dal basso
uno sguardo luminoso, contenta di essere sveglia oltre
che testimone di queste faccende da adulti. - Non possiamo
restare qui nel corridoio, - dice. - Che cosa ne direste
della camera con il letto matrimoniale?
La loro vecchia camera da letto, ora diventata quella di
Nelson e Pru. Il copriletto  cambiato - la vecchia trapunta
nello stile olandese della Pennsylvania ha ceduto il posto
a un piumino a rose gialle: a Pru piacciono i tessuti a fiori
- ma il letto scricchiola sempre, con quella testiera con i
pomelli laccata, che quando si cercava di leggere non reggeva
mai perfettamente la schiena. Sui comodini le riviste
sono cambiate - Racing Cars e Rolling Stone invece
di Time e Consumer Reports - ma da quello che era
il suo lato c' sempre il comodino di ciliegio, con il cassetto
che faticava ad aprirsi. Tra le fotografie incorniciate sul
cassettone ce n' una di lui stesso e Janice, occhi annebbiati,
tinte chiare, fatta il giorno delle nozze d'argento, nel marzo
dell'81. Sembrano imbalsamati, pensa Coniglio, sospesi
in quella bolla di tempo colorata. Anche in quella stanza la
lampada a soffitto, in vetro come quella del corridoio, manda
una luce infernale. - Vi spiace se la spengo? - chiede
lui. - Con tutte queste luci mi sta venendo il mal di testa.
- Il grande capo sei tu. Fa' pure, - ribatte acidamente
Nelson.
- Quando lui la stava inseguendo, la mamma mi ha detto
di accenderle tutte, - spiega Judy. - E poi mi ha detto
che se la situazione peggiorava dovevo buttare una sedia
dalla finestra sul davanti e gridare aiuto, in modo da farmi
sentire dalla polizia.
Con la luce spenta, Coniglio individua nel golfo di aria
tenebrosa all'esterno il punto dove un tempo c'era il faggio.
La casa dei vicini  meno distante di quanto avesse
pensato, nei dieci anni in cui ha vissuto l. Al piano di sopra
anche le loro luci sono accese. Intravede segmenti di
mobili e pareti, ma nessun essere umano. Forse stavano
pensando di chiamare la polizia. E magari lo hanno fatto.
Accende la lampada sul comodino di ciliegio, in modo che
i vicini possano guardare dentro e vedere che la situazione
 completamente sotto controllo.
- Pru ha reagito a sproposito, - spiega Nelson, gesticolando
a scatti. - Io stavo cercando di arrivare a una conclusione,
ma lei non voleva stare ferma. Non mi ascolta pi.
- Forse non le dici abbastanza sugli argomenti di cui
vorrebbe sentirti parlare, - ribatte lui. Con quella camicia
bianca e quei pantaloni scuri il ragazzo sembra l'assistente
di un prestigiatore: continua a darsi buffetti sul petto e
sulla nuca, a sfregarsi la parte bassa della schiena dentro
il tessuto bianco come se stesse per esibirsi in un trucco.
 imbarazzato e spaventato, ma a suo padre sembra anche
che continui a perdere il filo. Oltre al letto, ai mobili,
ai genitori e alla figlia, in quella stanza avverte altre presenze,
una folla di spettri visibili soltanto a lui. Dal suo
corpo esala un sentore di alcol misto a qualcosa di chimico.
Sta sudando; oltre ad aver perso ogni colore dal viso,
i suoi occhi sono umidi.
- Okay. Okay! - dice. - Lo ammetto. Questa sera mi
sono concesso un po' di baldoria. Alla concessionaria 
stata una settimana d'inferno. I californiani vogliono fare
questa loro Maratona Toyota in contemporanea con una
formidabile campagna pubblicitaria in TV e si aspettano di
vedere un aumento del venti per cento nelle vendite. Mi
hanno fatto sapere che da qualche tempo non trovano soddisfacenti
i nostri dati.
- Non soltanto loro, - replica lui. - Te l'ha detto, il tuo
caro Lyle che l'altro giorno sono stato l da voi?
- La settimana scorsa, a ficcare il naso come un cane da
tartufi, certo che me l'ha detto. Da allora non  pi tornato
a lavorare. Grazie mille. E hai mandato nel pallone anche
Elvira, con quella tua smania sessista di fare il filo a tutte.
- Ma quale filo e quale sessista. Sono soltanto rimasto
sorpreso nel vedere una donna che vende auto e le ho chiesto
come andavano le cose. Ma guarda un po' che troia.
Sono stato il pi gentile possibile.
- Lei non l'ha presa cos.
- E allora vada a farselo mettere in quel posto. Da quanto
ho visto, sembra capace di difendersi da s. Perch ti
agiti tanto? Te la sbatti?
- Pap, quando la smetterai di pensare soltanto a quello?
Quanti anni hai? Cinquantasette?
- Cinquantasei.
- ... e sei ancora un ragazzino, cazzo. In questo mondo
ci sono cose pi importanti di sapere chi si sbatte chi.
- Parla, allora. Spiegami come fa questa vostra generazione
dell'io a fare un po' di baldoria. Quella roba
non puoi continuare a sniffartela ogni mezz'ora, ti consumerebbe
il naso. Che cosa fai con il crack? Come te lo ficchi
in corpo? Sono soltanto dei minuscoli cristalli, no? Ti
occorre tutto quello strampalato armamentario che fanno
vedere in TV, aggeggi per bruciare e cannucce? E dove lo fai,
poi? Non puoi semplicemente portarti tutto l'armamentario
al Laid-Back o come diavolo si chiama adesso quel locale.
- Harry, per favore, - esclama Janice.
Judy d il suo contributo alla conversazione, gli occhi
luminosi per l'ora tarda: - Pap ha un sacco di strambe
pipette.
- Ti spiacerebbe chiudere il becco, tesoro? - la zittisce
Nelson. - Va' a cercare la mamma e fatti mettere a letto.
- Permettimi di chiederglielo, - dice lui rivolto a Janice.
- Perch dobbiamo procedere tutti in punta di piedi, facendo
perennemente finta che tu non sia un tossicodipendente?
Guarda la realt in faccia, Nellie: sei nella merda.
Lo sei tu e costituisci anche una minaccia per gli altri. Hai
bisogno di aiuto.
L'autocommiserazione altera per un attimo le fattezze
del ragazzo. - Continuano tutti a dirmi che ho bisogno
di aiuto, ma a me pare che non me ne dia nessuno. Una
moglie che non mi guarda nemmeno, un padre che non 
affatto un padre e che non lo  mai stato, una madre... -
Ma a quel punto traccheggia, non osando offendere l'unica
alleata che ha.
- Una madre, - finisce per lui Harry, - che ti sta consentendo
di derubarla a man bassa.
Frase che lo colpisce, che gli arde nel confuso stordimento
degli occhi. - Io non sto derubando nessuno, - replica,
impacciato, come se a imporgli di dirlo fosse stata
una voce che gli ha parlato nella testa. -  stato aggiustato
tutto. Ehi, mi sento male. Devo vomitare.
Lui alza le mani in un nobile gesto di grazia. - Accomodati.
Il bagno sai dov'.
La porta del bagno  a destra del cassettone con le istantanee
a colori dei bambini in vari stadi di crescita e quella
colorata artificialmente di lui stesso e Janice che sembrano
imbalsamati e fissano lo sguardo annebbiato sullo
stesso punto nello spazio. Sporgendosi, Harry vede roba
di ogni genere sparsa sul pavimento. Medicine, pastiglie,
pillole. Per fortuna ormai i farmaci li vendono quasi tutti
in contenitori di plastica, per cui non ci sono grossi danni.
La porta si chiude.
- Stai venendo al dunque con troppo impeto, Harry, -
gli dice Janice.
- Be', diavolo, altrimenti non ci saremmo mai arrivati.
Credi che le cose possano sistemarsi da sole? Col cavolo.
Il ragazzo  incastrato.
- Per non parliamo di soldi, - lo implora lei.
- Perch? Che cosa cazzo hanno di cos sacro i soldi,
che tutti hanno paura di parlarne?
La punta della lingua di Janice fa capolino tra le labbra
preoccupate. - Con i soldi entrano in ballo le questioni
legali.
Judy  ancora li con loro e ha sentito: i suoi occhi giovani,
limpidi, con la loro sclerotica luce azzurrastra, le sopracciglia
biondo-rossicce con il loro ciuffetto ribelle, il visetto
bianco come il quadrante di un orologio e altrettanto
nitido gli fanno sbollire la rabbia, minano alle fondamenta
l'indispensabile sdegno. Adesso la bambina  spaventata
dai rumori di vomito che arrivano da oltre la porta del bagno.
- Vedrai che dopo il tuo pap star meglio, - le spiega
lui. - Si sta liberando del veleno -. Ma il pensiero che
Nelson stia male turba anche lui: le fasce di contenzione
che porta attorno al torace e la giocosa, malevola sensazione
di bruciore che ha nel profondo tornano a far sentire
la loro minaccia. Fruga nella tasca dei pantaloni in cerca
del prezioso flaconcino marrone. Grazie a Dio si  ricordato
di portarselo dietro. Svita il tappo e ne scuote fuori
una minuscola Nitrostat bianca che si ficca sotto la lingua
con la stessa nonchalance con cui un tempo si accendeva
una sigaretta.
Judy, la testa rivolta all'ins, sorride. - Quelle pillole ti
mettono a posto il cuore che ti ho scassato io.
- Tu non mi hai scassato niente, tesoro. Vorrei che te
lo mettessi in testa -.  seccato per l'osservazione di Janice
circa i soldi e le questioni legali, oltre che per le conseguenze
che incombono sulle loro teste, angstrom figlio
in carcere. Questioni di droga distruggono azienda familiare.
Le luci al piano superiore della casa dei vicini si sono
spente, e il fatto gli attenua un po' la pressione. Ha sentito
chiaramente mamma Springer rivoltarsi nella tomba al
pensiero che per i vicini la sua vecchia casa sia diventata
un fastidio. Nelson torna dal bagno con l'aria scossa, gli
occhi sbarrati. Povero ragazzo, anni prima ha dovuto assistere
a pi di una scena terribile: il corpo di Jill portato
fuori in un sacco di plastica dalla casa distrutta dall'incendio,
la madre che stringe il corpicino morto della sua
sorellina. In realt non lo si pu incolpare di niente. Si 
lavato la faccia e pettinato i capelli, dal suo pallore emana
un alone di luce. Lascia che un brivido gli scorra dalla testa
lungo tutto il corpo, come un cane che si dia una scrollata
per asciugarsi dopo avere fatto una corsa in un fosso.
Tuttavia, nonostante i tanti pensieri misericordiosi, Coniglio
torna alla carica: - Gi, - attacca, mentre ancora il
ragazzo sta chiudendo la porta del bagno, - e un'altra novit
che non mi  piaciuta affatto  che tu abbia assunto
quel ciccione italiano. Perch stai introducendo la mafia
nella concessionaria?
- Hai dei pregiudizi incredibili, pap.
- Ma quali pregiudizi, si tratta di fatti. La mafia  un
fatto. Per paura si sta ritirando dal commercio della droga,
che  diventato troppo violento, per espandersi a macchia
d'olio in un numero sempre pi vasto di attivit legali. Lo
hanno detto a 60 Minutes.
- Toglimelo dai piedi, mamma.
Raccolto il coraggio a due mani, Janice replica: - Tuo
padre ha ragione, Nelson. Hai bisogno di aiuto.
- Sto bene, - geme il ragazzo. - Caso mai ho bisogno
di dormire un po'. Avete idea di che ora ? Le tre passate.
Judy, torna a letto di volata.
- Sono troppo sballata, - risponde la bambina, sorridendo
e scoprendo i denti perfettamente ovali.
- Dove l'hai imparata questa parola? - le chiede lui.
- O troppo schizzata, - prosegue lei. - Lo dicono i ragazzi
a scuola.
- E chi sarebbero questi tipi che continuano a telefonare
a casa nostra chiedendo soldi? - riprende lui rivolto
a Nelson.
- Sono convinti che io glieli debba, - risponde il ragazzo.
- E forse  vero. Ma  una cosa passeggera, pap. Si
aggiuster tutto. Forza, Judy. Ti metto a letto.
- Calma, calma, - ribatte lui. - Di quanto sei debitore?
E come farai a saldare il debito?
- Te l'ho detto: aggiuster tutto. Certo, non dovrebbero
chiamare te, ma  gente dura. I pagamenti a termine non li
gradiscono. Se non vuoi essere disturbato al telefono torna
in Florida. Oppure cambia numero, come ho fatto io.
- Quando finir questa storia, Nelson? - chiede Janice,
con la voce incrinata da lacrime emerse dal semplice fatto
di guardarlo. Con quella camicia bianca e quei suoi movimenti
elettrici Nelson mostra la fragilit e il panico dell'animale
preso in trappola. - Devi piantarla con quella roba.
- Lo sto facendo, mamma. La pianto. Comincio questa
notte.
- Ah! - sbotta lui.
Ma rivolto alla madre Nelson insiste. - Posso farcela.
Non sono un tossicodipendente. La uso soltanto per piacere
personale.
- S, - obietta lui. - Anche Hitler massacrava per piacere
personale -. Devono essere stati quei baffi a farglielo venire in mente. Se soltanto il ragazzo se li tagliasse,
e se buttasse via quell'orecchino, forse potrebbe provare
un po' di comprensione per lui, e potrebbero ricominciare
tutto da capo.
D'altra parte, pensa, quante possibilit di ricominciare
da capo pu avere ancora? Questa stanza dove ha passato
dieci anni della sua vita dormendo accanto a Janice,
ascoltandola russare, sentendo l'odore del suo delicato,
lieve sudore femminile, il suo inconsapevole scarico di
gas, facendo in pi di un'occasione l'amore in una maniera
strepitosa, quella volta dei Krugerrand per esempio, e
altre volte invece quando la vedeva disgustato arrivare li
malferma sulle gambe dopo una notte passata al piano di
sotto a bere sherry o Campari; questa stanza con il faggio
rosso fuori dalla finestra, che si oscurava quando metteva
le foglie e tornava luminosa quando poi le perdeva, con
quelle noci che scoppiavano come piccoli petardi e il televisore
di mamma Springer che continuava a borbottare e
che a un certo picco di esplosione musicale, a conclusione
del programma, faceva vibrare la lampada accanto al
letto: dormiva sodo, lei, e non lo sentiva; questa stanza,
intrisa di dieci lunghi anni di vita, quante volte gli sar
ancora dato di vederla? Non si aspettava che sarebbe
successo anche questa notte. Ed ecco che all'improvviso la
fatica, come un intimo straripamento, lo fa sentire fradicio,
sporco, distratto: tipico della sua et. Minuscole scintille
gli si accendono e spengono agli angoli degli occhi.
Alla larga dalle grane. Farebbe bene a sedersi. Janice lo
ha gi fatto, prendendo posto sul letto, il loro vecchio letto,
mentre Nelson ha tirato fuori il seggiolino imbottito,
a rose gialle, che Pru probabilmente usa quando si trucca
davanti allo specchio della toilette con addosso la sola
biancheria, prima di uscire con lui per andare al Laid-Back
o a una festa di qualche amico yuppie nella zona nord-est
di Brewer. Quanto dispiacere sar tenuto a provare per
questo suo figlio che intanto si trova un bel piatto hippy
come Pru da cui mangiare?
Nelson ha cambiato tono. Ora  chino sulla madre,
le dita intrecciate nel tentativo di fermarne il tremito, le
labbra tese a cercare di bloccare i conati di vomito, gli
occhi scuri pieni di una debordante confusione simile a
quella di lei. Sta spiegando in un tono implorante, sconnesso:
- ... l'unico momento in cui mi sento un essere
umano, come penso gli altri si sentano sempre. Mentre
quando mi sono messo a inseguire Pru, questa sera, era
come se un mostro o chiss che cosa si fosse impadronito
del mio corpo e io fossi soltanto uno spettatore: non
sentivo nessun legame con me stesso. Come se guardassi
uno spettacolo televisivo. Hai ragione, devo piantarla.
Voglio dire, siamo arrivati al punto che non sono in grado
di cominciare la giornata senza... una sniffata... e poi
ci penso tutto il giorno... Non  umano neanche questo.
- Povero bambino, - dice lei. - Capisco. Capisco quello
che stai dicendo. E carenza di autostima. Ne ho sofferto
anch'io, per anni. Ti ricordi, Harry, quanto bevevo quando
eravamo giovani?
Cerca di tirare dentro anche lui, di coinvolgerlo con la
sua responsabilit di genitore. Ma lui non ha nessuna intenzione
di abboccare. Non si far fregare. - Quando eravamo
giovani? E quando poi siamo stati di mezza et, come
del resto siamo ancora? Senti un po', che cosa sarebbe
questa? Una seduta di terapia di gruppo? Questo ragazzo
ha appena picchiato la moglie e adesso sta cercando di fotterci
una barca di soldi e tu glielo permetti.
Judy, che se ne sta a pancia in su stesa di traverso sul
letto dietro la nonna, studiandoli tutti e tre con lo sguardo
a rovescio, interviene dicendo: - Quando il nonno si
arrabbia, il labbro di sopra gli diventa rigido esattamente
come quello della mamma.
Nelson emerge quanto basta dalle nebbie della propria
autocommiserazione per dirle: - Non sono sicuro che queste
siano cose adatte a te, tesoro.
- Aspetta, che la rimetto a letto, - si offre Janice, senza
tuttavia muoversi.
Ma Harry non vuole essere lasciato solo con Nelson.
- No, - replica. - Ci penso io. Voi due continuate a parlare.
Tirate tutto fuori. Su questo prodotto da galera io
ho gi detto quanto basta.
Judy scoppia in una risata acuta, ancora con la testa sottosopra
sul letto, mostrando due palpebre che, rovesciate,
appaiono mostruose. - Che parola buffa, - dice la sua
bocca, con i denti tutti sbagliati, i grossi di sotto e quelli
piccoli di sopra. - Prodotto da galera. Vorrai dire avanzo
di galera.
- No, Judy, - le spiega lui, prendendole la mano e cercando
di farla alzare. - Prima sei un prodotto da galera e
poi sei un avanzo di galera. Solo se vai in prigione diventi
un avanzo di galera.
- Dove cazzo  sua madre? - chiede Nelson, rivolto al
vuoto che ha davanti agli occhi. - Questa fottuta Pru, sempre
li a spiegarmi quanto sono incasinato, mentre  quasi
sempre fuori di testa anche lei. Non vedete quanto sta diventando
grossa?  l'alcol. I bambini, quando tornano a
casa da scuola, la trovano qui che dorme sodo -. Queste
ultime considerazioni le fa a beneficio di Janice, per placarla
sparlando della moglie, ovvero di sua nuora, quindi
si rivolge al padre:
- Pap, ti faresti mezza birra con me?
- Devi essere matto.
- Ci aiuter a calmarci, - lo blandisce il ragazzo. - A
dormire.
- Ma io faccio gi fatica a stare sveglio, Cristo. Non
sono io a essere schizzato, o come diavolo si dice. Forza,
Judy. Non creare problemi al nonno, che ha gi male dappertutto -.
La mano che tiene stretta nella sua  umida e
appiccicosa, la bambina cerca di trasformare in un gioco
il proprio distacco da quel letto, opponendo resistenza al
punto che lui sente una fitta al torace. E quando finalmente
riesce a farla mettere in piedi, Judy tenta di lasciarsi cadere
sul tappeto a peso morto. Lui la tiene su, resistendo
all'impulso di mollarle una sberla. Quindi, rivolto a Janice,
conclude bruscamente: - Ancora dieci minuti. Tu e il ragazzo
continuate a parlare. Ma non farti fregare. Stabilite
un piano d'azione. Bisogna che mettiamo un po' d'ordine
in questa gabbia di matti.
E quando si  gi chiuso a met la porta dietro le spalle
sente Nelson chiedere: - E tu, mamma? Non ti andrebbe
mezza birra? Abbiamo della Mick e della Miller.
La camera di Judy, quella dove mamma Springer dormiva
fingendo di guardare la televisione e dalle cui finestre,
che danno sul davanti, attraverso gli appiccicosi aceri di
Norvegia si vede qualche tratto di Joseph Street, deserta
come la tundra e imbiancata dai lampioni stradali,  piena
di giocattoli di pezza, orsacchiotti, giraffe, Garfield, ma
lui si accorge che sono tutti vecchi, che a questa bambina
nessuno regala un giocattolo da parecchio tempo. La sua
infanzia si sta esaurendo prima ancora che lei l'abbia conclusa.
Ha fatto nove anni a gennaio, ma chi lo ha notato?
Janice le ha mandato un libro del Dr Seuss e una cuffia a
fiori dalla Florida. Senza ulteriori esitazioni e ritardi Judy
si infila a letto, sotto uno sbrindellato piumino rosso coperto
di personaggi dei Peanuts. Lui le chiede se prima non
ha bisogno di andare a fare la pip. Lei scuote la testa e lo
fissa dal cuscino, come se la divertisse constatare quanto
poco lui sappia delle sue abitudini corporee. Attraverso le
imposte entrano strisce sbieche di luce e le chiede se vuole
che tiri le tende. Ma lei risponde di no: il buio totale non
le piace. Le chiede se il passaggio delle auto non le d fastidio
e ancora una volta lei risponde di no: soltanto i camion
grossi, qualche volta, che fanno tremare tutta la casa, anche
se c' una legge che dice che non dovrebbero passare
di l, ma i poliziotti sono troppo pigri per farla rispettare.
- O forse hanno troppo da fare, - obietta Coniglio,
sempre pronto a difendere le autorit. Strano che proprio
lui abbia una simile tendenza, considerato che in vita sua
non  mai stato particolarmente disciplinato. Pronto per la
galera, anzi, in un paio di circostanze. Ma di questi tempi
l'autorit appare inerme, disarmata. Chiede a Judy se
vuole dire una preghiera. No, grazie, risponde lei. Si tiene
stretta a un non ben definito animale che a lui sembra
informe, privo di braccia e gambe. Mostruoso. Le chiede
che cosa sia e lei gli fa vedere che  un delfino di pezza,
con il dorso grigio e il ventre bianco. Harry gli accarezza
il pelo in poliestere e torna a ficcarlo sotto le coperte
con lei. Il mento della bambina poggia sul profilo bianco
di uno Snoopy con gli occhiali da aviatore. Linus stringe
la coperta, Charlie Brown  sulla pedana del lanciatore e
poi eccolo spedito a gambe all'aria da una palla che arriva
come un razzo. Seduto sul bordo del letto, chiedendosi
se la nipotina si aspetta magari che le racconti una favola,
lui emette un sospiro cos sconfortato, cos stanco da
sorprenderli entrambi, tanto che scoppiano in una risata
nervosa. E di punto in bianco la bambina gli chiede se le
cose si sistemeranno.
- In che senso, tesoro?
- Tra la mamma e il pap.
- Ma certo. Vogliono molto bene a te e a Roy, e se ne
vogliono anche tra loro.
- Per loro dicono di no. Litigano.
- Capita a tantissima gente sposata.
- Ai genitori dei miei amici no.
- Invece scommetto di s: tu non sei l a vedere. Finch
ci sei tu, fanno i bravi.
- Quando si continua a litigare, si divorzia.
- Certo, succede. Per soltanto dopo che si  litigato
moltissimo. Tuo padre aveva mai picchiato la mamma prima
di questa sera?
- Qualche volta  lei che le d a lui. Dice che sta buttando
via tutti i nostri soldi.
Harry non trova una risposta adatta. - Le cose si aggiusteranno,
- esita, facendo il verso a Nelson. - Di solito
succede cos. Magari non sembra, ma poi va cos.
- Come te quella volta che sei caduto sulla sabbia e non
riuscivi ad alzarti.
-  stata una cosa strana, eh? Invece, guarda, eccomi
qui come nuovo. Tutto si  aggiustato.
La faccia della bambina si fa pi larga nel buio: sta sorridendo.
I capelli sono sparsi in raggi bruni sul cuscino che
manda un riflesso di luce. - Com'eri buffo, sott'acqua. Ti
ho imbrogliato.
- Ah, s? E come?
- Nascondendomi sotto la vela.
Lui frena la mente stanca ribattendo: - Ma niente affatto,
tesoro. Quando ti ho tirato fuori eri tutta bluastra e soffocavi.
Ti ho salvato la vita. E dopo tu l'hai salvata a me.
La bambina non replica. I pozzi scuri degli occhi assorbono
la sua versione dei fatti, i suoi ricordi di adulto. Harry
si china a baciarla sulla fronte calda e asciutta. - Non
preoccuparti di niente, Judy. La nonna e io ci prenderemo
cura del tuo pap e di voi tutti.
- Lo so, - dice lei, dopo un attimo di pausa, lasciandosi
andare. Ciascuno di noi  un piccolo pianeta azzurro, sospeso
in uno spazio nero e retto da nient'altro che dalle nostre
reciproche rassicurazioni, dalle nostre amorevoli bugie.
Esce esattamente di fronte alla porta chiusa del vecchio
laboratorio di sartoria dove un tempo dormiva Melanie
e percorre furtivamente il corridoio, superando la porta
semichiusa della camera da letto padronale: sente Janice
e Nelson chiacchierare, due voci intrecciate in una sola;
raggiunge la camera successiva, che d sul retro, con vista
sul cortiletto e sul giardino recintato che prima veniva curato
da lui. Era la camera di Nelson ai remoti tempi delle
superiori, quando portava i capelli lunghi e una fascia in
testa come un indiano, quando cercava di imparare a suonare
la chitarra di Jill e spendeva una piccola fortuna per
la sua collezione di LP di rock, dischi che ormai sono obsoleti,
adesso tutto  su cassetta, anzi, stanno diventando
obsolete anch'esse, fra un po' sar tutto su CD. Questa
stanza, comunque, adesso  di Roy. La porta  socchiusa:
posando la punta di tre dita sul fresco legno bianco Harry
la apre del tutto. La luce vi penetra non in strisce sghembe
dai vicini lampioni di Joseph Street, ma in maniera pi
nebulosa dalle luci diffuse e sparse della citt, un riverbero
giallo capace di coprire la luminosit delle stelle e che
si leva come una nebbia dai profili di aceri, timpani, pali
del telefono. In questa luce attenuata vede il corpo di
Pru, lungo, commovente, addormentato di traverso sul
lettino di Roy. Un piede ha gettato lontano la pantofola
di finta pelliccia e sporge nudo dalla camicia da notte, che
 tanto leggera da sottolineare la forma della gamba con
la sua coscia piena, mentre il corto accappatoio  sollevato
fino alla vita, raccolto in pieghe i cui incavi, nella poca
luce, sembrano senza fondo. Una delle due mani, lunghe,
bianche,  distesa sulle coperte spiegazzate, l'altra  mollemente
chiusa a pugno e serrata nell'incavo tra le labbra
e il mento; il livido sullo zigomo sembra una sanguisuga
attaccata l, i capelli, il cui rosso nell'oscurit sembra nero,
sono scompigliati. L'alito entra ed esce con un leggero
rantolo esausto. Per cogliere l'odore della nuora lui respira
dal naso. Nella sua aura ferita aleggiano tracce di profumo.
Quando si china a esaminarla, Coniglio ha la sorpresa
di incontrare il duro lampo doppio di due occhi: Roy 
sveglio. Messo a letto dalla madre, cullato con una ninna
nanna capace di far addormentare chi la cantava, lo strano
bambino con quei suoi occhi spalancati solleva una manina
nel buio ad afferrare la pelle cascante del viso del nonno
che incombe su di lui, mettendosi a torcerla: le unghiette
aguzze penetrano al punto che Harry fatica a trattenere un
grido. Strappata dal volto la feroce manina un dito alla volta,
Harry torna a sistemarla sul torace del piccolo con un
pizzicotto di vendetta. Nel dolore animale che ha provato
si  lasciato sfuggire un sonoro fischio e poi, vedendo che
Pru si agita come se stesse per svegliarsi, allungando nervosamente
una mano in direzione dei capelli ingarbugliati,
se la batte dalla camera in tutta fretta.
Janice e Nelson sono l che lo aspettano nel corridoio
fortemente illuminato. Hanno tutti e due i capelli che si
stanno diradando e la stessa espressione confusamente accigliata,
sembrano quasi fratello e sorella. A voce bassissima
dice loro: - Pru si  addormentata sul letto di Roy.
- Povera troia, - commenta Nelson. - Se potesse smetterla
di starmi addosso, starebbe molto meglio.
- Nelson  sicuro di sentirsi molto pi in s, ora, - dice
Janice, rivolta a lui. - E che quindi  meglio se andiamo
a casa a dormire.
Dopo il nebuloso silenzio nella camera di Roy le loro
voci sembrano alte, quindi lui tiene volutamente bassa la
sua. - A che conclusione siete arrivati? Non voglio che
una cosa del genere si ripeta.
In quella che era la camera di Nelson Roy si  messo a
piangere. Pianga pure: a far male  la guancia del nonno.
- Non succeder, Harry, - lo rassicura Janice. - Nelson
ha promesso che andr da un consulente.
Lui guarda il figlio per capire che cosa significhi. Il ragazzo
reprime visibilmente un sorriso di complicit: vuole
fargli capire che le donne bisogna tenerle a bada. - Te l'ho
detto, - dice allora Harry alla moglie, - di non farti fregare.
La fronte di Janice, che la frangetta non arriva a coprire,
si riempie di rughe d'impazienza. -  ora di andare,
Harry -. A comandare  lei, come gli ha fatto presente Lyle.
In auto, mentre tornano a casa, lui d fiato alla propria
indignazione. - Che cos'ha detto? A proposito dei soldi,
voglio dire La Statale 422  continuamente scossa da
immensi camion, trasporti transcontinentali a nove assi.
Nel cuore della notte viaggiano meglio.
- La concessionaria  affidata a lui, - replica Janice. - E
sarebbe troppo castrante togliergliela. Io d'altro canto non
sono in grado di farla andare avanti, e tu devi andare in
ospedale per quell'angiocosa... plastica, voglio dire.
- Non prima di due settimane, - replica lui. - E potremmo
sempre rimandarla.
- Lo so che  quello che vorresti, ma non possiamo tirare
avanti semplicemente fingendo che tu non abbia niente.
Da Capodanno ormai sono passati quasi quattro mesi e
in Florida hanno detto che avresti dovuto farti ricoverare
entro non pi di tre mesi. Il dottor Breit mi ha detto che
non stai affatto dimagrendo ed evitando il sodio come ti 
stato prescritto, per cui potresti avere in qualsiasi momento
una recrudescenza di ci che ti  successo su quel Sunfish.
Il dottor Breit  il suo cardiologo al St Joseph's Hospital
di Brewer, un ragazzo dalla faccia fresca e piena di lentiggini,
con grandi occhiali dalla montatura di plastica color
carne. Janice gli sta dicendo tutto ci con la voce concreta
e determinata della madre, fatto che a lui scava nell'animo
un vuoto tremendo. Il parco in discesa che stanno attraversando
lungo Cityview Drive appare fragile ed etereo,
gli alberi illuminati sembrano irreali. Sotto quelle rocce,
sotto quei ripidi prati e quelle orgogliose case a schiera non
c' null'altro che atomi e vuoto: aspettano soltanto che lui
occupi il suo posto fra di loro, fatto su misura. Tendi una
mano, buon Dio. Estrai da me questo mio cuore malandato.
Thelma ha detto che serve. La mente di Janice, ben lontana
dalla preghiera,  in azione, e si manifesta con un tono
deciso, vagamente di sfida. - Quanto ai soldi, Nelson ha
ammesso che dovr esserci una ristrutturazione finanziaria.
- Ristrutturazione? Cos si esprimono tutti quelli che
sono nel guano. I paesi del Sud America, le Casse di risparmio
del Texas. Ha veramente usato il termine ristrutturazione?
- Be', non  certamente una parola che sarebbe venuta
in mente a me. Anche se immagino che sia una delle cose
che insegnano in questi corsi che sto per cominciare.
- Oh, Cristo, i tuoi corsi, - sbotta lui. Quel carro armato,
quando sar stato che l'hanno dipinto del verde sbagliato?
Quanto tempo sar passato, dal momento in cui non
c' stato pi nessuno a ricordare perch diavolo l'abbiano
messo l? Tessere annonarie, esercitazioni antiaeree, titoli
strillati ogni mattina su otto colonne, Dio contro Satana,
una semplice questione di miglia guadagnate giorno per
giorno sulla strada di Aquisgrana. - E di s stesso e Pru
che cos'ha detto?
-  convinto che lei non si sia ancora trovata un altro, -
risponde Janice. - Quindi non crediamo che se ne andr veramente.
- Bene, bravi, bella coppia di cuori di pietra. Ma, e lei?
Il suo benessere, voglio dire. Hai visto che faccia distrutta
aveva, questa sera? Quanto dovr mandare gi, ancora?
Guarda la realt: il ragazzo  completamente fuso. Non
hai visto come era pieno di tic? E il vomito? Lo hai sentito
quando mi ha offerto una birra? Una birra, Cristo, mentre
l sarebbero benissimo potuti arrivare dei poliziotti. 
stato maledettamente fortunato che i vicini non li abbiano
chiamati.
- Stava solo cercando di essere ospitale. Per lui  un cruccio
terribile che tu sia cos privo di comprensione, Harry.
- Privo di comprensione? Che cosa ci sarebbe da comprendere?
Imbroglia, sniffa, smocciola, o come diavolo si
dice, e per di pi beve anche, e alla concessionaria va ad
assumere dei gangster e dei tipi con l'AIDS...
- Dovresti proprio sentirti. Vorrei avere un registratore.
- Anch'io. Insomma, che cos'ha intenzione di fare con
la droga? - Persino a quell'ora, verso le quattro del mattino,
nel parco ci sono diversi uomini in scarpe da ginnastica
e jeans, svegli, che confabulano tra gli alberi o aspettano
seduti sulle panchine. - Ha promesso che smetter?
- Ha promesso che andr da un consulente, - risponde
Janice. - Ammette che potrebbe incontrare qualche problema.
Credo sia stata una notte proficua. Pru ha una serie
interminabile di indirizzi e di nomi di enti che si  procurata
a queste riunioni dei Tossicodipendenti Anonimi.
- Indirizzi, enti: non possiamo pretendere che sia la
societ a organizzarci la vita, coccolandoci dalla culla alla
tomba.  quello che cercano di fare i comunisti. A un certo
punto le responsabilit bisogna prendersele -. Quindi si
tasta la tasca dei pantaloni per accertarsi che il rigido flaconcino
cilindrico sia IL Non vuole prenderla ora; aspetter
di essere arrivato a casa. Con un bicchiere di latte, in cucina.
Piccolo. Pi un biscottino Nutter-Butter da intingerci
dentro. Con quella forma di grossa spagnoletta, intinti nel
latte i Nutter-Butter sono squisiti: prima fino a met della
nocciolina e poi il resto, per un secondo assaggio.
- Vorrei che i miei genitori fossero ancora vivi e potessero
sentirti parlare di responsabilit, - dice Janice. - Mia
madre era convinta che tu fossi la persona pi irresponsabile
che avesse mai conosciuto.
Questo gli fa male. Verso la fine mamma Springer aveva
cominciato a piacergli, e di conseguenza era convinto
di essere ricambiato. Certe notti di afa passate fuori in veranda,
quelle partite a pinnacolo nelle Poconos. Entrambi
trovavano Janice un po' lenta.
Uscito dal parco si inoltra con la Celica grigio ardesia
per Weiser Street, attraverso il cuore di Brewer. Sopra il
grande cuore deserto del centro l'orologio della Sunflower
Beer indica le quattro meno dieci. Nel fatto di essere sveglio
a quell'ora proibita c' qualcosa di purificante. Il mondo
appare nuovo. Un essere vivente, una forma ingobbita
- un gatto, oppure, chiss, un procione - fissa i suoi fari
con occhi simili a due riflettori circolari, accovacciato sui
gradini in cemento di una fontana secca, l ai margini del
boschetto creato dagli urbanisti. All'intersezione di Weiser
Street con la Sesta deve svoltare a destra. Una volta invece
si poteva tirare diritto fino al ponte. Ai pazzoidi delle
superiori piaceva correre in auto lungo i binari del tram,
in mezzo alle piazzole dei passeggeri.
Visto che il silenzio si sta prolungando, Janice cerca di
addolcire la situazione: - Non sono carini quei bambini?
Vuoi proprio che vivano in una famiglia con un genitore
solo, Harry?
Coniglio  sempre stato un po' schizzinoso di fronte a
oggetti che gli vengono ficcati in corpo: trapani di dentista,
abbassalingua, coltellini per togliere il cerume, supposte,
il dito del medico che una volta all'anno valuta le dimensioni
della prostata. Di conseguenza, l'idea di un catetere
che gli viene inserito in cima alla gamba destra per essere
spinto oltre, la minuscola punta flessibile come uno di
quei vermi senza occhi che pu capitare di vedere torcersi
in una mela nel punto in cui la si  appena morsa, provoca
in lui una profonda ripugnanza, anche se sempre meno
della prospettiva di essere congelato in una semimorte e
squarciato in due con una sega, e che il suo sangue venga
fatto scorrere dentro una macchina complicata mentre un
pezzetto viscido e caldo della vena nella gamba gli viene
cucito sulla superficie del povero cuore fremente che intanto
cerca di farsi piccolo piccolo.
All'ospedale di De Leon gli hanno dato alcuni articoli
da leggere, se ne ha voglia, e gli hanno fatto vedere un
breve video: il cuore si trova in una sacca protettiva, il
pericardio, che dev'essere aperta: sforbiciata dicevano
gaiamente nel video, quasi stessero impartendo una lezione
di cucito. Viene mostrata l'intera operazione, punto
per punto: piccoli bisturi acuminati aggrediscono l'informe
bolla sanguigna che  l viva nel torace, in una pozza
caldissima, una pentola con dentro uno stufato avviluppato
in tutto il suo sugo, in preda a convulsioni, squassata
da un periodico singulto, impegnata a cercare di sfuggire
alle lame, spogliata del guscio protettivo che secondo
Dio o chi per lui non avrebbe mai dovuto essere toccato
da mani umane. Poi, una volta che il sangue  stato deviato
verso la sfavillante macchina pompatrice, come in quei
terrificanti vecchi film di Frankenstein con Boris Karloff,
ecco che il cuore smette di battere. Lo si vede in diretta:
il cuore  l, morto, nella sua pozza brodosa. Il paziente,
un'individualit fisica dotata di un suo io,  tecnicamente
morto. Quello li sei tu. Una macchina sta vivendo
per te, mentre le mani dei chirurghi, protette dai guanti
in lattice simili a preservativi, trafficano, sbudellano, cuciono.
Lui ha qualche problema a credere che la sua vita 
veramente connessa a quelle apparecchiature, che l'io che
gli parla nell'intimo schizzi come una cimice d'acqua sopra
quella pozza piena di fluidi corporei e dei loro viscidi
condotti. Com' possibile che la sua fiammella si sia accesa
da simile paglia fradicia?
L'angioplastica comunque risulta una violazione del
corpo assai meno profonda di un by-pass coronarico. 
stata programmata per un venerd. Il dottor Breit, ragazzo
invecchiato, con la sua pelle penosamente chiara su cui
tutte quelle lentiggini pallide sembrano comporsi a formare
una chiazza di colore, e con quegli occhiali dalla montatura
in plastica troppo grandi per il bottoncino del suo
naso, gli ha spiegato l'operazione - la procedura, preferisce
definirla - con la voce carezzevole di una chanteuse di
night club che abbia eseguito tante di quelle volte gli stessi
testi da poter lasciare la mente libera di vagare mentre
canta. Lui in realt  a favore del by-pass, come del resto
Harry ha capito perfettamente. L'angioplastica non  che
un giochetto da ragazzi, in attesa di poter affondare la lama.
La possibilit che la stenosi si riproduca nel giro di
tre mesi  del trenta per cento, - lo ha avvisato in quel
suo studio pieno di foto a colori in cornice, raffiguranti
un donnino lentigginoso che gli assomiglia quanto possono
assomigliarsi due criceti e alcuni bambini messi in fila
davanti ai genitori a formare una scaletta, tutti con capelli
chiari pieni di riccioli, gli occhi strizzati, lo stesso minuto
nasino rosa. - E guardi che in ogni caso i pazienti di PTCA
che finiscono con il farsi fare un CABG arrivano al venti
per cento. Mi scusi: le due sigle significano angioplastica
coronarica trasluminale percutanea e trapianto di by-pass
arterioso coronarico.
L'avevo intuito, - ha risposto lui. - Comunque sia, procediamo
prima con il pallone, i bisturi lasciamoli per dopo.
Come vuole, - ha acconsentito il dottor Breit, con una
vaga cantilena, in un tono spento, mesto, piatto, rassegnato.
Come un giocatore di golf: questa partita la perdi, ma
la settimana prossima sarai comunque ancora l a giocare.
- Lei la pensa come il novanta per cento dei malati di cuore.
L'idea della PTCA piace, e non c' cardiologo che possa
dissuaderli. E un atteggiamento irrazionale, ma gli uomini
sono fatti cos. Le dir una cosa, Harold -. Nessuno gli
ha detto che non  mai stato chiamato Harold, anche se 
il suo nome legale. Coniglio ha lasciato correre: lo ha fatto
sentire ancora bambino. Sua madre lo chiamava Hassy.
- Le faremo un trattamento speciale. Potr vedere tutta
la procedura su un monitor. Sar sotto anestesia locale:
l'aiuter a passare il tempo.
 proprio necessario?
Per un attimo il dottor Breit  parso seccato. Per essere
cos biondo suda parecchio, il labbro superiore  sempre
imperlato. - Di solito per i pazienti che giudichiamo troppo
eccitabili o fragili il monitor lo schermiamo. Sussiste
sempre la remota possibilit di un'occlusione coronarica,
ed essere l a vederla in diretta non fa certamente bene.
Ma lei non  di sicuro una persona fragile. E nemmeno
una mammoletta nervosa. In lei credo di riconoscere un
tipo abbastanza tosto, Harold, dotato di una discreta curiosit
intellettuale. Mi sbaglio?
Come un rilancio da dieci dollari quando si  gi sotto
di trenta. Non pu rifiutare. No, - ha risposto al giovane
medico. - Sono esattamente cos.
A eseguire la procedura non sar personalmente il dottor
Breit: occorre uno specialista, un individuo minacciosamente
tarchiato con due braccioni scuri, il dottor
Raymond. Ma Breit  l che assiste, la sua faccia fa capolino
come una luna - occhialoni che mandano lampi, labbro
superiore imperlato di traspirazione nervosa - sopra
le monumentali spalle verde lime del dottor Raymond e
le cuffiette chirurgiche delle infermiere. L'operazione ne
richiede due, non si tratta di una procedura di poco
conto: lui  l tutto zavorrato. E ci vogliono anche due locali
dell'ospedale, quello dove avviene la procedura vera
e propria e uno di monitoraggio, con diversi schermi che
traducono la sua entit in una serie di pulsanti linee luminose,
di tracce vitali: il Coniglio Angstrom Show, con un
pubblico variabile, di cui l'infermiera del reparto, il dottor
Breit e alcune altre persone non lo hanno mai informato:
altri personaggi in verde lime che entrano, stanno
l per un po' a guardare e poi se ne vanno di nuovo. C'
persino, gli  stato detto in tono disinvolto, una seconda
quipe chirurgica, caso mai avesse bisogno dell'applicazione
immediata di un by-pass.
Altro doppio gioco: lo radono laggi, nella zona delle
pudenda, senza preavviso, nel punto in cui dovr entrare il
catetere. Quindi gli danno una pillola che gli rende leggera
la testa e poi, quando si trova inerme sul tavolo operatorio,
sotto tutte quelle luci, gli rasano ulteriormente la met destra
della zona inguinale e del cespuglio pubico: non avendo
mai avuto molto pelo corporeo si chiede se alla sua et gli
ricrescer. L'ago che segue sembra pi grosso e maligno di
quello della novocaina che usa il dentista; il suo pizzico,
cos mormora il dottor Raymond: - Adesso sentir un pizzico,
- non passa altrettanto in fretta. Per poi non sente
pi nessun dolore, solo il gran fastidio di un crescente bisogno
di urinare, a mano a mano che i liquidi di contrasto
risalgono il suo organismo iniettati in diverse fasi successive
con un'ondata di calore pari a quella che sentirebbe se il
suo torace stesse cuocendo in un forno a microonde. Ges.
Chiude gli occhi alcune volte per pregare, ma non gli sembra
l'occasione giusta, l attorno c' troppo affollamento di
mondo concretamente materiale. Nessun vecchio etereo
Dio biblico oserebbe mai interferire. L'unica consolazione
di natura religiosa cui si aggrappa nel corso delle tre ore e
mezzo  la convinzione che il dottor Raymond, con la sua
abbronzatura da deserto, il lungo naso malinconico e l'orsesco
strato di grasso sulle spalle, sia ebreo: ha anche lui il
pregiudizio tipico dei gentili che gli ebrei sappiano fare ogni
cosa un po' meglio in conseguenza di tutte le generazioni
che sono vissute ingobbite sulla Torah o su un tavolino da
orologiaio: non sono distratti come i fedeli delle altre confessioni,
non pretendono di divertirsi altrettanto. Da alcol e
droga stanno alla larga: hanno un debole (se ci si pu fidare
di quell'articolo su Hollywood) soltanto per le strafiche.
I medici e i loro satelliti si ingobbiscono mormorando
sul suo corpo protetto da teli ed esposto in maniera strategica,
sotto una luce cruda, in un locale le cui piastrelle
sono del colore dell'insalata russa, al quarto piano del St
Joseph's Hospital, lo stesso dove qualche decennio prima
sono nati i suoi due figli, Nelson, che  sopravvissuto, e
Rebecca, che  morta. A quei tempi il posto era gestito da
monache in bianco e nero, il pallido volto circondato da
balze come un pasticcino nella carta; ma ormai le monache
si sono confuse con tutti gli altri oppure sono scomparse a
poco a poco. Le vocazioni si stanno inaridendo, nessuno
vuole pi essere altruista, tutti mirano a pigliarsi la loro
dose di divertimento! Niente pi suore, niente pi rabbini.
Niente pi brava gente che aspira a godere nell'aldil. In
un modo o nell'altro la faccenda dell'aldil teneva questa
vita entro certi confini, come i russi. Adesso invece ci sono
soltanto il Giappone, la tecnologia, il profitto, arraffa
tutto quello che puoi finch puoi.
Voltando la testa a sinistra, al di l delle spalle che si affollano
attorno al suo corpo come tanti fiocchi di cotone
verdi, vede l'ombra del suo stesso cuore su un monitor a
raggi X, uno spettro pulsante grigio chiaro appena visibile,
irretito nella struttura a gabbia e inscurito in serpentine,
strisce e oblunghe bulbosit dalle iniezioni del liquido
opacizzante. La sottile punta di metallo del catetere indaga
disciplinatamente seguendo i comandi del dito che il
dottor Raymond tiene sul grilletto, punta in avanti e poi
lentamente sguscia via in lievi fendenti cauti, a scatti, inoltrandosi
diagonalmente in un lattiginoso passaggio maculato,
un fiume o un tentacolo delle sue viscere, organico e
di forma incerta tanto quanto il catetere  nero e concreto,
definito come un'arma. Lui guarda per vedere se, nel
tentativo di sloggiare l'intruso, il suo cuore avr una contrazione.
Come un dito ficcato in gola, pensa, sentendo
un'ondata di nausea, eppure con un distacco da collaudatore
rispetto all'immagine sullo schermo, che  sbiancata,
difficile da interpretare come la sezione di una mappa aerea,
mentre tutto attorno a lui le voci confabulano. - Siamo
a destinazione, - mormora il dottor Breit, quasi non
volesse svegliare qualcosa. - Eccolo l il LAD, ovvero il ramo
discendente anteriore della coronaria di sinistra. Il fabbricante
di finestre, viene definito. Di gran lunga il punto in
cui  pi comune che si verifichi una lesione. Vede come
sono stenotiche quelle pareti? Quanto sono ispessite dalla
placca? Quelle piccole chiazze agglutinate sono la placca.
Direi che il suo restringimento luminale  sull'ottantacinque
per cento.
- Rice Krispies, - tenta di dire lui, ma ha la bocca troppo
secca e la voce gli si spezza. Fiocchi di riso. Voleva semplicemente
dire che, s, vede tutto, vede il suo intricato e
ombroso io esposto in forma di diagramma, vede quell'oltraggiosa
placca che somiglia a tanti fiocchi di riso passati
ai raggi X. Fa un breve cenno con il capo, sentendosi ancora
pi circospetto di quando gli tagliano i capelli o gli
esplorano la prostata. Un cenno troppo vigoroso e il suo
cuore potrebbe abbandonarsi alle contrazioni. Sar come
essere incinto, si chiede, avere in corpo il dottor Raymond?
Come fanno le donne a sopportare una cosa del genere per
nove mesi? Senza considerare, anzitutto, che gli tocca farsi
scopare. Gli piacer veramente? E i froci, che si fanno
inculare? E una cosa di cui non si discute mai veramente,
nemmeno da Oprah.
- Adesso viene la parte delicata, - alita il dottor Breit
come fa un cronista di golf quando sta per essere battuto
un putt di importanza cruciale. Harry sente e poi vede
sul monitor il suo cuore battere pi forte, torcersi nel
convulso movimento a spirale che gli  stato mostrato con
il pugno dal dottor Olman, in Florida; l'ombroso pugno
sembra irritato, batte, batte, interminabilmente, settanta
volte al minuto; l'irritazione costituisce la sua stessa vita,
la sua anima, lo spirito che vince sulla materia, l'elettricit
sul muscolo. L'oscuro spettro, con la sua precisione
meccanica,  il verme della morte che porta dentro di s.
Un'empia tecnologia sta fottendo i condotti pulsanti, bagnati
che abbiamo ereditato dal calamaro, disossate fiche
marine. Avverte di nuovo l'impalpabile senso di nausea.
Pu essere che vomiti? Incasinerebbe tutto il lavoro, lo
butterebbe all'aria, mandando in crisi i verdi fiocchi concentrati
sotto cui  sepolto. Non deve. Deve restare fermo.
Sul monitor, dietro la punta che indaga, vede un segmento
del verme ingrossarsi e gonfiarsi, comprimendo i pallidi
Rice Krispies contro i trasparenti bordi del contorto fiume
che gli scende dentro il cuore, e una volta gonfio, premere
e riempire, di modo che (gli  stato spiegato) se il LAD non
ha sviluppato qualche arteria collaterale, il flusso sanguigno
si interromper e causer un altro infarto, in diretta.
- Trenta secondi, - alita il dottor Breit, mentre il dottor
Raymond fa sgonfiare il palloncino. - Mi sembra che
andiamo bene, Ray -. Harry non sente alcun dolore al di
l della lacerante, dolce pressione alla vescica e di un fastidio
in gola, come se deglutisse tutta quell'acqua salata
nel Golfo. - Ancora una volta, Harold, e abbiamo finito.
- Come si sente? - gli chiede il dottor Raymond, con
una di quelle voci ruvide che hanno talvolta gli uomini robusti,
specie l in Pennsylvania.
- Siamo sempre qui, - risponde lui, con una voce baldanzosa
che gli rimbomba nell'orecchio in una tonalit alta,
come emessa dalla gola di una donna.
Le inquiete insufflazioni si ripetono, e altrettanto fanno
le immagini sullo schermo TV, simili al silenzioso collidere
delle molecole sotto il microscopio durante un programma
di scienze naturali o alla grafica computerizzata dello spot di
una compagnia assicurativa, dove il baluginare dei frammenti
si compone a formarne il logo. Qualcosa di remoto
dal suo corpo quanto il registro dei suoi peccati che gli angeli
vanno aggiornando. Se il suo cuore dovesse fermarsi,
sarebbe un puro e semplice spettacolo di ombre. Quando
il gonfiore del catetere si ritira una seconda volta, vede
che i Rice Krispies sono stati spinti sui bordi della coronaria.
Si immagina il sangue che affluisce pi liberamente
al suo cuore, ricco di ossigeno combustibile: la testa gli si
fa confusa di gratitudine e beatitudine.
- Mi sembra che andiamo bene, - dice il dottor Breit
in un tono che per sembra nervoso.
- Che cosa dici? - lo rimbecca il dottor Raymond. - Andiamo
magnificamente -. Come le voci televisive che discutono
sui pregi della Miller Lite.
L'infermiera che quella sera arriva l (una camera privata
da centosessanta dollari al giorno, ma ne vale la pena,
in Florida il suo compagno di camera ha finito con
il morire, gorgogliando e gemendo tutto il giorno e poi,
come ultima dichiarazione, scacazzandosi tutto) a misurargli
temperatura e pressione portandogli la sua dose
di pillole in un bicchierino di carta ha un viso rotondo e
gentile. E un po' sovrappeso, ma soda. Ha un'aria familiare.
Occhi azzurro chiaro in due orbite che viste di tre
quarti formano un incavo sopra gli zigomi, mentre il labbro
superiore ha quell'aria un po' tumida che a lui piace
tanto, come quello di Michelle Pfeiffer. I capelli che si
intravedono sotto la cuffietta professionale sono ugualmente
castano ramati, variegati, con diversi fili grigi ben
visibili sebbene la donna sia abbastanza giovane da poter
essere sua figlia.
Leva alto lo strano termometro di plastica a forma di
razzo che indica la temperatura in numeri rossi e segmentati
che gli sporgono direttamente dalla bocca e gli avvolge
il braccio nella manichetta per la prova della pressione,
con la sua chiusura in velcro. Mentre la gonfia, gli chiede:
- Come vanno gli affari, alla Toyota?
- Non male. Il dollaro debole non ci d certamente una
mano. Ma della concessionaria ormai si occupa soprattutto
mio figlio. Come fa a sapere che vendevo Toyota?
- Il mio ragazzo di allora e io abbiamo comprato un'auto
da lei una decina di anni fa -. Quindi solleva con aria
sbarazzina gli occhi azzurro chiarissimo. - Non si ricorda?
-  lei! Ma s! Certo. Certo che mi ricordo. Una Corolla
arancione E sua figlia, o per lo meno lui  convinto
che lo sia, anche se Ruth per fargli dispetto non lo ammetterebbe
mai. Mentre  li accanto al letto, sull'etichetta di
plastica legge: annabelle byer, r. n. Registered Nurse.
Un'infermiera diplomata. E ha ancora il cognome da nubile.
Annabelle si acciglia e sgonfia la manichetta della pressione
che gli serrava il braccio come la presa di un poliziotto.
- La proveremo ancora tra un attimo. Mentre parlavamo
 esplosa.
- Com' andata con la Corolla? - le chiede lui. - Com'
andata con il suo ragazzo, anzi. Come diavolo si chiamava?
Un campagnolo grande e grosso, con certe orecchie
paonazze.
- Non parli, per favore, finch non avr finito la lettura.
Io star zitta. Cerchi di pensare a qualcosa di rilassante.
Lui allora pensa alla fattoria di Ruth, la casa dei Byer,
al declivio che scendeva per tutto l'orto a partire dal filare
di stentati alberelli dietro cui si metteva a spiare, alla casetta
squadrata in pietra, ai gusci gialli degli autobus scolastici
abbandonati, al collie scuro che cercava di farlo unire
al gregge, laggi, quasi sapesse che era di casa anche lui.
Fritzie, si chiamava. Denti aguzzi, gengive nere. Ragazzi,
che fifa. Calma. Pensa all'infinito cielo del Texas, sopra le
basse baracche roventi di Fort Hood, lui in fresco cachi, in
permesso serale. Libert, un venticello lieve, un tramonto
verde sull'orizzonte basso. Pensa a quando giocava a basket
contro la scuola superiore di Oriole, in quella piccola palestra
di campagna, con i tabelloni attaccati direttamente
alle pareti, prima che tutte le scuole confluissero in quelle
grosse leghe regionali senza sugo e che i centri commerciali
cominciassero a mangiarsi tutta la terra agricola. Pensa a
quando andava in slitta insieme a Mim con il suo cappuccio
di pelliccia, a Mt Judge, dietro la fabbrica di cappelli, in una
giornata d'inverno talmente breve che i lampioni venivano
accesi un'ora prima che la cena li facesse correre a casa.
- Cos va meglio, - dice l'infermiera. - Centoquaranta
su novantacinque. Non eccezionale ma neanche male.
Quanto a ci che mi ha chiesto, l'auto  durata pi del ragazzo.
L'ho data indietro dopo otto anni. Il contachilometri
segnava duecentomila chilometri. Jamie invece se
n' andato un paio di anni dopo che ci siamo trasferiti in
citt. E tornato a Galilee. Per lui Brewer era troppo dura.
- E lei? E troppo dura anche per lei?
- No. A me piace. Mi piace il movimento.
Come quello che piaceva a sua madre? Eri veramente
troia? Il crepuscolo e il fogliame, al massimo rigoglio di
maggio, conferiscono tranquillit alla sua camera privata;
per quel piano dell'ospedale, dopo la cena e il trambusto
delle visite arrivato con la fine della giornata lavorativa, 
un momento di calma. - Adesso  sposata? - osa chiedere.
- O convive con qualcuno?
Lei sorride, per un attimo la sua naturale cortesia si
trova in conflitto con la sorpresa per una simile domanda,
una simile presunzione, ma poi torna a lisciarle il viso
in un'espressione placida. Intorno al suo pallido bagliore
bianco la penombra sembra farsi pi fitta. Ma la voce svela
un'aridit cittadina, la possibilit che la cautela prevalga.
- No, in realt vivo con mia madre. Ha venduto la fattoria
che abbiamo ereditato da mio padre e quando Jamie se
n' andato  venuta a stare con me.
- Credo di conoscerla, quella fattoria. Ci sono passato
davanti diverse volte Il suo cuore violato, stanco, si
sente oppresso da una simile massa di informazioni, dal
pensiero di questo altro mondo, con tutti i suoi cespugli,
le sue stagioni, i giorni verdi e quelli grigi, dove la
vita di questa figlia  trascorsa senza di lui. - Ruth... -
attacca, ma si interrompe subito. - Che cosa fa? Sua madre,
voglio dire.
La giovane gli lancia un'occhiata, ma poi risponde prontamente,
come se la domanda avesse superato un test. - Lavora
per una di queste ditte di investimenti arrivate da
fuori, mercati finanziari e fondi comuni, nel nuovo palazzo
di vetro, in centro, di fronte a dove una volta c'era Kroll.
- Stenodattilografa, - ricorda lui. - Sapeva battere a
macchina e scrivere sotto dettatura.
A questo punto la ragazza scoppia veramente a ridere,
stupita da questo suo modo per approssimazioni successive
di arrivare a una verit pi profonda. Sta cominciando
a farsi impertinente, a mettere da parte i modi da infermiera.
 arretrata di un passo dal letto, le sue cosce piene
premono sul lindo davanti dell'uniforme bianca, tanto che
anche stando in piedi mette in mostra una discreta pancia.
Perch Ruth ne sta facendo una zitella? - E stata assunta
per fare quello, - replica, - ma poi, siccome era molto pi
anziana di tutte le colleghe, le hanno affidato un incarico
un po' pi di responsabilit. Adesso  una specie di impiegata
direttiva. L'ha conosciuta?
- Non sono sicuro, - mente lui.
- Dev'essere cos, quando era single. Mi ha detto che
prima di incontrare mio padre ha conosciuto un sacco di
uomini -. E sorride, concedendogli di aver incontrato sua
madre.
- Probabilmente  proprio cos, - dice lui, intristito dal
pensiero. Avrebbe sempre voluto essere l'unico uomo di
tutte le donne che ha avuto, cos come era l'unico figlio
di sua madre. - L'ho incontrata un paio di volte.
- Dovrebbe vederla adesso, - continua impudente Annabelle.
- Ha perso un sacco di chili e veste in un modo
veramente chic. La prendo in giro: ha pi fidanzati di me.
Coniglio chiude gli occhi e cerca di immaginarsi come
potrebbe essere, alla loro et. Forza. Dai. Veste in maniera
chic. Una di citt, di citt resta per sempre. I suoi capelli,
la prima volta che l'ha vista, erano bordati di luce rossa al
neon, come appassiti.
La giovane che lui  convinto sia sua figlia continua: - Dir
a mia madre che lei  qui, Mr Angstrom -. Sebbene lui ormai
stia cercando rifugio nell'inebetimento che la sera porta
con s, il risvegliarsi di una certa affinit tra loro ha smosso
nella ragazza una certa sfacciataggine. - Forse ricorda pi
cose di lei.
Fuori dalle finestre sigillate dell'ospedale, nella penombra
che va lentamente infittendosi, la sonnolenza
sta crescendo e persino li dentro il polline illanguidisce
l'aria. Involontariamente, Coniglio torna a chiudere gli
occhi. - No, - replica. - Va bene cos. Non le dica niente.
Dubito che ricordi qualcosa -. Improvvisamente si sente
troppo stanco per Ruth, troppo. Anche se questa ragazza
fosse sua figlia,  una storia vecchia, andata avanti da sola,
come una radio che nessuno ascolta.
Lo trattengono in ospedale cinque notti. Janice viene
a trovarlo il sabato. Ha molto da fare, fuori: sono cominciati
i corsi che deve frequentare per diventare venditrice
di immobili, una sera tre ore sul tema Legislazione della
propriet immobiliare e delle cessioni e una seconda altre
tre su Procedure di ipoteche e finanziamenti. Inoltre ogni
giorno passa moltissime ore con Pru e i bambini. E poi le
ha telefonato Charlie, che l'ha portata fuori a colazione.
- Ah, si? - protesta lui. - Che bastardo. Non sono ancora
morto.
- Certo che no, tesoro, e non abbiamo nessuna fretta.
Ha detto che  stata un'idea tua, di quando avete pranzato
insieme voi due. E preoccupato per noi, nient'altro.
Secondo lui non devo lasciar andare le cose per conto loro
ma prendere un contabile esterno, oltre al nostro avvocato,
e procedere a un esame dei libri contabili della concessionaria,
esattamente come hai detto tu.
- Se te lo dice lui, ci credi. Se invece te lo dico io, no.
- Tu sei mio marito, tesoro, e i mariti mandano le mogli
in confusione. Charlie invece  soltanto un vecchio amico
e ha l'imparzialit di chi vede i problemi da fuori. Inoltre
voleva bene a mio padre e si sente animato da spirito protettivo
nei confronti della ditta.
Harry non pu fare a meno di ridacchiare, anche se in
quello stato non gli piace ridere, o fare alcunch che possa
dargli una scossa al cuore, al delicato reticolo di ombre
saltellanti che ha visto sul monitor radiografico durante
l'operazione. A volte, quando programmi televisivi come
I Robinson, Perfect Strangers o Golden Girls cominciano a
divertirlo troppo, spegne l'apparecchio pur di non stressare
il cuore con una risata. Si tratta di programmi completamente
imbecilli, ma mai come questo nuovo di cui fanno
tutti un gran parlare, Pappa e ciccia, con protagonista
una grassona dotata unicamente, a suo parere, del talento
di parlare a raffica senza muovere la bocca. - Janice, - replica
in tono serio, - credo che l'unica persona che abbia
mai voluto bene a tuo padre sia tu. E forse tua madre, agli
inizi. Anche se  difficile immaginarselo.
- Lascia in pace i morti, - ribatte lei, imperturbabile.
Sembra indefinibilmente pi tonda: priva della regolare
abitudine al tennis e al nuoto che le forniva il Valhalla
Village sta probabilmente ingrassando. Sono ancora soci
del Flying Eagle, ma non lo frequentano pi come in certe
primavere ormai lontane. Ci hanno goduto dei momenti di
bella amicizia senza rendersi conto che sarebbero finiti. E
d'altra parte, con quel cuore, lui non sa quanto sia il caso
di rimettersi a giocare a golf. Anche con un cart, pu sempre
capitargli di accasciarsi alla settima buca e nel tempo
che ci mettono a portarlo in ospedale, in mezzo tutti gli
altri giocatori a quattro a quattro, il cervello potrebbe rimanere
senza ossigeno per dieci minuti. E per diventare
un vegetale ne bastano cinque.
- Allora, come hai intenzione di muoverti? Farai venire
un altro contabile?
- L'ho gi fatto, - annuncia lei:  il segreto di cui si sente
orgogliosa ed era in attesa che la conversazione lo evocasse.
- Charlie dal canto suo aveva gi telefonato a Mildred,
per cui siamo andati in questa splendida casa di riposo, vicinissima
a noi:  perfettamente in s e lucida, soltanto un
po' incerta sulle gambe. Poi siamo andati al terreno, dove
questo Lyle che  stato cos scortese con te non c'era, per
sono riuscita a scovarlo a casa al telefono. Gli ho detto
che volevo dare un'occhiata ai conti da ottobre in avanti
e lui ha risposto che sono quasi tutti su dischetti di computer
che tiene l da lui, ma che stava troppo male perch ci si
potesse vedere in giornata, e allora io ho aggiunto che forse
sta troppo male anche per fare il contabile da noi.
- Gli hai detto cos?
- Altroch. La prima cosa che insegnano, in questo corso
sui passaggi di propriet,  di non farla lunga: a una persona
o a una potenziale vendita si fa pi male non essendo
chiari che parlando senza mezzi termini, anche se sulle
prime quello che si dice pu risultare sgradevole. Quindi
gli ho detto che era licenziato, ma lui ha ribattuto che uno
con l'AIDS non si pu licenziare, che  discriminazione, e
allora io ho aggiunto che se non mi portava alla concessionaria
quei libri e quei dischi, domani mandavo un poliziotto
a prenderli.
- Gli hai detto tutte queste cose? - Gli occhi di Janice
splendono, i capelli si aprono vaporosamente attorno alla
nocciolina del viso che sta tornando ad abbronzarsi, con
un filo di doppio mento, visto che sta ingrassando. Lui la
considera come si considerano i figli che si sono allevati
e poi sono stati portati via proprio dal successo, persi in
operazioni a livello mondiale, diventati remoti, estranei.
- Forse non dritto e filato come l'ho raccontato a te, ma
insomma gliele ho cantate chiare. Chiedi a Charlie, che
era l. Quello che 'ste checche hanno fatto a Nelson non
mi piace. Lo hanno corrotto.
- Gay, - la corregge lui. - Si chiamano gay, adesso -.
Continua a cercare di tenersi al passo con l'America via
via che cambiano mode, usanze e linguaggio, sempre pimpante
e giovane, sempre pi giovane. - E allora Lyle che
cos'ha detto?
- Ha detto vedremo. Poi ha chiesto se sulla questione
mi ero consultata con Nelson. Io gli ho detto di no, ma
che comunque non sono sicura che di questi tempi Nelson
sia in condizioni di essere consultato. Poi gli ho detto che
secondo me lui e i suoi amici gli stanno mungendo tutto
quello che ha, riducendolo a una larva e a un drogato, tanto
che Charlie ha scritto Calmati su un foglietto e me l'ha
fatto vedere. Elvira e Benny erano fuori nel salone con le
orecchie tese, anche se la porta dell'ufficio era chiusa. Oh,
come mi ha fatto arrabbiare, 'sto frocio. Sembrava un padreterno,
tutto sostenuto, al telefono, come se trattare con
una donna come me fosse pi di quanto il suo povero corpo
cos sensibile potesse reggere.
Coniglio sta cominciando a comprendere come si sentiva
Lyle. - Probabilmente era stanco, - dice in sua difesa.
- Quella malattia ha degli effetti tremendi. I polmoni
si riempiono.
- Be', allora doveva tenere il cazzo alla larga dal culo degli
altri uomini, - dice Janice, abbassando la voce in maniera
che infermiere e inservienti nel corridoio non sentano.
Culi. Thelma. Uno scrigno di nulla. Tastare il vuoto.
- Mah, in una situazione come quella di Nelson, - considera
lui, - non saprei dire chi sia il corrotto e chi il corruttore.
Forse sono stato io a corromperlo, povero ragazzo,
vent'anni fa.
- Oh, Harry, non essere cos duro con te stesso. Mi fa
tristezza vederti cos. Sei molto cambiato. Che cosa ti hanno
fatto questi medici?
 contento che gliel'abbia chiesto. Quindi glielo racconta:
- Mi hanno infilato in corpo un oggetto lungo e
sottile, e intanto vedevo il mio cuore in televisione. L,
sullo schermo, il mio povero cuore pompava per tenermi
in vita. Penetrare in un cuore in quel modo non dovrebbe
essere permesso. La gente dovrebbero lasciarla
morire e amen.
- Che maniera stupida di parlare, tesoro.  la scienza
moderna, dovresti esserle grato. Guarirai. Mim ha telefonato
tutta preoccupata, ma le ho spiegato che era una cosa
da poco e le ho dato il tuo numero di qui.
- Mim -. Soltanto pronunciare questa sillaba lo fa sorridere.
Sua sorella. L'unica sopravvissuta oltre a lui di quella
casa in Jackson Road dove il padre e la madre mettevano
in scena la loro polemica permanente, il loro calore, il loro
dramma, il loro corteo di giorni. A diciannove anni ha preso
e se n' andata a Ovest, a Las Vegas, portandosi dietro
la propria bellezza tutt'ossa. E quando questa bellezza ha
cominciato a svanire, uno dei suoi amici gangster, in vena di
sentimentalismi, le ha messo su un salone di bellezza, con il
risultato che adesso possiede anche una lavanderia automatica
e un negozio di parrucchiera. Per le lavanderie automatiche
Las Vegas dev'essere fantastica. Non ci vive nessuno, tutti
ci vanno di passaggio e poi via, lasciandosi dietro un po' di
sporco come sulla chiara moquette di antron nella casa al 14
e mezzo di Franklin Drive. Lui e Janice sono andati a trovarla
una volta, sette anni fa. Tutte quelle caverne piene di
sfavillanti slot machine, nessun orologio da nessuna parte,
un perenne due della notte, finch si esce e con immensa
sorpresa si scopre che il sole brucia e i marciapiedi scottano
talmente che non potrebbe camminarci sopra nemmeno
un cane. Data la presenza di Sinatra e Wayne Newton lui
si aspettava un sacco di gente chic, mentre in realt tutti
questi drogati del gioco non avevano pi classe dei pivelli
che si vedono intorno alle macchine mangiasoldi di Atlantic
City. Per c'era un certo aroma di West, voci e visi segnati
da sottilissime incrinature. Le aveva anche Mim, sebbene
si fosse appena fatta un lifting, per tirare su quelle che chiamava
le pieghe carnose. La vita  una montagna che si fa
pi ripida a mano a mano che si sale.
- Harry -. Janice evidentemente gli stava parlando.
- Che cosa ho detto?
- Non ne ho idea -. Quindi aggiunge in tono irritato:
- Perch darti la pena di parlare con me quando l fuori
hai Charlie che ti consiglia, per non dire altro?
Lei si infastidisce un po'; le labbra si strizzano a culo di
gallina e il viso si sporge in avanti. - Mi consiglia e basta.
E lo fa perch glielo hai chiesto tu. Perch ti vuole bene.
Prima di andare in Florida e di frequentare questi gruppi
femminili non si sarebbe mai espressa cos, non avrebbe
mai detto voler bene come se fosse qualcosa che zampilla
dappertutto, tipo l'olio dalle auto che perdono. Sta
cercando di richiamarlo a questa vita, intuisce lui confusamente,
di farlo tornare nella mischia. E lui cerca di reagire
di conseguenza: - A me?
- S, a te, Harry Angstrom.
- E perch mai, in nome di Dio?
- Non ne ho idea, - replica lei. - Non ho mai capito che
cosa ci vedano gli uomini l'uno nell'altro -. Quindi tenta
una battuta: - Forse alla sua rispettabile et  diventato gay.
- In effetti non si  mai sposato, - riconosce lui. - Credi
che sarebbe interessato a tornare a lavorare alla Springer
Motors?
Lei sta raccattando le sue cose - un portafogli in pelle
nera, gonfio come una bomba a mano di quelle antiquate,
rotonde, che una volta si tiravano, e non queste cose piatte,
di Semtex, che i terroristi introducono clandestinamente
sugli aerei nascoste nel bagaglio; il libro di testo sui beni
immobili, oltre a diverse fotocopie di moduli spillate insieme,
per il corso di quella sera; un nuovo soprabito primaverile
che si  comprata, una specie di gabardine giallo
giunchiglia con cintura larga e spalle ampie. Quando se
lo mette, con quei capelli vaporosi, ha l'aspetto di una ragazzina.
- Gliel'ho chiesto, - risponde, - ma ha detto che
non vuole assolutamente. Dice che  in societ con questi
suoi cugini, certe case da affittare, alla periferia nord della
citt e ancora oltre, verso la vecchia fiera, pi un'impresa
di pulizia di tappeti messa su da suo nipote con un
altro ragazzo, che secondo lui hanno bisogno di qualcuno
che gli stia dietro; e insomma ne ha abbastanza, non potrebbe
sopportare di tornare a un lavoro stipendiato, con
tutte quelle trattenute fiscali e la seccatura di dover essere
ogni giorno in un posto come il terreno. Gli piace avere
la sua libert.
- Piace a tutti, - sospira Coniglio. - Ehi, Janice. Proprio
l'altro giorno stavo pensando che dovremmo far pulire
la moquette di casa nostra. Non  colpa tua, ma  lurida,
tesoro.
Il dottor Breit arriva l la domenica mattina e gli dice:
- Ha un aspetto ottimo, Harold. Ray lavora in un modo
magnifico. Qui in sala operatoria dicono: Con quel catetere
sarebbe capace di fare il solletico sotto il mento a un
verme solitario -. Quindi lo guarda di sottecchi attraverso
le sopracciglia folte, aspettandosi che si metta a ridere,
ma poi, visto che non lo fa, si appoggia sul bordo del letto
per creare un'ulteriore intimit. - Ho dato una guardata
ai nostri filmati, pi la roba che sono finalmente riusciti
a mandarci quegli imbranati della De Leon Community.
Il calibro dell'arteria  passato dal 15 al 60 per cento della
norma. Ma non posso dire di essere pazzo della sua REA,
ovvero dell'arteria coronarica destra. Pare che ci sia circa
un ottanta per cento di blocco, cosa che va di lusso finch
un collaterale ben sviluppato del ramo circonflesso rifornisce
il ventricolo destro. Ma  proprio alla biforcazione del
ramo circonflesso con il ramo discendente anteriore della
coronaria sinistra che si sta formando una lesione; e una
lesione a una biforcazione  difficile da curare con un'angioplastica.
Idem dicasi - credo le interessi - se la lesione
 troppo lunga o se si trova in un solco ipercinetico AV, o
in una situazione per cui nel bel mezzo della procedura lei
potrebbe restare l a secco senza una sufficiente circolazione
collaterale. In casi del genere pu diventare pericoloso.
Ha le gambe un po' troppo corte per poter stare comodamente
seduto sul letto, quindi con un saltello avvicina
il sedere alle gambe di Harry, che si sente sciaguattare il
sangue attraverso il corpo. Breit sorride e la sua voce si
fa confidenziale, come quando stava mormorando sopra
le spalle del dottor Raymond. - Il fatto , Harold, che la
PTCA  un intervento da cartoni animati, invece ci che io
voglio che lei prenda seriamente in considerazione, mentre
 qui per questi pochi giorni e adesso che ha tastato il
terreno,  l'opportunit di procedere con un CABG, anche
se, come le ho detto, l'operazione sembra aver portato a
dei buoni risultati. Non dico di farlo subito. Parliamo di
quattro, sei mesi, prima di tornare ad aprire. Le faremo
un by-pass sia alla coronaria di destra sia al ramo circonflesso,
oltre che al LAD, in caso di un eventuale riprodursi
della stenosi, dopodich lei sar un altro uomo, con un
cuore maledettamente prossimo a essere nuovo di zecca.
E gi che ci siamo magari potrebbe essere il caso di dare
un'occhiata anche a quella valvola aortica che non tiene
bene, facendo un pensierino a un pacemaker. Francamente
parlando, pu essere che ci sia stato un piccolo infarto
miocardico postoperatorio: nel suo elettrocardiogramma si
vedono alcune onde Q nuove, inoltre c' stato un aumento
dell'enzima miocardico creatinfosfochinasi-MB.
- Vuole dire, - replica lui, non completamente incantato,
- che ho avuto un infarto mentre ero steso sul lettino?
Il dottor Breit scrolla amabilmente le spalle. Tutti i suoi
gesti sono connotati da un'amabilit in armonia con la sua
pelle roseo-lattea. La voce  un po' stridula, emessa attraverso
labbra dall'aria screpolata. - La PTCA  una procedura
d'urto, nessuno dice di no. Un piccolo trauma va messo
in conto. Sul suo cuore si vedono diverse cicatrici miocardiche
vecchie. E un infarto non  altro che la morte di un
muscolo cardiaco. Per alcuni di essi pu succedere senza
che il paziente se ne accorga. Succede a tutti, cos come
tutti, oltre una certa et, abbiamo un po' di enfisema. Si
chiama processo di invecchiamento, non c' modo di evitarlo.
Non in questa vita, almeno.
Circa quella a venire lui avrebbe da porre diverse domande,
ma preferisce non farlo. Dubita che le nozioni
del dottor Breit in materia vadano pi in l di quelle del
National Enquirer. - Mi sta dicendo che sono venuto
in questo ospedale a spendere non so quante migliaia di
dollari per farmi fare un'operazione da cartoni animati?
- Roma non  stata costruita in un giorno, Harold, e alla
stessa stregua il suo cuore non lo si pu ricostruire in una
settimana. L'angioplastica funziona, almeno per un po',
in circa l'ottanta per cento dei casi. Mentre il by-pass arriva
a un novanta per cento di successo iniziale.  la stessa
differenza che c' fra pulire la tazza del cesso con uno
spazzolone lungo e sostituire completamente le tubature.
Ci sono posizioni che con uno spazzolone non si possono
raggiungere, e depositi che hanno subito un processo di
amalgama chimico. Un uomo della sua et, in uno stato di
salute complessivamente buono, non dovrebbe pensarci due
volte.  una cosa che deve non soltanto a s stesso, ma anche
a sua moglie e a suo figlio. E a quei nipotini furbetti
di cui ho sentito parlare.
Pi in fretta Breit parla, pi lui avverte un senso di
oppressione al torace. - Vediamo se riesco a capire, - sbotta.
- Strappano alcune vene dalle gambe e le cuciono al cuore
come i manici di una brocca, no?
Un'espressione accigliata fa rannuvolare lo sguardo del
giovane medico. Sta superando il tempo consentito per la
visita, pensa Coniglio. Facendo visibilmente appello alla
pazienza, si lecca quelle labbra dall'aspetto dolorante
e spiega: - Dalla gamba viene estratta una vena superficiale,
e in alcuni casi anche l'arteria mammaria dal torace,
perch in condizioni di pressione arteriosa le arterie
si comportano meglio delle vene. Ma di questo lei non
deve assolutamente preoccuparsi. Il chirurgo non  lei,
 roba di nostra competenza. E un'operazione che negli
Stati Uniti viene effettuata decine di migliaia di volte
all'anno, mi creda, Harold. Un giochetto.
- Qui la fate?
Gli occhi di Breit, dietro gli occhiali color carne, sono
due strane fessure pelose, con palpebre gonfie e rosa. - In
questa struttura medica le attrezzature necessarie non ci
sono ancora, - riconosce. - Dovrebbe andare a Filadelfia.
Non credo che saremo in grado di trovarle un buco a Lancaster:
sono completamente prenotati per i prossimi mesi.
- Quindi non pu essere una cosetta cos da poco, se
occorrono tutte queste attrezzature -.  dall'infanzia che
Coniglio ha dei pregiudizi nei confronti di Filadelfia.  la
citt pi sporca del mondo: vivono su acqua avvelenata.
E Lancaster  ancora peggio, contadini di religione mennonita
che ammazzano di lavoro i loro animali, denutriti
al punto che sono per met gobbi e nani. Quanto siano
pittoreschi lo ha visto nel film Witness. Il testimone, c'era
Kelly McGillis che si faceva le spugnature alle tette nude
mentre tutti davano il loro contributo a costruire quella
baracca, ma lui non si  lasciato incantare. - Forse il posto
giusto potrebbe essere la Florida, - butta l. Quando
 al nord la Florida gli sembra sempre un posto fuori dalla
realt: operarsi l potrebbe essere come non farlo affatto.
La bocca dolorante del dottor Breit si irrigidisce. Il labbro
superiore  imperlato di sudore. Perch ci tiene tanto?
Avr una quota mensile, come i poliziotti di stato con le
multe per eccesso di velocit? - Non ho trovato particolarmente
entusiasmanti i rapporti che abbiamo avuto con
De Leon, - replica. - Comunque ci pensi, Harold. Se fossi
nei suoi panni  ci che mi farei fare, senza nessuna esitazione.
Altrimenti sta puramente e semplicemente giocando
con la sua vita.
Gi, pensa Coniglio quando il medico se n' andato dalla
stanza, per lei non  nei miei panni. E a che cosa serve la
vita, se non a giocarci?
Telefona Mim. Harry ci mette un attimo a riconoscere
la voce, tanto  secca e metallica, ruvida di whisky e sigarette.
- Che cosa ti stanno facendo questa volta? - gli
chiede. Ha sempre avuto questa idea che nella Diamond
County lui sia un agnello tra i lupi: avrebbe dovuto andarsene
come ha fatto lei.
- Mi hanno messo in ospedale, - le risponde. Potrebbe
quasi mettersi a piangere, come un ragazzino. - Mi hanno
ficcato un palloncino da una gamba fino al cuore, riempiendolo
di acqua salata con una pompetta per liberare un'arteria
ostruita da tutto il grasso che ho mangiato. Quindi
mi hanno messo un peso sull'incisione nella gamba, dicendomi
di non muoverla per sei ore perch altrimenti sarei
potuto morire dissanguato. Gli ospedali sono cos: prima
ti dicono che quello che stanno per fare  semplice come
tagliarsi i capelli, poi quando arrivano a met ti informano
che potresti morire dissanguato. E alla fine questa mattina
il dottore viene qui a dirmi che  stata un'operazione inutile,
che non valeva assolutamente la pena di fare. Vuole
che rischi tutto, facendomi fare un by-pass multiplo. Ti
spaccano in due come una noce di cocco, Mim, e ti strappano
un po' di vene dalle gambe.
- S, lo so, - dice lei. - Ma tu hai intenzione di farlo?
- Immagino che alla fine mi convinceranno, - risponde
Coniglio. - Voglio dire, ti tengono per le palle. Si ha paura,
ma che cos'altro si pu fare?
- Diverse persone che conosco si sono fatte fare l'operazione
a cuore aperto e ne sono entusiaste. A me per
non sembra che ci sia 'sta gran differenza: continuano a
passare la giornata sedute sul culo grosso che si ritrovano
a farsi fare la manicure e a parlare al telefono; ma bisogna
riconoscere che non erano delle schegge neanche prima.
Arrivati alla nostra et, Harry, restare vivi  un'impresa.
- Ma di, Mim. Hai soltanto cinquant'anni.
- Da queste parti, per una donna significa essere decrepita.
Si  ridotte a cibo per bestie. Per le femmine  ora di
tirare i remi in barca. Non si viene pi seguite da nessuno
sguardo, sembra di essere diventate invisibili.
- Caspita, se ne ricevevi di sguardi, - ribatte lui, con
orgoglio. Se la ricorda a diciannove anni - mches bionde,
grossa cintura rossa strettissima in vita, morbidi golfini
sexy, braccia magroline che terminavano in una variet
di braccialetti, incisivi sporgenti che non poteva evitare di
mettere in mostra quando sorrideva, labbra impiastricciate
di rossetto come se avesse appena mangiato un panino con
la marmellata, una puledrina dalle gambe lunghe, che moriva
dalla voglia di alzare le chiappe da Brewer per aprirsi
la strada a calci o a scopate. E ce l'ha anche fatta. Mentre
Coniglio lontano da l non se la sarebbe mai cavata. Troppo
molle. Basta la Florida a mandarlo nel pallone. Aveva
bisogno di restare dove ci si ricordava di lui ai bei tempi.
- Allora, quando vieni a Est? - chiede a Mim.
- Mah. Sei conciato molto male, Harry?
- Non tanto. Ma mi lamento moltissimo. Non devo
fare altro che evitare i grassi animali e il sale, e stare alla
larga dalle grane.
- Chi sarebbe a procurartele?
- Il solito, - risponde lui. - Nellie ha di nuovo qualche
problema. Ehi, non indovineresti mai chi  ricomparso in
scena a spupazzarsi Janice mentre io sono chiuso qui dentro.
Il tuo vecchio ragazzo, Charlie Stavros.
- Non  stato esattamente quello che definirei un ragazzo.
Me lo sono preso per toglierlo di dosso a tua moglie. Da
queste parti uno non viene considerato un ragazzo finch
la tipa non l'ha almeno sistemata in un appartamento.
Lui muore dalla voglia di tenere vivo il suo interesse.
Quelli che se la sono cavata come lei fanno in fretta ad
annoiarsi. - Come diavolo si sta a Las Vegas? - chiede.
- Fa gi caldo? Perch non vieni qui a Est un paio di settimane
per scappare dall'afa? Ti sistemiamo nella stanza
degli ospiti, sopra la mia tana, cos conosci i tuoi pronipoti,
femminuccia e maschietto. Judy ormai si  fatta un'autentica
damina. Diventer una bellezza. Non come te, ma
comunque una bellezza.
- Harry, l'ultima volta che sono venuta in Pennsylvania
sono quasi morta per l'umidit. Non so come facciate,
giorno dopo giorno: mi sembrava di essere avvolta in tanti
strofinacci umidi e caldi. Secondo me ad ammazzarti 
proprio quel clima pesante.
- Gi, - conviene lui fiaccamente. Il ricevitore che ha
in mano  madido. La sua capacit di tenere vivo l'interesse
non  all'altezza della situazione. Ormai  libero
di andare in giro per i corridoi, dove si vedono cose sbalorditive:
meno di un'ora prima, per esempio,  comparsa
una visitatrice stupefacente, una ragazza di Brewer,
non pi di quindici anni, tutta in nero, giacca, pantaloncini
attillati, stivaletti a punta, i capelli tinti di un bianco
giallastro, corti, diretti in tutte le direzioni, un cranio
che faceva venire in mente un pulcino pasquale bagnato,
con in pi un piccolo tatuaggio cruciforme a fiori esattamente
di fianco a un occhio. Ma il suo cuore  rimasto
abbastanza indifferente: gli  parsa una cosa gi vista,
queste ragazze che si fanno del male convinte che la loro
giovent continuer comunque a splendere e che tutto
andr a posto.
- Magari vengo in autunno, se ce la fai a tenere duro, -
gli dice Mim.
- Oh, altroch se ce la faccio, - replica lui. - Non ti libererai
cos facilmente del tuo fratellone -. Ma lo scambio
di battute  difficile, sente che nelle pause Mim stenta a
trovare qualcosa da dire. - Ehi, Mim, - dice. - Ti ricordi
se pap lamentava dei dolori al petto?
- Aveva l'enfisema, Harry. Perch non ha voluto smettere
di fumare. Mentre tu hai smesso. Sei stato bravo.
Quanto a me, sono calata a un pacchetto al giorno. Ma il
fumo credo di non averlo mai veramente inalato.
- Mi pare di ricordare che lamentava oppressione al
petto. Si ficcava la mano sotto la camicia e se lo sfregava.
- Magari aveva il solletico. Harry, pap  morto perch
non poteva pi respirare. E la mamma perch aveva il morbo
di Parkinson. Certo, credo che alla fine abbia ceduto il
cuore a entrambi, ma capita a tutti, perch cos  la vita:
una faticaccia per il cuore.
La sua sorellina  diventata tremendamente dogmatica,
tutto tagliato e asciugato. Ed  anche irritata per qualcosa.
Esattamente come il piccolo Roy. - Ehi, - dice lui, non volendo
comunque chiudere, - c' un'altra cosa che mi stavo
chiedendo. Ti ricordi che cantavamo sempre Shoo-fly pie?
- S. Pi o meno.
- Come fa il verso che viene dopo ti si illumina lo sguardo
e la pancia dice opl?
Nel silenzio, sente parlottare sullo sfondo, chiacchiere
da salone di bellezza, ronzio di asciugacapelli. - Cazzo,
non ne ho idea, - risponde finalmente lei. - Sei sicuro
che la cantavo?
- Be', lo ero, ma non importa. E a te, come va la vita?
- chiede. - Altra carne al fuoco? Quando ti diamo a
un marito?
- Dacci un taglio, Harry. Da queste parti una vecchia
ciabatta come me se la sposerebbero unicamente per nascondere
qualcosa. O per detrarsi le tasse, se il commercialista
scopre un modo.
- A proposito di commercialisti, - attacca lui, e potrebbe
raccontarle tutto di Nelson, Lyle e Janice, oltre che delle
voci che gli telefonano, ma  chiaro che lei non ha voglia
di stare ad ascoltarlo. In tono frettoloso, e con voce pi
bassa, gli dice: - E appena entrata una cliente veramente
speciale, Harry. Ne hai sentito parlare persino tu. Quindi
devo chiudere. Prenditi cura di te. Mi sembri sulla buona
strada. Comunque: ogni volta che ce le hai piene di quella
gente l, puoi sempre venirtela a spassare un po' qui.
Che tipo di spasso?, avrebbe voluto chiederle - ai bei
tempi, quando gli capitava di vederlo uscire da solo, si offriva
continuamente di trovargli una ragazza ma in realt
non lo ha mai fatto - e avrebbe anche voluto avere maggiori
particolari sul perch crede che lui sia sulla buona strada.
Ma Mim ha riattaccato. Ha una vita da mandare avanti.
L'interno del braccio gli fa male per la fatica di reggere il
telefono. Da quando gli hanno invaso le arterie con liquidi
di contrasto e palloncini, sente indolenzimenti e dolori in
giunture remote e disperse, come se il sangue non fosse pi
esclusivamente suo. Una volta rotto il tappo, le bottiglie
di ginger-ale non frizzano una seconda volta.
L'infermiera dalla faccia tonda e pallida - un viso contadino
- arriva l il luned sera per dirgli: - Mia madre deve
fare un salto qui a portarmi una cosa, questa sera. Vuole
che le chieda di passare a trovarla un attimo?
- Le ha detto che ne avrebbe voglia? - Quando penso che
credi sia tua figlia,  come se la strofinassero tutta di merda,
gli ha detto Ruth l'ultima volta che si sono parlati.
La giovane sorride sotto la cuffietta messa di traverso.
- L'altra sera le ho detto che lei  qui, come per caso, e
credo proprio che verrebbe. Non ha detto niente di villano
o roba del genere -. Sul suo viso compare una traccia
di rossore, qualcosa di affettato, un segreto. Se non le
capita presto qualcosa, la sua diventer una faccia vuota,
sciocca. L'innocenza si ridurr a stupidit.
Non  stata la migliore delle giornate. I rumori del traffico
e del lavoro che riprende, fuori, gli hanno ricordato che lui
ne  lontano. Janice non  venuta a trovarlo, e a quest'ora
 gi cominciato il suo corso serale. Il cielo  stato gonfio
tutto il giorno di nuvole grigie, disposte sopra i camini di
mattoni in lunghi rotoli di nimbi che si trascinavano dietro
dei bioccoli neri, ma in realt di pioggia non ne  caduta.
La vista che si gode da quella finestra consiste di diverse
strisce di strutture ornamentali in mattoni, complesse dentellature
che completano i terzi piani di alcuni stretti edifici
che sul piano stradale ospitano un caff, una tintoria, un
negozio di articoli per ufficio. Il palazzo d'angolo  dipinto
di grigio, quello di mezzo di azzurro e il terzo, quello con
gli stipiti pi ornati, di beige. A poco a poco gli abitanti di
Brewer sono arrivati a capire che i mattoni possono essere
dipinti in qualsiasi colore, non soltanto in rosso mattone.
Dietro le finestre pi alte, al di l della strada, abita della
gente ma, per quanto lui stia fiduciosamente l a scrutare,
non  mai stato premiato dalla visione di una donna che
si spoglia, n di una persona qualsiasi che sia venuta l a
guardare fuori. Inoltre, fatto ancora pi seccante, nei tre
giorni passati da quando  entrato al St Joseph non  stato
capace di avere un movimento intestinale. Il primo giorno
ha dato la colpa alla complicazione della padella e al riguardo
che ha per le infermiere a cui toccherebbe portare
via i suoi escrementi, il secondo al cambiamento di dieta -
l'alimentazione studiata dai dietologi dell'ospedale  bella
da vedere ma sa di cartone bagnato e sotto i denti sembra
paglia, tanto insipida da bloccare le ghiandole salivari -,
ma arrivato il terzo giorno, quando ormai gli  permesso
andare in giro per i corridoi e servirsi del suo bagno privato,
protetto da una porta chiusa, la colpa la pu dare soltanto
a s stesso, alla sua decrepitezza, al suo disseccarsi,
all'esaurirsi dei suoi stessi processi corporei. Sta restando
persino senza gas.
 singolare che questa ragazza (in realt non  affatto
tale, dovrebbe avere solo tre anni meno di Nelson) si sia
offerta di portargli l sua madre: proprio la notte prima ha
sognato Ruth. Mentre il mondo che lo circonda va facendosi
grigio, i suoi sogni diventano sempre pi intensamente
colorati. Ruth, proprio lei, com'era allora, quella primavera
che hanno vissuto e sono andati a letto insieme, entrambi
ventiseienni, lei bene in carne, impertinente, carina in un
modo rozzo, pesante, incurante: indossava un vestito blu
mare a piccoli pois bianchi contro cui lui premeva il corpo,
contro il corpo di lei, dicendole quanto le stesse bene quel
colore; i capelli sulla sua testa scintillanti di rosso, castano
e oro, vicino ai suoi occhi. Se Ruth teneva la testa girata
da un'altra parte, gli pareva che non fosse tanto per avversione
nei suoi confronti quanto per un naturale imbarazzo
di fronte alla situazione: nel sogno, infatti, sembrava che
abitasse con lui e Janice, tutti e tre insieme, e Janice era l
vicina, di sopra, anche se il mobilio che li circondava era in
vimini, a fiori, pieno di sole, come quello dell'appartamento
in Florida, dove per non c' nessun piano di sopra. Il suo
abbracciare Ruth sembrava che fosse quasi permesso, che
lui stesse abbracciando una persona a cui era legato da un
rapporto legale: l'elogio di quell'abito sgargiante era inteso
a farla partecipe del senso di benessere che provava in
conseguenza del fatto che il loro amore era finalmente del
tutto regolarizzato. Lui le aveva nascosto il viso nel collo
sapendo che ormai avrebbe potuto scoparla per sempre,
continuamente, traboccando interminabilmente dentro la
sua soda bellezza. Al risveglio si  trovato nello stato di semierezione
che da sveglio non ha mai per via della medicina
contro l'ipertensione e di quel suo umore generalmente
grigio. Poi, con il sogno ancora fresco stretto addosso in
brandelli color azzurro cielo, ha scoperto che i pois bianchi
erano i fiorellini simili a confetti che un mese prima aveva
visto sparsi sul marciapiede di quella via fiancheggiata dagli
alberi di pero dalle parti di Summer Street, dove un tempo
aveva vissuto proprio con Ruth, e che il sole sfolgorante era
quello che si riversava sul tavolo di mamma Springer, in
ferro, tutto felci e violette, sistemato nel piccolo solarium
dalla parte opposta del corridoio rispetto al soggiorno buio.
Infatti, sebbene nel sogno il mobilio fosse quello della Florida,
la casa in cui abitavano tutti insieme era certamente
la vecchia dimora degli Springer.
All'infermiera con la faccia tonda chiede: - Che cosa sa
di me e sua madre?
Il rossore si fa un po' pi intenso. - Oh, niente. Dei
tempi prima di sistemarsi con mio padre non parla mai -.
Adesso la vita di Ruth da single sarebbe un fatto piuttosto
convenzionale, ma allora era fuori da ogni schema, un'anima
scandalosa, perduta, per l'angusto mondo di Mt Judge.
- Ho pensato che lei doveva essere un amico speciale.
- Forse non poi cos tanto, - replica lui.
Poi si sente a disagio, perch non c' molto che la giovane
possa fare per replicare a questa sua affermazione, che
 una bugia: pu soltanto restarsene cortesemente l, con
quel labbro superiore carnoso, infermiera paziente con un
paziente. Lui la sta mettendo in una posizione pericolosa.
Le vuole bene, l'amore gli scorre in corpo come un'effusione
cieca, un'anestesia. Alla propria possibile figlia dice:
- Senta,  un'idea carina, ma se sua madre venisse qui
sarebbe perch glielo ha chiesto lei, non perch ha deciso
personalmente di farlo, e in tutta franchezza, Annabelle, -
non l'aveva mai chiamata per nome, - preferirei che non
mi vedesse in questo stato. Lei mi ha detto che  dimagrita
ed  molto chic. Io invece sono grasso e ho una salute
che  un casino. Forse la sua visita sarebbe troppo per me.
Il viso della giovane torna a farsi pallido e compassato.
I confini sono stati ristabiliti, proprio ora che lui cominciava
a sentirsi paterno. - Benissimo, - replica. - Se mi
chieder notizie, le dir che  stato dimesso.
- Pensa che gliene chieder? Aspetti. Non abbia tanta
fretta. Mi dica, perch vuole farci incontrare?
- Mi sembrava che avesse un certo interesse per lei.
Quando la nomino, il suo viso si illumina.
- Davvero? Forse si illumina perch guarda lei -. Decide
di osare: - Per mi sono chiesto diverse volte se  un bene
che lei continui a vivere con sua madre. Forse dovrebbe
liberarsi dalla sua ala protettrice.
- L'ho fatto, per un po'. Ma non mi  piaciuto.  dura
vivere sola. Gli uomini possono diventare tremendi.
- Davvero? Mi spiace.
Il viso della giovane si addolcisce a formare un sorriso
affettuoso, che le arriccia i bordi del labbro superiore formando
una gobbetta sulla carnosit centrale. - Comunque
dice anche lei la stessa cosa. Ma per adesso a me piace cos.
Non  pi come una madre:  una specie di compagna di
camera. Mi creda: in questa citt, alle donne che vivono
sole possono capitare cose sgradevoli. Brewer non  New
York, ma non  nemmeno Penn Park.
Certo. Il suo indirizzo lo pu leggere sulla scheda ai piedi
del letto. Per lei  uno snob di Penn Park, nei cui confronti
ha sempre provato tanto fastidio lui stesso. - Brewer 
una citt difficile, - conviene, tornando ad affondare nel
cuscino. - Lo  sempre stata. Carbone e acciaio. C'erano
bar e bordelli lungo la ferrovia e fino in centro, quando ero
giovane -. Quindi guarda da un'altra parte, verso i mattoni
ornamentali, verso le nuvole nere che corrono senza
portare la pioggia. Infine le dice: - La sua vita lei sa benissimo
come viverla. Se dovesse chiederglielo, a sua madre
dica che magari ci vedremo un'altra volta -. Sotto gli
alberi di pero, in paradiso.
L a letto, durante questi giorni, pensa con commozione
agli ormai defunti muratori che si sono dati la pena di comporre
quelle variazioni nell'ultima fila di mattoni dei tre
edifici di fronte, allegre strutture di rientranze e sporgenze,
linee diagonali e rette, che gettano ombre diverse nei
vari momenti della giornata, uomini di un altro secolo, in
cima alle loro impalcature, che tra loro parlavano l'olandese
di Pennsylvania (oppure chiss, forse anche allora erano
gli italiani a fare tutti i lavori di muratura). E pensando a
tutti i mattoni che sono stati impilati, demoliti e di nuovo
impilati nelle strade ordinatamente squadrate che salgono
verso Mt Judge, cerca di vedere anche la propria vita
come un complesso edilizio, emerso nel 1933, di punto in
bianco, e da allora andatosi sempre pi indurendo: una vita
fatta di schiere, di pareti, di isolati composti di tante vite.
Una visione nel complesso piacevole, che gli d una vaga
eccitazione di natura sociale, ma che  difficile contrapporre
alla sua originaria e indefettibile idea che Brewer e
tutto il mondo circostante siano soltanto delle appendici
della sua persona, una specie di pizzo cucito attorno a un
tondo cuscino di raso; lui al centro dell'universo, come
quel Dalai Lama che le notizie pi recenti dicono essersi
offerto di dimettersi (dopo quasi quarant'anni di dominio
cinese il Tibet  ancora in agitazione). Offerta che tuttavia
 stata accolta con orrore dai seguaci, per i quali il Dalai
Lama non pu rinunciare alle proprie prerogative divine
pi di quanto Coniglio possa rinunciare a essere s stesso.
Fa un'indigestione di TV. E proprio li, di fronte ai suoi
occhi, con i fili che escono dal muro alle sue spalle come
quelli dell'ossigeno. Scopre che desidera fatti, non fantasie:
nelle luci crude del bianco e nero i vecchi film via
cavo della AMC gli sembrano rigidi e teatrali, mentre i
vecchi show televisivi della Nik, con gli scoppi di risate
finte e le pettinature laccate anni Cinquanta, gli sembrano
insopportabilmente fasulli; ha la sensazione di sprecare
il suo tempo persino con le continue trasmissioni sportive
(rugby dall'Irlanda, curling dal Canada): favole per
gente che non ha altro da fare, mentre a questo punto lui
ha tempo soltanto per la verit, quella di DSV o di Canale
12, per MacNeil-Leher che con aria grave fa il ping pong
delle notizie tra New York e Washington, per i rettili di
Smithsonian World che fanno sibilare la lingua biforcuta
nel riverbero accecante del deserto, per le gigantesche tartarughe
delle Galapagos in World, of Survival, che lottano
per la vita, oppure per i russi che combattono contro
i nazisti nei tremolanti filmati storici della Seconda guerra
mondiale raccontata da sir Laurence Olivier (Venti
milioni di morti, intona alla fine, mentre l'immagine si
blocca trasformandosi in una sfocatura computerizzata e
nel sottofondo va crescendo di volume un tema musicale
che fa venire i brividi; Harry si esalta al pensiero che c'era
anche lui, dall'altra parte dell'emisfero settentrionale,
a schiacciare lattine e appallottolare stagnola per dare il
suo modesto contributo antihitleriano, decenne soggetto
di vera storia), per Guerra e pace nell'ra nucleare, per la
via della natura, per Ritratti del potere, per Meraviglie del
mondo, per Cronache di vita nella natura, per Corpo vivo,
per Il pianeta terra, lotta e morte, ghepardi che sbranano
animaletti selvatici, tarantole che tirano di scherma con
scorpioni, minuscoli opossum che cercano a tentoni il capezzolo
giusto sotto i crudi riflettori del fotografo naturalista,
uccelli tessitori che fabbricano i nidi pi maledettamente
intricati soltanto per attirare una femminuccia
schizzinosa, l'incredibile abilit, variet ed energia, e anche
lo spreco che tutto ci comporta, una sorta di corso
accelerato che sta impartendo a s stesso circa le consuetudini
del mondo. A tutto ci non vi  fine, non vi  fine
all'informazione.
Le notizie della sera riguardano in gran parte la Cina:
Gorbacv in visita, studenti che manifestano in piazza
Tienanmen, per non contro Gorbacv, anzi, a loro piace,
piace a tutto il mondo, nonostante quella buffa macchia che
ha sulla testa, a forma di Giappone. Ci che gli studenti cinesi
sembrano desiderare  la libert, vogliono essere come
gli americani, anche se in realt americani lo sembrano gi
cos come sono, in blue jeans e T-shirt. Intanto nella stessa
America le notizie sono che non soltanto il presidente
George Bush ma anche sua moglie, la First Lady, fa la
doccia in compagnia del cane, Millie, e se questo  tutto
ci che i cinesi desiderano dovremmo essere in grado di
darglielo, o per lo meno qualcosa di molto simile, anche
se nel complesso questo gli fa un po' sentire la mancanza
di Reagan, se non altro lui era dignitoso, aveva quel suo
distacco sognante; il lato formidabile della sua presidenza
era che non si capiva mai se sapeva tutto o non sapeva
niente, era come Dio da quel punto di vista: l'importante
era che imparassi a cavartela da te. Questo nuovo presidente,
invece, si capisce che qualcosa sa, ma un qualcosa
che sembra piuttosto limitato. Coniglio non vuole affatto
doversi figurare il presidente e la sua attempata consorte
che fanno la doccia nudi con il cane. Reagan e Nancy se
non altro avevano la loro dignit, la loro sfocatura da computer,
anche quando gli asportavano via polipi intestinali
e tette davanti a miliardi di persone.
Janice arriva il marted alle sei, mentre lui sta facendo
l'ultima cena leggera: domani lo dimettono. Indossa il soprabito
nuovo, una gonna corta e una camicetta piuttosto
ordinaria, rosa antico, vistosa quasi quanto i pois di
Ruth nel sogno. Sua moglie  piena di rinnovata energia,
di efficienza, i capelli sale e pepe sono stati tagliati corti e
riempiti di corpo da una parrucchiera che ha eliminato la
frangetta, creando con il gel una massa morbidamente ispida,
con la riga tutta spostata da una parte. Gli fa venire in
mente una di quelle annunciatrici dei telegiornali che parlano
a macchinetta. In effetti trabocca di notizie. Sembra
che porti delle lenti a contatto innaturalmente luccicanti,
finch non capisce che si tratta di lacrime, preparate per
lui durante l'intervallo delle trasmissioni.
- Oh, Harry, - inizia, -  peggio di quanto pensassimo!
Migliaia e migliaia!
- Migliaia di che cosa?
- Di dollari rubati da Nelson! Charlie, io e questo ragioniere
consigliato da suo nipote - Mildred ha detto che
 troppo vecchia per fare una verifica contabile e in ogni
caso ha troppo da fare alla casa di riposo - oggi siamo andati
al terreno - secondo Charlie era assolutamente necessario
che ci fossi anch'io - e ho chiesto di vedere i libri.
Nelson c'era, una volta tanto, e mi ha lanciato uno sguardo
disperato da spezzare il cuore che non dimenticher
finch campo. Certo, mamma, ha risposto. Che cosa volevo
sapere? Ci ha detto tutto. Sulle prime, quando aveva
un bisogno disperato di soldi per la, be', insomma, per la
cocaina, staccava a s stesso assegni etichettati Spese o
Cassa, finch Mildred - a quei tempi era ancora l - non
ha cominciato a fargli delle domande in proposito e lui si 
spaventato. Inoltre, queste piccole cifre, cento o duecento
dollari alla volta, non gli erano pi sufficienti, per cui
gli  venuta l'idea di offrire sconti sull'usato a chi pagava
in contanti o con un assegno intestato direttamente a lui.
- Te l'avevo detto che nei rendiconti l'usato era troppo
basso, - commenta lui con un tono di trionfo che risulta
piuttosto moscio. Da quando gli hanno ficcato in corpo quel
catetere, qualcosa ha prosciugato le sue reazioni emotive.
- Quante auto ha venduto con questa acrobazia?
- Be', tutte non se le ricorda neanche lui, ma secondo
Charlie  un dato che possiamo ricostruire dalle registrazioni,
dalle bolle di carico eccetera, ci vorr soltanto del
tempo. Naturalmente Nelson non proponeva a tutti i clienti
un affare di natura cos equivoca, si trattava di scegliere
con cura quelli che gli sembravano abbastanza poveri
da non stare a guardare in bocca al famoso caval donato.
 stato in gamba. Nelson  molto pi sveglio di quanto tu
gli abbia mai concesso.
- Non ho mai detto che non lo fosse.
- Oh, Harry, per... - Il guscio di lacrime si rinnova, gli
occhi castani tracimano, due lucide strisce luccicano accanto
alla pallottolina del naso, un naso che non ha maggiore
carattere della manopola di un cassetto. Janice strappa un
fazzolettino di carta dalla scatola che l'ospedale mette sul
tavolino accanto al letto di ogni paziente: mentre si china
in avanti, lui ha una visione fugace della parte superiore del
suo seno sodo attraverso lo scollo largo della camicetta (rosa
antico, stile rustico), un capo mai visto, comprato apposta
per il corso sulla propriet immobiliare, per i convegni
con Charlie, per il suo generale emergere nel mondo, senza
di lui. Sente uno sgradevole lampo di calore, come durante
l'inserimento del catetere. Le tette di sua moglie lo hanno
colpito a tal punto. Janice si picchietta il viso, quel viso
confuso da cucciolo, e si china ancora pi in avanti fino a
fargli sentire il suo alito sulla faccia, un vago sentore di Life
Saver alla menta. Per coprire l'odore del tabacco. Le lacrime
luccicano sotto i suoi occhi, tiene bassa la voce rotta in
modo che possa sentire soltanto lui. - ... non si  neanche
fermato l. Ormai si faceva di crack e la quantit di soldi
che gli serviva era incredibile. Di conseguenza ha escogitato
questo sistema con Lyle, e qui la cosa si fa molto tecnica...
- Aspetta, - la interrompe lui. L'inserviente  venuta
a portare via il vassoio della cena. E una latinoamericana
bene in carne, con lunghe unghie rosse e un evidente paio
di baffi.
- Lei no mangia abastanza, - lo sgrida, con un timido
sorriso di denti piccoli come perle.
- Invece s, - ribatte lui. - Per adesso, almeno. Ottimo.
Bueno.
La donna ha un blocchetto per appunti su cui annota
le percentuali dei diversi alimenti che ha consumato. Acquosi
fagiolini stracotti: un terzo; medaglione di vitello,
bianchiccio e insipido: met; insalata verde, dura e affogata
in una salsa arancione: nemmeno una foglia; budino
alla tapioca, la cui consistenza molliccia in bocca gli ha
dato un brivido: un boccone. - Come prima colazione, -
legge poi dalla tavoletta a molla che tiene i suoi appunti,
- ananas in pezzi, crema di grano, toast di farina integrale,
caff decaffeinato.
- Non vedo l'ora, - commenta lui.
- Mangia ancora adesso, - gli consiglia la donna.
Lui tiene duro. - No, grazie, ormai  tutto troppo freddo.
E poi c' mia moglie.
La donna legge sulla scheda. - Qui c' scritto che domani
 ultimo giorno.
- Quindi? - le chiede lui. - Esco nel grande mondo.
Sentir la sua mancanza. E quella dei suoi piatti sani.
Prendendo il vassoio di plastica, le lunghe unghie rosse
della donna ne graffiano il ripiano inferiore, producendo
un rumore che gli fa venire la pelle d'oca. Gli viene in
mente la ragazza dai capelli color platino che picchiettava
sui tasti del computer alle Alternative Fiscali. Anche lei
aveva le unghie troppo lunghe. Morta, ha detto Lyle. Se
esiste veramente un aldil dove si riuniscono tutti i morti,
chiss se avr l'occasione di approfondirne la conoscenza.
Ma, senza soldi di mezzo, di che cosa potrebbero parlare?
Quando la donna se ne va, Janice riattacca. La punta
della sua lingua fa capolino per un paio di secondi tra le
labbra per lo sforzo di concentrarsi. - Non sono sicura di
aver capito del tutto, ma come sai teniamo un inventario
in entrata, tanti camion, furgoni e auto che arrivano ogni
mese dalla Mid-Atlantic Toyota del Maryland.
- Tra le venti e le venticinque unit al mese, di solito, -
le dice lui, tanto per farle capire che anche se  steso in
un letto il mestiere lo conosce. - Non siamo mai riusciti
a muovere trecento pezzi nuovi all'anno, tranne che nel
1986, quando la gestione  stata affidata per la prima volta
a Nelson. Ci ha ammazzato lo yen forte, oltre alla Honda
e alla Nissan che si sono prese una fetta pi grossa. E l'anno
scorso anche il Ford Ranger ci ha dato una bella botta
nei pick-up da una tonnellata.
- Cerca di non divagare, Harry. Secondo quanto mi 
stato spiegato, in California ci sarebbe questa Toyota Motors
Credit Corporation che finanzia le nostre giacenze direttamente
alla Mid-Atlantic, venendo rimborsata quando
noi vendiamo un'auto e aggiungendo l'importo dei nuovi
ordini per la concessionaria al conto debitori intestato a
noi. Nelson non faceva altro che registrare ogni mese un
paio di vendite in meno, di modo che la Toyota rinnovava
l'indebitamento mentre il ricavato lui e Lyle lo mettevano
su un conto che avevano aperto a nome della ditta. Lo sai
che le banche sono sempre li a offrire l'apertura di nuovi
conti, fruttiferi, correnti, conti capitale con vincolo limitato
e cos via. Quindi noi siamo debitori nei confronti di
questa TMCC di una o due auto al mese che risultano in
pi rispetto a quante ce ne fossero fisicamente in giacenza
al terreno, e il debito  andato via via crescendo mentre
la giacenza effettiva andava diminuendo. Se non fosse
successo niente, nel giro di due o tre anni non avremmo
pi avuto in giacenza nemmeno un'auto e in compenso
saremmo stati debitori di una fortuna nei confronti della
Mid-Atlantic Toyota!
- Quanto gli dobbiamo, concretamente? - La sua mente
non riesce ad assegnare un valore preciso a questi dati,
a queste Toyota fantasma. I suoi sono ancora pensieri da
ospedale: l'ananas che gli  stato promesso per la prima
colazione o se si  ricordato o no di prendere la sua dose
di digitale per la notte.
- Non lo sa nessuno, Harry. Nelson non se lo ricorda
con esattezza e Lyle dice che moltissimi dei dischetti su
cui teneva i conti si sono cancellati accidentalmente.
- Certo, accidentalmente ma di proposito, - replica lui.
- Che merda. Che coppia di merde.
- Lo so,  una cosa orribile, - conviene Janice. - Ed 
orribile anche come si comporta Lyle al telefono. Dice
che sta crepando e che non gliene importa niente di quello
che gli faremo! Mi  sembrato un po' matto: non sar
una conseguenza del suo malanno? - E a questo punto il
peso dei fatti la travolge, facendola precipitare in un'improvvisa
crisi isterica; le lacrime scorrono accompagnate
da singhiozzi: tenta di appoggiare il viso madido sul torace
del marito, protetto dalla coperta, ma poich la sedia
 troppo in basso rispetto al letto, finisce con il premere
occhi e bocca contro il bordo duro del materasso, mormorando
quanto sia incredibile che lui possa averle fatto
una cosa del genere.
Dove lui sta per Nelson: per una volta Harry non c'entra.
Il dolore le arroventa completamente la testa, persino
la calotta del cranio sembra una pentola arrivata a ebollizione.
Harry gliela accarezza dolcemente, attraverso questa
nuova pettinatura cos corta, cercando di non sorridere.
Eccoli serviti tutti e due, pensa. Gli Springer. I capelli scuri
di Janice, con i loro fili grigi, sono talmente sottili che gli
si appiccicano alle mani come ragnatele. Con la punta delle
dita continua a massaggiare per cinque minuti buoni la sua
testa cos rovente e piena di infelicit, fissando intanto lo
schermo spento del televisore e pensando che si  perso il
notiziario locale delle sei, seguito mezz'ora dopo da quello
nazionale. Non crede che ci che Janice sta cercando di dirgli
abbia la rilevanza di una notizia di importanza nazionale.
Pu anche essere sua moglie, ma non  Connie Chung, per
non dire Diane Sawyer, con quegli occhi azzurri cos spaziati,
quella bocca molle e quell'aria intontita da bella vacca
bionda. - E adesso che cosa succede? - le chiede.
Lei solleva il viso intriso di lacrime e, a sorpresa, ha gi
le risposte. Charlie deve averla addestrata a dovere. - Be',
una volta scoperto quanto dobbiamo alla TMCC, dovremo
accordarci per una transazione. Sul magazzino abbiamo
pagato gli interessi, per cui non dovrebbe importargliene
un granch:  come un'ipoteca, soltanto che Nelson ha
venduto la casa senza dirglielo.
- Se ha falsificato qualche firma si tratta di contraffazione,
- precisa lui: man mano che realizza che razza di
causa persa sia suo figlio, gli si infila nel cuore un liquido
di contrasto nero, fatto di disperazione. Spazzatura umana,
come gli ha detto una volta suo padre. - Che cosa ne
facciamo del ragazzo? - chiede.
Janice sbatte le ciglia umide. Ci che sta per dire le sembra
di una gravit tale che deve esitare un attimo. La sua
voce ha la lenta precisione con cui si esprimeva mamma
Springer una volta fatta mente locale. - Siamo d'accordo
che entrer in un centro di riabilitazione. Immediatamente.
- Ah, bene. Come hai fatto a convincerlo?
- Gli ho detto che o era cos oppure lo licenziavo. E che
lo avrei denunciato.
- Caspita! Gli hai detto cos?
- S, Harry. Io in persona.
- A tuo figlio!
- Ho dovuto. Sta andando a fondo, e lo sa. Mi  stato
riconoscente. Davvero. L'abbiamo deciso l al terreno, di
fuori, tra le erbacce, mentre Charlie e il ragioniere erano
dentro. Dopodich abbiamo fatto alcune telefonate dal
tuo vecchio ufficio.
- Dove sarebbe questo centro di riabilitazione?
- A nord di Filadelfia. Ce l'ha proposto il suo consulente,
sempre che si riesca a farlo entrare. Sono sovraffollati,
come puoi immaginare. La societ non ce la fa a stare
dietro a tutti. A Brewer ci sono alcuni programmi di cura
nelle ore diurne, ma questo assistente sociale dice che
l'importante  tenersi alla larga da tutto l'ambiente complessivo
di cui la droga  un elemento.
- Quindi da un consulente ci  andato davvero, dopo
quella scenata con Pru.
- S, con stupore di tutti. E, cosa ancora pi incredibile,
sembra che gli piaccia. Lo rispetta. E un nero.
Lui prova una fitta di gelosia, di risentimento. Gli stanno
portando via il figlio. Non  stato un padre all'altezza della
situazione. Quindi stanno facendo intervenire i professionisti.
- Quanto durer questo processo di riabilitazione?
- Complessivamente novanta giorni. Il primo mese fanno
la disintossicazione e una terapia intensiva, poi andr
a vivere per sessanta giorni in un ambiente di transizione,
dove gli verr assegnato un lavoro, un servizio sociale probabilmente,
per riabituarsi al mondo normale.
- Quindi star via tutta l'estate. E la concessionaria chi
la fa andare avanti?
Janice posa la mano sopra la sua, in un gesto che a lui
sembra costruito, suggerito da qualcuno. - Tu, Harry.
- Non posso, tesoro. Sono un vecchio caprone malato.
- Secondo Charlie il tuo atteggiamento  pessimo. Ti
stai arrendendo al tuo cuore. Mentre lui dice che la cosa
migliore  avere spirito positivo ed essere molto attivi.
- Be', e allora perch non torna l e la fa andare avanti
lui, visto che  cos attivo, cazzo?
- Ha troppa carne al fuoco.
- Gi, te compresa. Ti sento sfrigolare.
Lei ridacchia, quelle brutte lacrime le si stanno asciugando
sul viso. - Non fare lo stupido.  soltanto un vecchio
amico, e in questa situazione di emergenza  stato
magnifico.
- Mentre io ero fuori uso, eh?
- Eri qui all'ospedale, tesoro. A modo tuo sei stato coraggioso.
In ogni caso, come ben sappiamo, ci sono cose
che non puoi fare al posto mio, a cui posso provvedere
soltanto di persona.
Questione sulla quale lui sarebbe disposto a discutere,
gli sembra un'ipocrisia mascherata da qualcosa di nuovo,
di cui diffida, ma se deve tornare in ballo bisogna che lasci
perdere, che eviti le grane. - Come l'ha presa, Nelson,
questa tua nuova risolutezza?
- Gli  piaciuta, come ti ho gi detto. Stava solo aspettando
che noi prendessimo in mano la situazione, sapeva di
averne perso completamente il controllo. Pru  contentissima
all'idea che qualcuno gli dar una mano. Anche Judy.
- E Roy?
-  troppo piccolo per capire, ma l'atmosfera di quella
casa era avvelenata, come hai detto tu stesso.
- Ho detto cos?
Lei non si disturba a rispondergli. Si  raddrizzata e si
sta pulendo la faccia con un fazzolettino umido.
- Devo vedere il ragazzo, prima che parta?
- No, tesoro. Parte domani mattina, prima che ti portiamo
a casa.
- Bene. Non so se sarei in grado di affrontarlo. Se penso
a quello che ha fatto, ci ha messi tutti quanti nella merda,
non soltanto te e me, ma anche i suoi figli, tutti. Ci ha
venduti per una stupida droga.
- Be', mio Dio, Harry... Mi risulta che anche tu qualche
volta ti sei comportato da egoista.
- Be', ma non per un po' di polvere bianca.
- Non possono farne a meno. Diventa la loro vita. In
ogni caso, facevano acquisti anche per Lyle. Roba per la
sua malattia, intendo, medicine per l'AIDS che in questo
paese non si possono acquistare e che sono terribilmente
costose perch devono entrare di contrabbando.
-  una storia triste, - commenta Coniglio dopo una
pausa. Nelle sue vene circola una depressione color inchiostro.
 stato troppo tempo in ospedale. Ha dimenticato
com' fatta la vita. - Dove vai, adesso, con quella camicetta
carina? - chiede a Janice.
Lei solleva lo sguardo dallo specchietto da borsetta, dove
si stava sistemando il trucco, quindi assume un'espressione
testarda, rigida e replica: - Charlie ha detto che mi porta
fuori a cena. Dopo questo trauma teme che io possa avere
un crollo psicologico. Ho bisogno di elaborare la situazione.
- Elaborare?
- Di parlarne.
- Ne puoi parlare con me. Sono qui a letto senza niente
da fare e ormai le notizie sportive del telegiornale me
le sono perse.
Lei fa quel mmmmm delle donne che si sono appena
messe il rossetto, roteando le labbra unite in un modo
compiaciuto e al tempo stesso grave, e risponde: - Tu non
sei imparziale. Su Nelson hai le tue idee, come del resto
anche su di me.
- Cos'ha Charlie di cos imparziale, invece? Vuole infilarsi
un'altra volta nelle tue mutande. Se non lo ha gi fatto.
Lei butta il rossetto nella borsetta a forma di bomba
e porta le dita alla nuova pettinatura, osservandosi nello
specchietto sotto angolazioni diverse, poi chiude il coperchio
con uno scatto. - Sei carino, Harry, a fingere di credere
che io possa ancora interessare a un uomo sotto quel
profilo, ma in realt non  cos, tranne magari ogni tanto
a mio marito, spero.
- Certo, - replica lui, imbarazzato, ben sapendo che
da qualche tempo sotto quel particolare profilo l'ha molto
trascurata. - Ma, sai, per un uomo  tutta una questione
di pressione sanguigna e...
- Ne parleremo quando sarai a casa. Ho detto a Charlie
di aspettarmi per le sette...
- Dove? In quel locale di insalate che una volta era di
Johnny Frye? E soltanto a due incroci da qui. Ci puoi andare
a piedi.
- No, non li. C' un locale vietnamita nuovo che Charlie
vuole provare, fuori citt, vicino a Maiden Springs. E abbastanza
lontano anche in auto, e sai com': probabilmente
finir con il perdermi. Poi oltretutto mi tocca leggere
per domani sera cinquanta pagine di un libro sulla legislazione
immobiliare inglese, piene di parole strane che non
si usano pi.
- Perch, domani non ci sei? La prima sera che passo
a casa? - Si lamenta per accumulare punti a proprio vantaggio,
ma in realt ha soltanto voglia che se ne vada, lasciandolo
solo con lo schermo del televisore.
- Vedremo, - replica lei alzandosi. - Ho un'idea -. Poi
chiede: - Non sei orgoglioso di me? - E si china in avanti
per premere il viso, accaldato da tutti gli impegni che
si trova a dover affrontare, contro quello del marito. - Di
come sto sistemando tutto, voglio dire?
- Certo, - mente lui. Invece la preferiva quando non era
capace di fare niente. Janice se ne va tenendo il soprabito
nuovo, color giallo giunchiglia, su un braccio: secondo lui
sta ingrassando di dietro, esibisce il vasto posteriore tipico
delle donne di quella contea quando finalmente sono
arrivate a farsi rispettare.
Harry guarda la conclusione del programma di Tom Brokaw
e sta per rilassarsi con un documentario preserale sulla
vita in Antartide, quando, di tutte le persone possibili,
arrivano in visita gli Harrison. Non soltanto Thelma: si 
portata dietro anche Ron, o forse  stato lui a portarla li,
visto che lei ha una cera giallastra ed  pi magra di quanto
non l'abbia mai vista, oltre a muoversi come se a ogni passo
potesse rompersi un osso. Sorride mestamente, si scusa
con gli occhi per lo stato in cui la vede, per la presenza di
Ronnie, per il fatto che non  riuscita a restargli lontana.
- Siamo venuti in ospedale per vedere il mio medico, -
spiega. - E Ron jr aveva saputo che eri ricoverato qui.
- Per quella che definiscono una piccola procedura, -
dice Harry, indicando a Thelma la sedia che Janice ha accostato
al letto e che probabilmente  ancora calda del suo
grosso posteriore. - Ron, l nell'angolo c' quel seggiolone
imbottito. Tiralo qui: ha le ruote.
- Sto in piedi, - replica lui. - Possiamo rimanere soltanto
un momento.
 di cattivo umore, ma non  stato lui a invitarli l
e dunque non vede perch debba lasciarsi trattare male.
- Fa' come vuoi, - ribatte. Quindi, rivolto a Thelma,
chiede: - E tu, come stai?
Thelma fa un sospiro assorto. - Li conosci i medici.
Non ammettono mai di non avere una soluzione. Io sono
in dialisi domiciliare due volte alla settimana: Ronnie  un
santo a starmi dietro. Per imparare a cavarsela con il macchinario
ha persino seguito un corso.
-  sempre stato un santo, - dice lui, visto che tutti i
presenti sanno benissimo che Ronnie Harrison  praticamente
la persona che gli piace meno a questo mondo, anche
se lo conosce fin dai tempi dell'asilo. Sboccato e sgobbone
gi a cinque anni e adesso calvo come la cappella di
un cazzo, con qualche ciuffo che gli ricade sulle grosse
orecchie a sventola. Ai tempi delle superiori, e anche dopo,
aveva una sua prestanza fisica tutta particolare, su cui
per l'avvicinarsi della mezza et si  inciso come i denti
su una caramella mou, lasciando buchi nella sua faccia e
una dolorosa fibrosit intorno alla gola. Come se lei non
lo sapesse gi, Harry la informa: - Sta seguendo dei corsi
anche Janice, per imparare a vendere immobili. Credo che
lo faccia in modo da avere un mestiere se schiatto.
Le palpebre di Thelma hanno un palpito, una mano ossuta
adorna della fede si leva ad allontanare a gesti l'esecrata
eventualit. Pi procede la malattia, pi lei si asciuga
e assume un atteggiamento da maestra. Questo suo essere
cos compassata e al tempo stesso scatenata a letto era una
delle particolarit della loro relazione, ma forse la sua vera
natura  sempre stata quella della maestra e l'altra veniva
inscenata esclusivamente per lui. - Non schiatterai affatto,
Harry, - si affretta a rimbeccarlo, piena di timori per
lui. Che strano modo hanno le donne di preoccuparsi sul
serio per gli altri. - Con il cuore ormai fanno cose meravigliose,
li cuciono e li aggiustano proprio come le bambole
di pezza Quindi riesce a evocare un flebile sorriso. - Vuoi
vedere che cosa ho addosso?
Lui pensa di saperlo, e a fondo, ma, sbottonata la manica
nel modo pratico di spogliarsi che  sempre stato una
sua caratteristica, lei gli mostra la parte inferiore del braccio
nudo. Sul polso sottile due macchie di un livido purpureo
sono collegate tra loro da un traslucido tubicino a U
in plastica, tenuto aderente alla pelle itterica per mezzo di
un cerotto. - Si chiama shunt, - dice. - Mette un'arteria
in comunicazione con una vena. Quando faccio la dialisi
lo tiriamo via per collegarmi all'apparecchio.
- Carino, - sembra tutto ci che pu dire. Quindi spiega
loro l'operazione che ha subito, l'angioplastica, anche se
ormai  stufo di parlarne, cercando di dare un'idea precisa
della formicolante sensazione di affaticamento che ha provato
vedendo l'ombra scura del catetere insinuarsi, come
un serpeggiante dito indice, sempre pi a fondo nelle sempre
pi pallide e tremolanti ombre del suo cuore. - L'arteria
coronarica avrebbe potuto occludersi e io avrei subito
un CA. Un arresto cardiaco.
- Per non l'hai avuto, cazzone, - ribatte Ronnie, standosene
li dritto come un fuso e abbandonando la propria
ombra sulla parete. E aggiunge: - Il Vecchio Maestro, -
un'espressione di scherno che usava per prenderlo in giro ai
tempi del basket. E buffo, per quasi tutta la sua vita Harrison
gli ha rotto le palle con un dileggio di consistenza quasi
fisica, una reminiscenza di tutto il sudore e la fatica che
lui ha sempre presuntuosamente sperato di poter superare
ed evitare. - A nessuno dev'essere consentito mettere un
solo dito addosso al Vecchio Maestro. Con lui tutto appare
facile -. A Ronnie dava fastidio che Marty Tothero lo mandasse
in campo soltanto quando gli attaccabrighe dell'altra
squadra maltrattavano Harry, perch gli rispondesse per le
rime. Un rinforzo, si dice adesso.
- Non era mai facile come lo facevo sembrare, - ribatte
lui. Quindi si rivolge a Thelma, volendo essere carino
con lei, visto che ha sfidato l'ira del marito portandolo l.
Lei non si  mai tirata indietro dall'umiliare Ron dando a
Harry il suo dono d'amore, e in effetti, essendo i due vecchi
amanti malati che sono, la sua vicinanza gli d effettivamente
la sensazione di protezione che si prova in compagnia
di certe donne, la piacevole consapevolezza di non
poter fare niente di sbagliato. - Come va, Thel? I medici
pensano di farcela?
- Oh, loro non dicono mai che stai crepando, ma il corpo
si stanca. Pi di tanto non si pu combattere. Con i dolori
posso convivere, e anche con la debolezza continua,
ma se se ne vanno i reni  proprio demoralizzante. Perdi
il piacere di vivere, se non puoi darli per scontati. Harry,
te lo ricordi quel passo della Bibbia che ci leggevano
sempre alle assemblee, buono praticamente per qualsiasi
situazione, prima che la Bibbia venisse messa all'indice?
C' il momento di raccogliere le pietre e quello di gettarle.
Te lo ricordi? Be', io comincio a credere che arriva anche
il momento di rinunciare.
- Non dire cos, Thel, - la implora Ronnie, con un fremito
d'ansia. A quella donna vuole bene anche lui, anche
lui la chiama Thel. A Harry viene in mente che due uomini
per una donna e viceversa sarebbero giusti, cos come
abbiamo bisogno di due tipi di giorni, quelli lavorativi e
quelli festivi, oltre che del giorno e della notte. Ronnie 
seccato che lei abbia parlato di rinunciare, ma la sera di
maggio lo sta lentamente portando a confondersi con la
parete in ombra: comincia quasi a sembrare che loro due
siano soli, come nei tanti pomeriggi che hanno sgraffignato,
con gli autobus scolastici che frenavano sulla via tortuosa
all'esterno oppure come in quella camera dei Caraibi, la
prima volta che sono stati insieme, quando erano rimasti
svegli fino all'alba e poi si erano addormentati mentre l'aria
azzurra dei tropici andava schiarendosi tra le tapparelle
e le palme cessavano il loro agitarsi notturno. La voce
disincarnata di Ronnie riprende con tono seccato: - Hai
tre figli maschi che vogliono vederti diventare vecchia.
Thelma rivolge a Harry un sorriso timido, mostrandogli
un viso incolore, cereo, nella giornata che va svanendo sopra
le strutture in mattoni e i camini che si vedono attraverso
le finestre. - Perch mai, Ronnie? - chiede in tono malizioso,
senza distogliere lo sguardo dal viso di Harry. - Sono
uomini, ormai. Per loro ho fatto tutto ci che potevo.
Il povero Ron non ha una risposta. Forse  turbato.
Preso da piet, Harry gli chiede: - Come va il ramo assicurazioni,
Ron?
- Normale, - risponde scontrosamente la voce dell'altro.
- N male n bene. Il casino delle casse di risparmio ha
messo in difficolt alcune compagnie, ma non la nostra. Se
non altro la gente ha smesso di prendere prestiti al cinque
per cento a fronte delle loro polizze per investirli al dieci,
come faceva prima. Per le nostre cifre era un massacro.
- Una delle cose belle del diventare dei vecchi rompiballe
come noi, - commenta Coniglio, -  che la gente come
te smette di cercare di appiopparci una polizza -. Dal
corridoio, dove di punto in bianco le luci sembrano farsi
pi forti, arriva un rumore di passi e di bacinelle tintinnanti.
Si  fatta sera.
- Non necessariamente, - sta intanto replicando Ronnie.
- Se tu e Janice siete interessati, potrei procurarvi
un affare mica male su una polizza vita in venti rate. Conosco
un medico che non guarda troppo per il sottile. Sei
sopravvissuto a un attacco coronarico, la cosa va a tuo favore.
Lasciami fare un paio di conti.
Harry lo ignora. A Thelma invece chiede: - I ragazzi
sono in forma?
- Cos pare. Non c' male. Alex ha avuto un'offerta da
un'azienda di tecnologia in Virginia, poco fuori Washington.
Gergie invece spera di avere un ingaggio con la troupe
di un musical per una tourne estiva nei Catskill.
- Sai che cosa mi ha detto Janice? Ha convinto Nelson
a entrare in un centro di riabilitazione.
- Bene, - risponde lei, in tono talmente basso e sincero,
nella penombra, che la sua voce non sembra affatto avere
una consistenza nell'aria ma essere gi nel suo sangue,
iniettata con un'endovena. Tutti i pomeriggi in cui i loro
corpi si sono congiunti, scambiandosi i fluidi, non sono
svaniti ma continuano a esistere al sicuro dentro di lui, nel
ricordo delle sue cellule.
- Sei gentile a dire cos, - replica, e afferra la mano
fredda di Thelma, quella senza shunt, in modo da sollevargliela
dal grembo e arrivare con la propria a sfiorarle
un seno.
La voce di Ronnie viene verso di loro dal muro: - Bisogna
che andiamo, Thel.
- Grazie per averla portata, Ron.
- Qualsiasi cosa, per il Vecchio Maestro. Eravamo gi
qui nel palazzo.
- Maestro di niente, a questo punto.
Ronnie esplode in un grugnito. - Chi lo dice? - Non 
poi tanto un bestione.
Thelma si alza rigidamente in piedi e chinandosi sul
letto, proprio di fronte al marito, gli chiede: - Ce la fai a
sopportare un bacetto, tesoro?
Pu darsi che lui se lo stia immaginando, ma il viso pallido
e fresco di questa Thelma che se ne sta andando, fuggevolmente
premuto contro il suo - le labbra socchiuse si
incontrano appena -, esala un lieve, remoto sentore di urina.
Quando poi  di nuovo solo nella camera, gli viene in
mente come certe volte, quando salutava Thelma con un
bacio, le sentiva ancora in bocca il sentore di latte cagliato
del suo stesso cazzo, del liquido secreto sotto il prepuzio,
simile a formaggio. Lei, tutta trepidante e confusa per l'amore
appena fatto, non se ne rendeva conto, e lui doveva
cercare di nascondere la propria repulsione nei confronti
dell'odore di s stesso che coglieva sulle sue labbra. Un
po' come, ed  un'altra cosa triste da ricordare, quando
Nixon, con il Watergate che gli crollava addosso da ogni
parte, durante una delle tante crisi petrolifere era andato
in televisione a consigliare in tutta franchezza agli americani
di abbassare il termostato, non soltanto per risparmiare
petrolio ma anche perch c'erano studi scientifici
che dimostravano come le case meno calde siano pi salubri.
Un gran faccione accigliato e preoccupato sullo schermo,
le labbra tumide e tremolanti. Il loro presidente, che
fosse un imbroglione o meno, stava cadendo in disgrazia
ma cercava comunque di dire ci che andava detto. E lui,
da bravo cittadino americano, era andato ad abbassare il
termostato.
Janice si sveglia presto per l'agitazione: ha di fronte a
s una giornata lunga e complicata, salutare Nelson che
parte alle nove, andare a prendere Harry a mezzogiorno
e infine, alle sette, fare un test sulla legislazione inglese
degli immobili presso la sede distaccata di Brewer della
Penn State, in una ex scuola elementare ora ristrutturata
di South Pine Street, zona dove non si sente troppo tranquilla
a parcheggiare l'auto di sera. A Penn Park, a met
maggio, la giornata comincia con un alito di frescura, come
in Florida. Ora che gli alberi che la circondano sono
completamente coperti di fogliame, la piccola casa in pietra
calcarea  pi confortevole. Si  goduta questi giorni
che Harry ha passato in ospedale, e ci aggrava il suo senso
di colpa:  stata libera di andare e venire senza dover
dare spiegazioni, di ficcarsi a letto presto o tardi a suo piacimento,
di guardare gli spettacoli televisivi che preferisce.
Il mercoled sera, per esempio, le piace vedere Misteri
irrisolti, e invece lui si piazza sempre accanto a lei, nello
studio o a letto, per spiegarle quanto siano ridicoli questi
cosiddetti misteri: se si fa attenzione, dice, si nota che si
basano unicamente sulla testimonianza di squilibrati o di
persone che hanno qualcosa da guadagnarci. Pi invecchia,
pi diventa cinico. E pensare che una volta, a suo
modo, era religioso. Se non ci fosse qualcosa di vero, non
li farebbero vedere in televisione, e poi quel Robert Stack
sembra una persona piena di buon senso. La sera prima,
con questa storia di andare con Charlie in quel locale vietnamita
sulla Maiden Springs Pike (bello, ma non  mai
riuscita a capire che cosa si debba fare con quegli affari
di riso, tondi e fragili, che sembrano focaccine tutte sbilenche
e sono talmente insapori che evidentemente vanno
intinti in qualcosa), si  persa praticamente tutto (esclusi
gli ultimi dieci minuti) di In famiglia e con gli amici che le
piace guardare il gioved perch  tanto diverso da quando
era giovane lei. Avevano tutti un sacco di pretese nei suoi
confronti, in quanto madre, moglie, figlia e poi persino
amante (di Charlie, per un po'), e lei soffriva questa sensazione
di essere del tutto fuori posto, colpevole, e di non
avere nessuna amica oltre Peggy Fosnacht, che in ogni caso
poi  finita a letto con Harry e comunque adesso  morta,
pensiero terribile,  tutta marcia e incartapecorita dentro
la cassa, come una mummia, idea troppo orrenda perch la
mente possa vederla chiaramente, ma comunque sono cose
che capitano, anche alla nostra et. In assenza di Harry pu
farsi un po' di zuppa di pollo Campbell, mangiata fredda
direttamente dalla lattina, con dentro spezzettato qualche
cracker Ritz, senza doversi preoccupare di preparare un
pasto ben equilibrato, a basso tenore di grassi e di sodio,
per lui, che dopo si lamenta perch non sa di niente. Forse
essere vedova non  poi cos male: ecco il pensiero che
cerca continuamente di togliersi dalla testa.
La notte prima ha piovuto forte per un'ora ed  stata
tenuta sveglia dal tambureggiare dell'acqua sul condizionatore;
anche per questa sera  prevista pioggia, anche
se il sole fuori forma una specie di foschia ambrata penetrando
di sbieco nel giardinetto attraverso gli alti alberi
del vicino fino alla zona dove Harry tiene il suo orticello
- copia conforme di quello che avevano i suoi genitori in
Jackson Road -, dove non coltiva altro che lattuga, carote
e cavoli rapa. Come gli piace sgranocchiare. Mentre prende
il caff, guarda Today: Bryant e Willard, dopo il fatto
increscioso della pubblicazione su tutti i giornali delle loro
memorie private, vanno di nuovo d'accordo; ormai di
riservato non c' proprio pi niente, i paparazzi non dormono
mai, sono sempre l tutti a sperare in un altro Watergate:
 stato proprio il Watergate a provocare la morte
di suo padre, ne  sempre stata convinta. Nei telegiornali
parlano quasi esclusivamente della Cina e di Gorbacv (sta'
a vedere che un bel giorno i comunisti fanno tutti comunella
contro di noi), di Panama, dove quel Noriega con la
faccia butterata non vuole andarsene, e di come gli aventi
diritto al voto in Pennsylvania il giorno prima abbiano
respinto la riforma fiscale voluta dal governatore Casey.
Secondo loro avrebbe significato un aumento delle tasse,
e se gli americani di quest'ultimo decennio hanno un difetto
 proprio l'egoismo.
Cerca di scegliere un vestito che vada bene per salutare
un figlio che parte per un centro di riabilitazione e al
tempo stesso per fare da baby sitter a Roy tutta la mattina
mentre Pru accompagna Nelson a Filadelfia in auto, cosa
che la agita molto, ormai succedono cose tremende, ti
tamponano apposta e quando smonti scappano con l'auto,
a Filadelfia non esiste pi una sola zona rispettabile, e
per una donna ancora giovane e di bell'aspetto come Pru
 persino peggio. Pru spera di essere di ritorno per mezzogiorno,
in modo che lei possa andare a prendere Harry
all'ospedale: non oltre le dodici e mezzo, l'ha avvisata
l'infermiera di turno, non vogliono servire il pranzo ai degenti
l'ultimo giorno; alle ragazze che rifanno i letti, inoltre,
non piace trovare ancora l uno che sporca le lenzuola
pulite e poi se ne va. Pensare a Harry con quel cuore la
innervosisce, gli uomini si rivelano di una fragilit straordinaria,
anche se quel dottor Breit, cos carino con le sue
lentiggini, sembrava contentissimo dei risultati ottenuti
con il palloncino, per intanto l'immagine che Harry ha
di s  cambiata, di s stesso parla come di una persona
conosciuta tanto tempo fa, e poi sembra un bambino, pi
del solito, lascia a lei tutte le decisioni. Non pu lasciarlo
a casa da solo la prima sera, appena uscito dall'ospedale,
ma d'altra parte non pu nemmeno mancare al test: con
tutto questo via vai e con i bambini sconvolti per la storia
del padre che va in un istituto di riabilitazione ha deciso
di spostare il centro delle sue operazioni nella casa della
mamma e di mettersi l'elegante completo leggero di lana
che ha comperato due anni fa al Wanamaker's del centro
commerciale che ha aperto sul terreno della vecchia fiera
(come si eccitavano, a scuola, quando avevano un giorno di
vacanza e andavano alle giostre, per esempio quella dove si
stava in quattro dentro una specie di cilindro, e il ragazzo
che si aveva di fronte prima era sopra e poi sotto, mentre
il cielo schizzava da tutte le parti e la gonna faceva Dio sa
che cosa, in mezzo all'odore di segatura e di zucchero filato,
con i pagliacci, gli animali e i premi che si ricevevano
per aver gettato dei cerchietti su certi pioli che in realt
erano pi grossi di quanto sembrassero), un completo blu
e bianco con gonna blu plissettata, molto chic, blusa di raso
bianco sporco e giacca blu senza bottoni con magnifiche
spalle imbottite che quando lo riporta dalla tintoria sono
sempre scucite, piegate o staccate: per il lavaggio a secco
 una moda tremenda. La prima volta che se lo  messo
Harry le ha detto che la faceva assomigliare a un poliziotto
basso; sono quelle spalle imbottite e il cordoncino sulle tasche,
immagina, a dargli l'aria di una divisa, ma per quella
giornata pensa che andr benissimo; sar interminabile, dal
momento in cui dovr trattenersi dall'avere una crisi salutando
Nelson a quello in cui far il suo test con tutti quegli
strani termini come curtilage, messuage, socage; piena propriet, detati e feudatario; copyhold e customary freehold -,
manomorta e devises; nonch lex rei sitae. I piccoli vecchi
banchi della scuola elementare sono stati divelti e portati
via per essere sostituiti da poltroncine a un bracciolo in
tubolare e plastica arancione, ma le vecchie lavagne sono
ancora l, ingrigite dalla polvere di gesso sfregata via anno
dopo anno, come ancora l sono quei finestroni che per
poterli aprire e chiudere bisogna usare una pertica e quelle
lampade alte a soffitto che sembrano tante lune appiattite,
dei fiori appesi sottosopra al gambo sottile. L'idea di
trovarsi di nuovo in un'aula scolastica le piace: cercare di
seguire l'insegnante e di apprendere cose nuove, ma anche
avere coscienza della presenza degli altri studenti, con
il loro alito, i piedi che sfregano per terra e il silenzioso
impegno mentale. Tre quarti dei componenti del corso sono
donne, quasi tutte pi giovani di lei, ma non proprio
tutte, con suo sollievo ha scoperto di non essere la persona
pi anziana e neanche la pi tonta. Gli anni, con tutto
il loro crepacuore e lo sbattersi a fare avanti e indietro al
terreno, le hanno insegnato diverse cose: le piacerebbe che
i suoi genitori fossero ancora in vita per vederla li, seduta
in mezzo a queste altre venticinque persone che studiano
per ottenere il diploma, in mezzo ai rumori della citt, alla
musica latinoamericana e alle auto personalizzate degli
ispanici che mandano furiosamente fuori giri il motore su
Pine Street, appena fuori dalle alte finestre; seduta l con
il suo taccuino, le matite e l'evidenziatore giallo per sottolineare
(quando andava a scuola non esistevano ancora);
ma naturalmente se fossero ancora in vita lei non sarebbe
affatto l, non disporrebbe dello spazio mentale necessario.
Sono stati due genitori magnifici, ma non hanno mai
creduto che sarebbe stata capace di cavarsela da sola, e
quando si  sposata con Harry la loro sfiducia ha trovato
conferma. Ha preso parecchie decisioni sbagliate.
L'insegnante, Mr Lister,  un uomo tetro, alto e stazzonato,
con una pappagorgia che lo fa assomigliare a un cane.
All'ultimo test le ha dato una B e lei  convinta di piacergli.
E piace anche agli altri studenti, persino ai pi giovani:
durante l'intervallo, alle otto e mezzo, le offrono sigarette
e la invitano a bere una birra con loro alle dieci, dopo la lezione.
Non ha ancora accettato, ma una sera potrebbe farlo,
quando la situazione di Harry si sar normalizzata, tanto per
far vedere che non  una che si d arie. Se non altro non si
 lasciata andare come hanno fatto alcune sue coetanee che
incontra l al corso: simili montagne di carne sono veramente
scioccanti, e non fanno niente per dimagrire, si limitano a
portare in giro i loro quintali, quasi impossibilitate a incunearsi
nel banco. C' da chiedersi quanto possano campare
delle persone ridotte cos. Uno dei pochi doni naturali che
Dio le ha concesso  stato proprio quella figura snella, che
lei ha sempre cercato di mantenere tale, per Harry e anche
per s stessa. A mano a mano che invecchiano, lui sembra
effettivamente sempre pi orgoglioso di lei. A volte la guarda
come se fosse appena cascata dalla luna.
Quel mattino, per quanto cerchi di fare in fretta, rimane
ugualmente bloccata nel traffico dell'ora di punta
a Brewer. Tutte queste macchine, dove staranno andando?
Sul bordo della superstrada che aggira il fianco della
montagna si vede l'erosione provocata dalla forte pioggia
della notte scorsa, grosse chiazze contorte di argilla rossa
dilavata dall'acqua, erbacce e quant'altro. Arrivata in
Joseph Street, parcheggia e sale lungo il vialetto timorosa
del caos che potrebbe trovare, invece Nelson  gi pronto,
in uno di quei suoi vestiti a colori pastello, mentre Pru 
in pantaloni sportivi e camicia cachi di modello maschile
sotto un cardigan rosso mollemente allacciato attorno alle
spalle, una mise comoda per guidare. Sia lei sia Nelson
hanno un'aria pallida e tesa, l'agitata energia psichica che
aleggia intorno alle loro teste  quasi visibile, simile a una
di quelle manifestazioni di Misteri irrisolti su cui Harry
ironizza tanto.
In cucina, mentre le mostra lo speciale panino al burro
di arachidi e miele che ha preparato esattamente nel modo
che piace a Roy (altrimenti butta tutto per terra, persino il
TastyKake che gli viene dato come dessert), Pru pensa che
possa aver notato qualcosa di strano nel suo modo di fare,
per cui, a bassa voce, le spiega frettolosamente: - Nelson
aveva un po' di coca nascosta in casa e ha deciso di farla
fuori prima di andarsene. Siccome era troppa persino
per lui me ne sono fatta qualche riga anch'io. Devo francamente
dire che non so che cosa ci trovi. Bruciava e mi
ha fatto starnutire, e poi non sono riuscita a dormire per
tutta la notte, ma per il resto non ho sentito niente. Niente.
Se  tutto qui, - gli ho detto, - non vedo che problema
ci sia a smettere. Io farei pi fatica a rinunciare alle
tavolette Hershey.
Ma il semplice fatto che continui a parlare, allontanandosi
intanto i lisci capelli rossi dalla fronte con una sorta
di carezza a due mani, le dita scosse da un tremito, fa capire
a Janice che in quella casa  avvenuta una reazione di
natura chimica. Suo figlio  velenoso. Tutto ci che tocca.
Con le sue doglie materne lei ha portato la distruzione in
questo mondo.
Nelson  rimasto nel salotto, seduto sulla Barcalounger
con Roy in braccio: gli mormora qualcosa e soffia con dolcezza
per fargli il solletico all'orecchio. Quindi solleva lo
sguardo verso la madre con un'espressione risentita che gli
altera il volto. - Lo sai perch lo faccio, vero?
- Per salvarti la vita, - risponde lei, togliendogli il bambino
di dosso. Ma Roy si sta facendo sempre pi pesante
ogni giorno che passa, per cui lo mette in piedi sulle sue
gambe. -  ora che cominci a farlo camminare, - spiega
a Nelson.
- Proprio come tu mi stai facendo andare in questo posto
stupido e inutile, - ribatte lui. - Voglio che sia perfettamente
chiaro. Io ci vado soltanto perch mi obblighi tu
e non perch riconosca di avere un problema.
Janice si sente invadere da un pesante senso di stanchezza,
come se fosse alla fine e non all'inizio della giornata. - Visto
l'uso che hai fatto dei soldi, un problema ce l'abbiamo tutti.
Il ragazzo non si scompone, limitandosi ad abbassare
un attimo le palpebre con quelle loro belle ciglia, un po'
troppo lunghe per un maschio. - Non  altro che un debito,
- replica. - Se Lyle non fosse cos malato ti avrebbe
spiegato tutto. Ci stavamo soltanto facendo concedere un
credito sui redditi futuri. Si sarebbe sistemato tutto.
Pensando al test che deve affrontare quella sera e al povero
Harry con il verme metallico che gli hanno infilato nel
cuore, lei gli dice: - Tu rubavi, mio caro, e non certo le monetine
dal vasetto degli spiccioli. Sei un drogato. Eri fuori
di testa. Non sei pi tu da non so quanto tempo, e quello
che tutti noi vogliamo  solo che torni a essere te stesso.
Le labbra di Nelson, sottili come quelle della madre, si
tendono fino a sparire sotto i baffi, che sembra stiano crescendo
facendosi pi spioventi. - Io uso la coca per svagarmi
esattamente come tu bevi per socializzare. Ne abbiamo
bisogno. Noi perdenti abbiamo bisogno di tirarci su.
- Io non sono affatto una perdente, Nelson, e spero che
non lo sia nemmeno tu -. Janice sente una sorta di costrizione
all'animo, ma cerca di mantenere la voce bassa e
neutra, come farebbe Charlie. - Questa stessa conversazione
l'abbiamo avuta in Florida, e tu mi hai fatto delle
promesse che poi non hai mantenuto. Il tuo problema va
al di l delle mie possibilit di intervento, di quelle di tua
moglie e anche di quelle di tuo padre. Per lui poi  veramente
troppo.
- Non gliene frega un cazzo.
- E invece s. Non interrompere. E il tuo problema 
troppo grosso anche per te. Quindi hai bisogno di andare
in questo posto, dove hanno elaborato un metodo di cura,
dove hanno esperienza. Il tuo consulente vuole che tu
ci vada.
- Ike dice che  tutto un imbroglio. Secondo lui  tutto
un imbroglio.
-  il suo modo di esprimersi da nero. E riuscito a farti
accettare e adesso vuole che tu ci vada.
- E se io non ce la facessi? - Lei e Harry non lo hanno
mai mandato al campeggio estivo perch avevano lo stesso
timore.
- Devi, altrimenti...
- Altrimenti che cosa, mamma?
- Quello che ne consegue.
Lui cerca di farle il verso. - Ah, bene. Che cosa avete
intenzione di farmi, tu, Charlie e il vecchio Harry? Di
mettermi in galera? - E una domanda vera: agitatissimo
Nelson tira su rumorosamente con il naso e poi si gratta
quelle sue narici rosate.
Quindi lei cerca di dargli una risposta sincera, replicando
con la sua voce bassa e neutra: - Non saremo certamente
noi a farlo. Ma potrebbero essere la Toyota Company e la
polizia, se chiamate a intervenire.
Lui torna a tirare su con il naso, incredulo. - E perch
dovresti farle intervenire? I soldi li restituir. Ne ho sempre
avuto intenzione. Ti preoccupi pi di quello stupido
terreno che di me.
Lo dice in un tono che vorrebbe essere scherzoso, ma
l'umore di sua madre si  indurito: ora Janice  vinta dal
senso dell'offesa patita, oltre che da quello di essere personalmente
nel giusto. - Hai derubato me e pazienza. Ma
hai derubato anche tuo nonno. Ci che lui ha costruito.
Gli occhi guardinghi di Nelson si spalancano. Il suo
pallore, nella luce smorta del salotto, sembra quello di un
prigioniero. - Il nonno ha sempre desiderato che a gestire
il terreno fossi io. E i miei bambini? Che cosa ne sar di
loro se metti in atto queste tue minacce? - Roy si  messo
a frignare accasciandosi sul pavimento e ora si appoggia
alle caviglie della nonna nella speranza di distrarla, perch
il tono della conversazione gli d fastidio.
- Avresti dovuto pensarci prima, - replica duramente
Janice. - Hai derubato anche loro -. E colta da un affaticato
senso di orgoglio per questa sua durezza: il fatto che
il frutto del suo ventre sia l ai suoi piedi che implora e si
torce la stordisce ma le rischiara anche la mente. Questo
stordimento dev'essere il famoso potere di cui parla il suo
gruppo femminile, in Florida, quel potere che  sempre
stato detenuto dai maschi.
Nelson cerca di fare a sua volta la parte dell'offeso. - Oh,
cazzo, mamma. Adesso non menarmela con questa storia.
Come hai potuto fare una cosa del genere a tua madre e
a tuo padre? Che palle! E tutto quello che mi avete fatto
voi? Tutto quel casino quando  morta Becky e io ho perso
una sorella, e quella volta che sei scappata con il tuo greco
tutto impomatato, e pap che  impazzito e si  portato a
casa prima Jill e poi Skeeter, che hanno cercato di farmi
assumere droga quando ero ancora un ragazzino?
Janice si rende conto che, nonostante tutta la durezza
e la spietatezza che si  scoperta dentro, sta piangendo, si
sente la gola bruciare e le lacrime le colano stupidamente
sul viso. Se le asciuga con il dorso della mano e gli chiede
con voce scossa: - Quanta te ne hanno fatta prendere?
Lui si agita, tirandosi un po' indietro. - Non lo so, - risponde.
- Mi hanno fatto fumare un po' d'erba ogni tanto.
Per loro si facevano di roba ben pi pesante, e non
cercavano affatto di tenermelo nascosto.
Lei si passa sul viso un kleenex appallottolato, pensando
che quella giornata sta iniziando in un modo veramente
incasinato, con addosso un vestito che avrebbe dovuto
vederla nel ruolo di madre, nonna, moglie sollecita, studentessa
avida di apprendere e futura donna in carriera.
- Credo che la tua non sia stata un'infanzia ideale, -
ammette, picchiettandosi sotto gli occhi distrattamente,
pronta ormai a passare al ruolo successivo. - Ma chi l'ha
avuta? Non devi atteggiarti a giudice dei tuoi genitori.
Abbiamo fatto il meglio che abbiamo potuto, ma siamo
esseri umani anche noi.
- Esseri umani! - protesta lui.
- Sai, Nelson, - replica lei, - da piccoli si  convinti
che i genitori siano Dio, ma ormai sei abbastanza grande
per affrontare il fatto che non lo sono. Tuo padre non  in
buona salute e io sto cercando di trarre qualcosa dal poco
che mi rimane ancora da vivere, quindi non possiamo dedicare
a te e ai tuoi errori tutta l'attenzione che vorresti.
Ormai sei arrivato a un'et in cui la responsabilit della
tua vita te la devi assumere di persona. A tutti quelli che ti
conoscono  chiaro che l'unica possibilit che hai di uscire
da questa situazione consiste nell'attenerti rigorosamente
a questo programma di Filadelfia. Noi qui monteremo la
guardia al fortino, per tre mesi, ma quando tornerai, ad
agosto, dovrai cavartela da te. Non avrai nessun favore,
almeno da me.
Lui risponde con un ghigno. - Pensavo che le madri
avessero il dovere di volere bene ai figli in qualsiasi circostanza -.
E come per lanciarle una sfida di natura fisica
si alza dalla Barcalounger del nonno e le si avvicina, non
molti centimetri pi alto di lei.
Janice sente ricominciare il bruciore in gola e il calore
agli occhi. - Se non ti volessi bene, - ribatte, - avrei lasciato
che ti distruggessi da solo -. E con ci la sua provvista
di parole si  esaurita: si getta verso il pallido viso
ghignante e abbraccia il figlio che, riluttante, dopo aver
compiuto una torsione con il corpo per opporre resistenza,
la ricambia, restituendo l'abbraccio e battendole sulla
schiena quelle che la madre di Harry chiamava le manine
degli Springer. Eccola, pensa lei, una madre veramente
deplorevole, assolutamente incapace di dire di no
al figlio una sola volta in vita sua.
Nelson le sta dicendo all'orecchio che andr tutto bene,
che lui  semplicemente andato un po' fuori.
Pru scende dal piano superiore portando due grosse
valigie. - Non so quanto spesso metter un completo, -
dice, - ma ho pensato che far un sacco di terapia fisica,
per cui qui dentro ho infilato tutte le magliette e le calze
sportive che ho trovato. E dei jeans, per quando ti faranno
lavare i pavimenti.
- Ciao, pap, - dice Roy, sempre a terra fra le loro gambe.
Visto che Pru ha le mani completamente occupate, lo
tira su Janice, sebbene stia diventando pesante e alto, perch
dia l'arrivederci al pap con un bacio. Quando si staccano,
Roy si aggrappa a un orecchio di Nelson, tanto che
lei  costretta a chiedersi da dove abbia tratto questa idea
di infliggere dolore per mostrare affetto.
Quando i genitori se ne sono andati sulla Celica Supra
rosso borgogna guidata da Nelson, Roy accompagna
la nonna nel cortiletto sul retro, dove il vecchio orto di
Harry con il piccolo recinto scavalcabile per i polli  stato
sostituito da un'altalena comprata cinque anni prima per
Judy e ormai piuttosto arrugginita e fuori uso. Anche se
l'estate  ancora agli inizi, il basamento in ferro  gi circondato
da alte erbacce in pieno rigoglio. Tra il platano e
i soffioni Janice crede di distinguere ancora le cime delle
carote e dei cavoli rapa: sembrano felci. I soffioni sono
ormai pieni di semi nei pon pon che si disintegrano sotto
le sferzate della mazza da hockey rotta il cui manico, avvolto
nel nastro isolante, il piccolo Roy fa roteare come
la spada di un samurai. I genitori di Janice sono venuti a
vivere in questa casa quando lei aveva otto anni: vista dal
giardinetto, senza il faggio rosso, la parete le sembra nuda.
Il cielo  pieno di pingui nuvole spinte dal vento, con un
nucleo centrale pi scuro che potrebbe portare la pioggia.
Del resto quel mattino il meteorologo ne ha preannunciata
altra, anche se non violenta come gli acquazzoni della
notte prima. Janice porta Roy a fare una camminatina sui
lastroni squadrati dei marciapiedi di Joseph Street, alcuni
dei quali sono stati sostituiti, ma qua e l c' ancora qualche
crepa non riparata che lei ricorda perfettamente, oltre
a un paio di lastre rimaste storte a causa della radice di un
sicomoro: quando ci correva sui pattini a rotelle, da ragazzina,
formavano un rialzo traditore. Racconta qualcosa di
tutto ci a Roy, insieme ai nomi delle famiglie che vivevano
una volta nelle case del quartiere, ma lui si  gi stancato
e stufato prima ancora di arrivare alla fine dell'isolato: i
bambini di adesso sembrano non avere pi l'energia fisica
e l'ansia di esplorare che avevano loro, le femmine come
i maschi, sempre con le ginocchia sbucciate e sudicie; sua
madre si lamentava continuamente per lo stato in cui riduceva
i vestiti. Durante la passeggiatina l'interesse di Roy
si ravviva un attimo soltanto quando arrivano davanti a
un minuscolo formicaio in una giuntura del marciapiede,
soffice, simile a un fondo di caff. Colpite alcune formiche,
il bambino calpesta poi con furia le schiere che immediatamente
accorrono in armi per difendere la regina.
Ma lo stanca anche un simile massacro: le formiche non la
smettono mai di accorrere, finch lei  costretta a pigliarlo in braccio come un salame per riportarlo a casa, con le
scarpette sportive che le battono pigramente sul ventre e
sulla gonna plissettata come su un tamburo.
Uno dei canali via cavo trasmette cartoni animati per
tutta la mattina. Supereroi tratteggiati a matita che muovono
una parte del corpo alla volta e parlano muovendo
soltanto il labbro inferiore si oppongono nello spazio a certi
nemici gracchianti venuti da altre galassie. Roy si addormenta
guardandoli, tenendo stretto nelle mani uno dei biscotti
di crusca di granoturco di sua madre, a basso tenore
di zuccheri, spezzato in due met sbriciolate e smangiucchiate.
Questa casa dove lei ha vissuto tanto a lungo - le
viole in vaso, i ninnoli, la screpolata Barcalounger marrone
dove al padre piaceva godersi il relax o aspettare a occhi
chiusi che cessasse uno dei suoi mal di testa, il tavolo
della sala da pranzo che, lamentava sempre la mamma, era
stato rovinato da delle pigre donne delle pulizie con la
loro mania di spruzzarci ogni volta la cera spray, che guasta
la finitura con un deposito di cera gommosa - acuisce
ulteriormente il senso di colpa che prova nei confronti di
Nelson. Il suo viso pallido e spaventato sembra aleggiare
ancora in quel soggiorno buio: allora lei tira la tenda, cogliendo
di sorpresa le vespe addormentate che affollano il
davanzale come tanti vecchi in preda all'artrite. Sul lato
opposto della via, in quella che una volta era la casa degli
Schmehling, un corniolo rosa  cresciuto fino a superare
il tetto del portico; la sua forma in fiore si inclina di lato
come nelle foto delle nubi formate dalle bombe atomiche
sperimentali, quando gli americani avevano ancora paura
dei russi. Come ha potuto essere cos crudele con Nelson
soltanto per una questione di soldi? Il ricordo della durezza
con cui lo ha trattato le fa provare un brivido, raggelando
la sostanza morbida che le  rimasta al centro delle ossa,
provocandole un breve accesso di disgusto nei confronti
di s stessa, come se avesse vomitato.
Ma nessuno condividerebbe con lei simili sentimenti.
Non Harry, non Pru. La quale non torna affatto a mezzogiorno
ma all'una passata. Il traffico, dice, era peggio
di quanto chiunque potesse immaginare, miglia e miglia di
autostrada a una corsia sola, e poi Filadelfia  enorme, isolati
dopo isolati di case a schiera. Inoltre anche al centro
di riabilitazione c' voluto del tempo per l'accettazione
di Nelson. Quando si  lamentata, l'hanno informata che di
norma ne respingono tre per ognuno che accettano. Pru
sembra quasi un'estranea, pi alta di statura e con un'espressione
pi fiera di quanto lei, sua suocera, ricordasse.
Il vincolo che c'era tra loro si  reciso.
- Come ti  sembrato Nelson? - le chiede.
- Arrabbiato ma lucido. Pieno di istruzioni pratiche per
la concessionaria, che mi ha chiesto di comunicare a suo
padre. Me le ha fatte scrivere. Sembra quasi non si renda
conto che la danza non la guida pi lui.
- Ero talmente dispiaciuta che a mezzogiorno non sono
riuscita a mangiare niente. Roy si  addormentato sulla poltrona
della televisione e non sapevo se svegliarlo o meno.
Pru si tira stancamente indietro i capelli. - Ieri sera
Nelson ha tenuto svegli i bambini fino a tardi; continuava
a correre a baciarli, pretendeva che giocassero a carte con
lui. Quando  fatto gli vengono le manie, non pu lasciare
in pace nessuno. Roy ha il suo asilo di quartiere all'una,
bisogna che corra a portarcelo.
- Mi spiace, ero al corrente di questo asilo ma non sapevo
dove fosse, e se ci fosse anche il mercoled.
- Avrei dovuto dirtelo io, ma chi avrebbe mai pensato
che andare a Filadelfia e tornare sarebbe stata un'impresa
simile? In Ohio a Cleveland ci si va sparati, senza il minimo
problema -. Non incolpa direttamente la suocera del
fatto che Roy abbia saltato l'asilo, ma una certa rigidit
del triangolo formato dalle sopracciglia esprime irritazione.
Janice insiste a cercare assoluzione da parte di questa
donna pi giovane di lei chiedendole: - Credi sia giusto
che mi dispiaccia tanto?
Pru, i cui occhi hanno continuato a correre incessantemente
da un particolare all'altro di quella che in termini
di uso e occupazione  la sua casa, ora focalizza per un attimo
su di lei uno sguardo di fredda limpidezza. -  l'unica
via d'uscita che rimanga a Nelson. E tu eri l'unica
che potesse convincerlo. Grazie a Dio l'hai fatto. Ti stai
comportando nel modo migliore.
Parole pronunciate in un tono talmente aspro che Janice
non si sente rassicurata. Si lecca il labbro superiore, nel
mezzo: lo sente secco. C' una piccola screpolatura che
non guarisce mai completamente. - Per io mi sento vergognosamente...
come dire... meschina. Come se mi interessasse
pi della ditta che di mio figlio.
Pru scrolla le spalle. -  la situazione in cui ci troviamo.
Il coltello dalla parte del manico ce l'hai tu. Di me, di
Harry e dei bambini Nelson se la ride. Per lui  come se
non esistessimo. E malato, Janice. Non  tuo figlio:  un
mostro di imbrogli che una volta era tuo figlio.
Frase talmente dura che Janice scoppia a piangere. Ma
la nuora, invece di offrirsi di darle conforto, si volta, accingendosi
con aria di irritata efficienza a svegliare Roy per
mettergli i pantaloni puliti di velluto a coste per la scuola.
- Sono in ritardo anch'io. Torniamo qui pi tardi, - dice
Janice, sentendosi messa da parte. Con Pru si  gi accordata
in precedenza che, piuttosto di arrischiarsi a lasciare
Harry da solo nella casa di Penn Park mentre lei  alla sezione
distaccata della Penn State, lo porter l a passare la
prima notte dopo l'ospedale. Tornando a Brewer in auto
non vede l'ora di rivederlo in piedi, di poter condividere
con lui il senso di colpa che prova nei confronti di Nelson.
Ma lui la delude, cos come l'ha delusa Pru. Le cinque
notti passate al St Joseph's lo hanno lasciato pieno di
manie nei confronti di s stesso, e di apatia. Di punto in
bianco ha un'aria fragile, gonfia; i capelli, ancora di un
biondo spento, se li  pettinati in quella specie di banana
che portava alle superiori quando usciva dallo spogliatoio
dei maschi. I capelli grigi sono ancora pochi, ma le tempie
sono pi alte e la pelle, nell'incavo agli angoli degli
occhi,  arida e avvizzita. Sembra un pallone da cui l'aria
stia sfuggendo lentamente, che con il passare dei giorni si
riempie di grinze e si affloscia. I comodi pantaloni rossicci
e il soprabito sportivo di cotone blu gli stanno larghi: la
dieta dell'ospedale gli ha asciugato qualche litro d'acqua.
Ma gli ha prosciugato anche il morale:  malfermo sulle
gambe, sbatte le palpebre, come faceva pap Springer negli
ultimi cinque anni di vita, seduto a occhi chiusi nella
Barcalounger ad aspettare che passasse il mal di testa. Non
le pare che vada bene: nel corso del loro matrimonio la vitalit
di Harry ha sempre sopraffatto la sua, i suoi bisogni
impulsivi, il desiderio di essere coccolato da tutti, la disinvolta
capacit di farle del male, la non dichiarata minaccia
di andarsene da un momento all'altro. Le sembra sbagliato
che sia lei a doverlo venire a prendere con l'auto, mentre
 lui a essere tutto ordinato e ad avere i capelli leccati
del ragazzo che veniva a prenderla per portarla fuori. Lo
ha trovato mestamente seduto sulla sedia accanto al letto,
con la sua vecchia borsa da ginnastica, piena di medicine
e di biancheria sporca, stretta tra i piedi con quelle grosse
scarpe scamosciate. Gli ha preso il braccio e lui si  mosso
a passi cauti verso l'ascensore, mentre le infermiere lo salutavano
ad alta voce. Una, pi giovane delle altre, rotondetta,
sembrava particolarmente triste di vederlo andare
via; l'assistente alla cucina latinoamericana, invece, le ha
ingiunto con due occhi che mandavano lampi: - Lo faccia
mangiare come si deve!
Secondo lei Harry dovrebbe mostrarle maggiore gratitudine,
ma un uomo appena vagamente ammalato d per
scontato di ricevere tutto il sostegno femminile, e d'altra
parte il flusso di gratitudine degli uomini verso le donne
non  mai scorso granch. In auto, le prime parole che le
rivolge sono offensive: - Ti sei messa la divisa da poliziotto.
- Avevo bisogno di sentirmi presentabile per l'esame di
questa sera. Ma ho paura che non riuscir a concentrarmi.
Non riesco a smetterla di pensare a Nelson.
Lui si  accasciato nel sedile accanto al guidatore, le
ginocchia schiacciate contro il cruscotto e la testa premuta
al poggiatesta, con un atteggiamento sprezzante.
- Che cos'hai da pensare? - chiede. - Ha cercato di tirarsene
fuori con qualche palla? Credevo che ci sarebbe
andato di corsa.
- Tutt'altro, ed  stata una delle cose che hanno reso
tanto triste la sua partenza. Ci  andato esattamente come
quando andava a scuola. Mi chiedo se stiamo facendo
la cosa giusta, Harry.
Ma lui tiene gli occhi chiusi, come per difendersi dal
martellare delle visioni che arrivano attraverso i finestrini
dell'auto, Brewer con i suoi palazzi di mattoni dipinti,
le sue pesanti chiese di arenaria, il suo poderoso tribunale,
il suo nuovo grattacielo di vetro verde, l'esuberante parco
che una volta era Weiser Square e che ora  rifugio di drogati
e di senzatetto che abitano in scatoloni di cartone con
i loro possedimenti dentro carrelli di supermercato rubati.
- Che cos'altro potremmo fare? - chiede pigramente. - Pru
che cosa dice?
- Oh, a lei il centro va bene. La libera del problema. Negli
ultimi tempi Nelson  sicuramente stato un bel peso. Si
vede che mentalmente lei si sente gi single, indipendente
e vivace, oltre che un po' antipatica nei miei confronti,
mi  parso.
- Non metterti a fare la permalosa. Charlie che cosa
dice? Com' andata la cena in quel posto vietnamita,
ieri sera?
- Non sono sicura di aver capito bene il senso del loro
cibo, ma  stato carino. Rapido ma simpatico. Sono persino
tornata a casa in tempo per vedere la fine di In famiglia
e con gli amici. Era l'ultima puntata della stagione: Gary
cerca di impedire che Hope scriva a un periodico per denunciare
Susannah, dopo aver scoperto che derubava il
centro di assistenza sociale -. Tutto ci caso mai lui pensasse
che sia andata a letto con Charlie, per fargli vedere
che non ce n' stato il tempo materiale. Povero Harry, ci
sono eventi che non riesce a superare.
Lui emette un gemito, continuando a tenere gli occhi
chiusi. - Tremendo. Tale e quale la vita.
- Charlie  molto orgoglioso di me, - riprende lei, - per
il modo in cui mi sono opposta a Nelson. Stamattina abbiamo
fatto una chiacchieratina malinconica, il ragazzo e io.
Ha detto che voglio pi bene alla ditta che a lui. Mi chiedo
se non abbia ragione, se da quando mi hai conosciuto non
siamo diventati troppo materialisti. Sembrava tanto piccolo,
Harry, ferito, provocatorio: era esattamente come quando
sono andata a vivere con Charlie. Per avere abbandonato
un ragazzino di dodici anni come lui sarei dovuta andare
in galera: che cosa diavolo mi ero messa in testa? E quello che dice  vero. Chi sono io per dargli lezioni, per spedirlo
in questo posto spaventoso? Quando ho fatto quello
che ho fatto avevo anch'io pi o meno la sua et. Ero giovanissima.
Veramente -. Sta piangendo un'altra volta e si
chiede se si possa diventare dipendenti dalle lacrime come
da ogni altra cosa. Tutte le oscurit, i sotterfugi e le impensabili
vergogne della sua vita sembrano venire rigurgitate
in quell'inarrestabile travaso salato. Non riesce quasi
a guidare, a furia di tirare su con il naso le viene da ridere.
Harry lascia la testa libera di ciondolare sul poggiatesta,
quasi stesse cercando di ripararsi da un sole invisibile. Le
nubi stanno riempiendo un cielo grigio chiaro, i loro oscuri
nuclei si fondono in un'unica nuvola. - Stavi facendo
una prova, - le dice. - Stavi cercando di provare a vivere
mentre eri ancora viva.
- Ma non avevo nessun diritto, n lo avevi tu, di fare le
cose che abbiamo fatto!
- Oh, Cristo, non sbraitare. Erano i tempi, - ribatte
lui. - Gli anni Sessanta. Tutto il paese stava dando fuori
di matto. Non eravamo poi tanto male. Infatti siamo tornati
insieme.
- SI, e qualche volta mi domando se non  stato anche
quello un modo di essere indulgenti con noi stessi. Non ci
siamo resi felici, Harry.
 un problema che vorrebbe affrontare con lui, ma
Harry sorride come nel sonno. - Tu mi hai fatto felice,
eccome, - replica. - Mi spiace che non abbia funzionato
reciprocamente.
- Basta. Smettila di cercare di accumulare punti di vantaggio.
Sto dicendo sul serio. Lo sai che ti ho sempre voluto
bene, o comunque che avrei voluto, se tu me lo avessi permesso.
Fin dalle superiori, almeno fin dai tempi di Kroll.
 proprio una delle cose che mi diceva ieri sera Charlie,
quanto sia sempre stata pazza di te -. Janice si sente avvampare
in viso; il fatto che lui non le risponda la imbarazza;
allora accelera, svoltando a sinistra in Eisenhower
Street. Uno squarcio nel cielo coperto fa levare un riflesso
luminoso dal cofano della Camry, che poi affonda pi di
prima nell'ombra delle nubi. - Era davvero un ristorante
carino, - riprende. - Il modo in cui  sistemato e tutto il
resto, queste donnine vietnamite che mi facevano sentire
altissima. Ma parlano un inglese perfetto, con l'accento
della Pennsylvania. Sar gi la seconda generazione? Possibile?
 passato cos tanto tempo dalla guerra? Dovremmo
andarci, una volta.
- Non mi sogno neanche di intromettermi. E un posto
tuo e di Charlie -. Quindi Harry apre gli occhi e si raddrizza.
- Ehi. Dove stiamo andando? Questa non  la strada per Mt Judge?
- Non arrabbiarti, Harry, - gli spiega lei. - Lo sai che
questa sera devo andare al corso per fare il test e mi sembrava
brutto lasciarti a casa da solo per tre ore, appena
uscito dall'ospedale, cos ho combinato con Pru e stanotte
dormiamo nel vecchio letto della mamma, che quando la
stanza della mamma  passata a Judy  stato spostato dall'altra
parte del corridoio, nel vecchio laboratorio di sartoria.
Cos mentre io sono via ci sar qualcuno che bada a te.
- Oh, cazzo. Perch non posso andare a casa mia? Non
vedevo l'ora. In quella dannata baracca di tua madre ci
ho vissuto per dieci anni, ed  stato pi che sufficiente.
- Soltanto per una notte, tesoro. Per favore. Altrimenti
star in pensiero e verr bocciata al test. Ci sono un sacco
di parole in latino e in uno strambo inglese antico che bisogna sapere.
- Il mio cuore sta benissimo. Meglio di prima.  come
lo scarico del lavandino dopo che  stato sgorgato di tutti
i capelli e del dentifricio vecchio. Ho visto ogni cosa mentre
quei bastardi erano all'opera. Ti assicuro che se mi lasci solo non succede niente.
- Quel dottor Breit, cos gentile, prima dell'intervento
mi ha detto che c'era il rischio di un'occlusione coronarica.
- Mentre operavano, con il catetere dentro. Ma adesso
il catetere non c' pi. L'hanno tirato via da quasi una
settimana. Di, tesoro. Portami a casa.
- Soltanto per una notte, Harry, ti prego. E un gesto di
cortesia nei confronti di tutti. Pru e io abbiamo pensato
che avrebbe distratto i bambini dall'assenza del loro pap.
Possono pensare che stanno curando te.
Lui affonda nel sedile, cedendo. - E il mio pigiama? E lo spazzolino da denti?
- Sono gi l. Li ho portati io stamattina. Ti avevo detto
che avevo un piano. E adesso, una volta sistemato te,
devo mettermi a studiare. Assolutamente.
- Non voglio trovarmi dove c' Roy, - ribatte lui facendo
scherzosamente il broncio, rassegnato a quella che
in definitiva  una piccola avventura, una notte a Mt Judge,
come una volta. - Mi far male. Gi in Florida mi ha
strappato dal naso il tubo dell'ossigeno.
A lei viene in mente il bambino mentre calpestava tutte
quelle formiche, ma nonostante ci replica: - Ho passato
tutta la mattina con lui e non sarebbe potuto essere pi carino.
Pru e Roy per non sono a casa. Janice lo accompagna
di sopra, consigliandogli di stendersi. Il vecchio letto della
madre  appena stato rifatto; il suo pigiama bianco sporco 
l, perfettamente piegato sul cuscino. Nel tenebroso angolo
opposto, vicino a una vecchia macchina per cucire Singer
con il suo coperchio in legno vede il manichino da sarto,
color polvere, perennemente privo di testa e dritto come
un fuso. Il lettone della mamma riempie la stanza al punto
che rimangono soltanto pochi centimetri di spazio verso la
finestra e dall'altra parte, verso la boiserie. I pannelli della
boiserie sono in tavole laccate con cordoncino, disposte in
verticale e interrotte all'altezza del petto da una striscia di
modanatura. La porta di uno stretto armadio, nell'angolo,
 fatta con lo stesso materiale. Quando lui la apre sbatte
rumorosamente contro la colonnina del vecchio letto della
mamma, che termina con in cima un pomello piatto, simile
a un fungo duro dipinto di marrone su cui la vernice presenta
un reticolo di crepe a minuscoli rettangoli simile a una pozzanghera
inaridita. L'ha aperta per appendere il soprabito
blu nel guazzabuglio di vecchi ferri da stiro abbandonati,
tostapane, copriletto piegati e conservati in buste di cellofan
antitarme, pi una rastrelliera di cravatte del defunto
Fred Springer. Dopo essersi rimboccato le maniche della
camicia ricomincia a sentirsi quello di un tempo: l'idea di
passare ancora una volta una giornata a Mt Judge comincia a divertirlo. - Quasi quasi faccio due passi.
-  il caso? - chiede Janice.
- Assolutamente.  la cosa che fa meglio, lo dicono
tutti all'ospedale. Mi facevano camminare per i corridoi.
- Pensavo che volessi stenderti un po'.
- Pi tardi, forse. Tu va' a studiare. Di, che questo tuo test comincia a darmi sui nervi.
La lascia al tavolo della sala da pranzo con il suo libro
e le fotocopie e si avvia per Joseph Street in direzione di
Potter Avenue, dove un tempo nel canale di scolo scendeva
l'acqua della fabbrica di ghiaccio. Il canale  ormai
asciutto da chiss quanto tempo, ma il cemento ha conservato
una colorazione verde indelebile. Coniglio si allontana
dal centro del quartiere con le sue tintorie, il Turkey Hill
Minit Market, il Pizza Hut, il distributore della Sunoco, i
negozi di alta fedelt a prezzo scontato, la nuova bottega
di video che un tempo era una calzoleria, oltre alla palestra
di aerobica, sopra i locali che quando lui era ragazzo ospitavano
una panetteria. Il profumo di focaccia e di glassa
che usciva da quelle porte gli faceva venire l'acquolina in
bocca. Procede in salita verso l'incrocio tra Potter Avenue
e Wilbur Street: una volta in quel punto c'era una cassetta
della posta verde attaccata a un palo di cemento, ma
ora  stata sostituita da una di quelle nuove, pi grosse e
squadrate, con i sostegni arrotondati nella parte superiore
dipinta di celeste. Un idrante antincendio, dipinto in
rosso e blu negli anni Settanta per commemorare il Bicentenario
dell'indipendenza,  stato ridipinto nell'arancione
catarifrangente dei salvagente, delle tute da jogging e
delle tenute da caccia, come se nel nostro modo di vivere
si stesse insinuando una nebbia tale da rendere ogni cosa
pi difficile da distinguere. Quindi si inoltra per Wilbur
Street, sentendo una tensione al cuore per effetto della
salita ripida. Negli isolati pi bassi la via ospita grosse case
pretenziose uguali a quella degli Springer, in stucco,
mattoni e ardesia, simili a tante fortezze, con timpani ed
ettari di tetto: alcune sono ormai divise in condominio, i
diversi appartamenti sono raggiungibili attraverso scale
esterne in legno dall'aria raffazzonata. Superato il vicolo
dove una volta c'era un palo del telefono con una lavagna
imbullonata, Coniglio avverte un senso di oppressione al
torace, le costole simili a tante doghe, per cui si ficca una
Nitrostat sotto la lingua e resta li ad aspettare il sollievo e
il pizzicore, mentre sopra di lui tante fredde ombre di nubi
corrono veloci lungo il boscoso margine della montagna.
Sperava di non avere pi bisogno di tante pillole, ma forse ci vuole del tempo perch l'operazione faccia sentire a
fondo i suoi effetti.
Quindi riprende a camminare, tutto solo sul marciapiede
in salita, su, su, verso il complesso di case dove hanno
abitato lui e Janice subito dopo il matrimonio. Fu costruito
tutto assieme negli anni Trenta, con un'ossatura a schiera
un po' isolata, e si inerpica sulla collina a mo' di scalinata.
Come l'idrante antincendio, anche quelle abitazioni ora
sono diventate pi sgargianti, dipinte in colori squillanti,
da libro di fiabe, porpora chiaro e verde lime, se non
addirittura turchese e scarlatto, colori che, quando lui era
giovane, nessun rispettabile padrone di casa della Pennsylvania
avrebbe mai usato. A quei tempi la realt domestica
non era soltanto pi spaziosa ma anche pi solenne. I colori
erano l'ecchimosi e lo sterco, disposti in certe raspose
tavole a vista che si sgretolavano sulle dita e che appena
sotto la superficie erano di catrame.
La sua casa, la settima del complesso, al numero 447,
aveva dei logori gradini in legno ora sostituiti con una
struttura in calcestruzzo ornata con irregolari e multicolori
schegge di piastrelle e protetta da una guida centrale
di moquette verde da esterno; la porta della casa vera e
propria, sulla veranda,  stata dipinta di un'ocra ultrapatinato
sui pannelli e di marrone su montanti e traverse, di
modo che guardandola frontalmente si vede una robusta
croce doppia ornata da un batacchio di ottone a forma di
testa di volpe. All'esterno sono parcheggiate alcune BMW
e Camaro, le finestre sono schermate da pannelli di vetro
scorrevoli e da vistose stampe astratte. Queste case,
che quando vi abitavano lui, Janice e Nelson di due anni
era poco pi di una casa popolare ( l che  morta la loro
bambina),  stata tutta agghindata: ha subito un takeover
di allegra finanza yuppie. Questi appartamenti in posizione
elevata, con vista sulla citt, adesso vanno di moda.
Trent'anni prima, invece, il panorama che dal terzo piano
si spingeva sopra i tetti catramati fino alle case con torretta
e alle auto parcheggiate pi in basso non sembrava
niente pi che un'estensione del loro malessere, della loro
sconfitta, quel senso di sconfitta che gli anni sono tornati a
buttargli addosso, dopo quelli che per qualche tempo erano
parsi dei successi. Alle finestre, gli viene in mente stando
l a guardare, c'erano delle ante scorrevoli da quattro soldi,
sulla veranda si sentiva un odore rugginoso di caldaia,
un clown di plastica era stato abbandonato in mezzo alla
polvere ai piedi dei gradini: adesso i gradini sono in calcestruzzo
ricoperto con la stessa moquette verde delle piazzole
pedonali del condominio gi in Florida.
Le case si concludevano in Wilbur Street, l'urbanizzazione
si era arrestata a un'area di manovra in ghiaia e a
una cava di ghiaia abbandonata che costituiva il tramite
verso l'arruffato versante opposto della montagna. Ora
invece una zona ancora pi elevata appare occupata da una
doppia fila di condomini in scandole, per altro non nuovissimi,
con comignoli singolarmente eccessivi e timpani
simili a quelli delle case nei libri di fiabe. Porte e finestre
sono in colori chiari e festosi. Piante e praticelli all'inglese
sono ancora stentati: l'acquazzone della notte precedente
ha dilavato dagli ettari disboscati di montagna un fango
rossastro che  colato gi lungo tutti i cordoli nuovi, solidificandosi
e tracimando sull'asfalto nero-blu della via. Lo
stiamo consumando tutto, pensa lui. Il mondo.
Fatto dietrofront attacca la discesa. In Potter Avenue supera
l'incrocio con Joseph Street ed entra in un Turkey Hill
Minit Market, dove per scacciare la malinconia si compra
un sacchetto da novanta centesimi di Corn Chips, peso
netto 6,25 once, 177 grammi. Prodotto da Keyston Food
Inc., Easton, Pa. 18042 Usa. Ingredienti: granoturco, olio
vegetale (contenente uno o pi dei seguenti oli: arachide,
seme di cotone, granoturco, soia parzialmente idrogenata),
sale. Mica male, cos a prima vista, continua a masticare,
gli suggerisce il grinzoso sacchetto color zucca.
Gradevole la leggera consistenza salata del mais, e anche il
modo in cui i robusti fiocchi gli si piazzano in bocca a uno
a uno - pieni di spigoli, un paio di centimetri quadrati, pi
solidi di una patatina, pi piatti di un Frito, meno brucianti
sulla lingua di un Dorito triangolare al peperoncino rosso -
andando poi in frantumi e sciogliendosi tra i denti. Ci sono
cose che mettersele in bocca  un piacere: Nib, Good
& Plenty, noccioline abbrustolite, fagioli di Lima non troppo
cotti; tutto il resto  una pappa pi o meno sgradevole,
oppure carne che mette troppo a dura prova i denti e che
fa venire da vomitare al solo pensiero. Sull'alimentazione
Coniglio ha sempre avuto opinioni mutevoli, in particolare
per ci che concerne le creature che fino a poco tempo
prima erano vive come lui. Certe volte nelle fette di tacchino
o di pollo che si mette in bocca gli sembra di sentire
il terrore dell'ascia, in quelle di porco il lieto stronfiare
e avvoltolarsi, nella bistecca la stupida monotonia della
vita di una vacca, nell'agnello una traccia di urina come
nel sentore esalato all'ospedale dal viso di Thelma. La sua
dialisi adesso cos come quella notte nella capanna tropicale:
fluidi corporei, ma una volta c'erano dei limiti alla
libert di movimento dei corpi, e ulteriori limiti al coinvolgimento
imposti dall'esistenza di Janice, di Ron, dei figli
e dei leziosi soggiorni di tutta la Diamond County, pi, a
essere onesti, anche qualche limitazione di natura intima,
l'impossibilit se non il rifiuto ad amare alcunch all'infuori
del suo stesso corpo. Anche lei del resto, dopo, aveva
la tendenza a essere curiosamente severa con lui, come
se una volta mangiato, con la bocca appagata ma contaminata
dal suo odore di latte cagliato, lui le risultasse disgustoso.
Un tempo era la carne di lui a essere mangiata da
lei, ma ora  la carne di lei che viene divorata dall'interno
da tutto quel microscopico masticare. In latino lupus significa
lupo, gli ha spiegato lei una volta,  una di quelle
malattie autoimmuni in cui il corpo aggredisce s stesso,
gli anticorpi attaccano i tessuti, in una specie di odio per
se stessi. Pensando a Thelma Harry si sente inerme e in
quanto tale spietato. Mentre procede sul marciapiede, le
Corn Chips cominciano ad accumularsi nell'intestino formando
una pappa grumosa, una pallottola di acido, eppure
non pu resistere a mettersene in bocca ancora una, per
sentirne i contorni salati, il vergine crocchiare sulla lingua,
tra i denti, tra le mucose salivari. Quando finalmente arriva
al numero 89 di Joseph Street, riparato dietro la sua
parete di appiccicosi aceri di Norvegia colmi di foglie, ne
ha fatto fuori tutto il sacchetto, persino i frammenti di sale
e granoturco, tanto piccoli da poter essere trasportati
da una formica alla bruna regina che se ne sta li gonfia da
scoppiare nel labirinto sotto il marciapiede: si  avvoltolato
in 177 grammi di veleno non diluito, pura fanghiglia
nelle arterie, un retrosapore oleoso in gola e tra i denti. Si odia, con un certo compiacimento.
Janice  all'opera al tavolo della sala da pranzo, tutta
concentrata a memorizzare elenchi. Quando alza lo
sguardo, nei suoi occhi appare un'aria accigliata e pesta,
la bocca  aperta a formare una fessura buia. Una visione
che gli d un fastidio terribile, lei, l, a fare tutta quella
fatica per sfuggire alla propria condizione di stupida. La
lunga camminata lo ha talmente stancato che sale di sopra,
dove si toglie i pantaloni comodi per non rovinare
la piega e si stende sul letto di mamma Springer, sopra
le coperte ma sotto la trapunta amish; una trapunta a pezze
colorate che gli fa salire alle narici il ricordo del cattivo
odore che mandava la mamma verso la fine, un remoto
sentore muschioso di carnosit non lavate. Si sente improvvisamente
prendere dalla paura di essere lontano dal
candore dell'ospedale, dalla sterilizzazione, da quei corridoi
risuonanti di zoccoli pieni di sollecitudine nei suoi confronti, povero malato.
Deve essersi addormentato perch, quando apre gli
occhi, attraverso l'unica finestra della stanza la giornata
appare diversa: fredda, livida, pi ombrosa. Si sta avvicinando
la pioggia. Nuvole e cime degli alberi si vanno
fondendo. A giudicare dai rumori che provengono da
sotto, Pru ed entrambi i bambini devono essere a casa:
avverte passi nel corridoio, l fuori, esattamente come
quando di notte sentiva Melanie e Nelson sgusciare furtivamente
avanti e indietro. Ma adesso non  notte,  pomeriggio tardi. Ai bambini tornati da scuola  stato raccomandato di non fare rumore perch il nonno sta dormendo, ma non riescono a resistere ai soprassalti di strilli e allegria da cui vengono presi. La vita  rumore.
...
.
...
FINE Parte 2.